Attacchi contro le grandi aziende: tutto il giorno, tutti i giorni


logo-claim-2015-3c-highresCome riportato da diversi media durante lo scorso fine settimana, il gruppo industriale ThyssenKrupp è stato preso di mira dai cybercriminali. La società si dice vittima di un attacco hacker sapientemente progettato e sferrato già nel febbraio di quest’anno. Il dipartimento CERT (Cyber Emergency Response Team) interno ha scoperto però l’attacco solo nel mese di aprile. Gli aggressori avevano cercato di ottenere un punto di accesso permanente alla rete aziendale.

L’incidente conferma le stime dei G DATA Security Labs: qualora ben congeniato, un attacco mirato ad una rete può passare inosservato per oltre tre mesi dopo l’infiltrazione. Alla luce di tale valutazione, il reparto di sicurezza della ThyssenKrupp è stato relativamente veloce nel rilevare l’attacco. Esempi passati mostrano tuttavia che, in determinate circostanze, attacchi molto complessi e progettati per colpire un obiettivo specifico o per condurre campagne di spionaggio mirate possono rimanere celati addirittura per diversi anni. Un esempio di questo tipo è Uroburos.

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Anatomia di un attacco mirato

Un attacco mirato di solito segue un certo schema. Dapprima gli aggressori raccolgono informazioni sul loro obiettivo. In base alle informazioni raccolte formulano una strategia per accedere alla rete, che contempla diverse metodologie, da malware prodotto ad hoc all’ingegneria sociale. Una volta ottenuto l’accesso, i criminali cercano di estendere la portata dell’attacco incrementando il numero di sistemi alla propria mercè. Identificati i dati di proprio interesse, gli aggressori passano alla fase estrattiva ossia al vero e proprio furto di dati e segreti aziendali.

Non ci è dato conoscere al momento il livello di sofisticazione dell’applicazione back-door impiegata presso ThyssenKrupp. Va sottolineato, tuttavia, che non tutti gli strumenti per lo spionaggio sono costituiti da componenti sviluppate ad hoc. I criminali si avvalgono spesso di strumenti già esistenti per risparmiare in un certo qual modo sui costi di realizzazione dell’attacco. Secondo quanto divulgato dalla stessa ThyssenKrupp, quanto finora rilevato suggerisce l’area asiatica come origine geografica dell’attacco.

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Le grandi aziende non sono l’unico obiettivo

Una statistica prodotta da GE Capital indica che circa il 44% dei brevetti europei registrati sono di proprietà di aziende tedesche di medie dimensioni. Non meraviglia quindi che anche queste società rappresentino obiettivi appetibili per i cybercriminali. Secondo l’Ufficio federale tedesco per la Sicurezza Informatica (BSI), il 58% delle aziende pubbliche e private sul territorio teutonico ha già subito attacchi contro i rispettivi sistemi IT e di comunicazione. In Italia la percentuale di aziende colpite da attacchi mirati cresce di due cifre anno su anno, un incremento forse favorito dall’ingente numero di macchine zombie presenti sul nostro territorio, di cui i cybercriminali possono servirsi indisturbati per sferrare i propri attacchi.

Uno sguardo al passato: Uroburos – software di spionaggio di origini russe

Nel 2014, gli esperti di sicurezza di G DATA avevano rilevato e analizzato un malware altamente sofisticato e complesso, progettato per rubare dati provenienti da reti di alto profilo come quelle di agenzie governative, servizi informativi e grandi aziende. Il rootkit denominato Uroburos lavora in autonomia e si propaga nella rete colpita senza richiedere un ulteriore intervento da parte dei criminali, in questo modo è persino riuscito ad infettare macchine prive di connessione Internet. G DATA è giunta alla conclusione che un malware di questo livello possa essere realizzato esclusivamente con forti investimenti infrastrutturali e in personale altamente specializzato. Il design ed il livello di complessità di questo malware fanno supporre che lo stesso abbia avuto origine dal settore dell’intelligence. L’analisi rivelò inoltre che Uroburos avesse radici russe. Fino all’identificazione da parte dei G DATA Security Labs questo malware complesso era restato celato nella rete.

 G DATA

 La sicurezza IT è nata in Germania: G DATA Software AG viene considerata a pieno titolo l’inventore dei software antivirus. L’azienda, fondata nel 1985 a Bochum, più di 28 anni fa sviluppò il primo programma contro la diffusione dei virus informatici. Oggi, G DATA è uno dei principali fornitori al mondo di soluzioni per la sicurezza IT.

Numerosi test mirati hanno dimostrato che la IT security “Made in Germany” offre agli utenti di Internet la miglior protezione possibile.

Dal 2005 la fondazione Stiftung Warentest si occupa di testare i prodotti di sicurezza informatica. In tutti e sette i test, condotti dal 2005 al 2014, G DATA ha sempre ottenuto il miglior punteggio per il rilevamento virus. Nei test comparativi di AV-TEST, G DATA ottiene regolarmente i migliori risultati in termini di individuazione di malware.

Anche a livello internazionale InternetSecurity di G DATA è stato eletto miglior pacchetto di sicurezza per Internet da riviste specialistiche indipendenti in diversi Paesi, tra cui Australia, Austria, Belgio, Francia, Italia, Paesi Bassi, Spagna e Stati Uniti.

In Italia la soluzione G DATA Internet Security è stata insignita per il quarto anno consecutivo del bollino “Miglior Acquisto” di Altroconsumo. L’azienda ha collaborato altresì con Assintel all’elaborazione del notissimo Report, giunto, nel 2015, alla sua decima edizione e alla stesura del Security Report 2015 del Clusit. G DATA è altresì partner tecnico di Ducati Corse per la MotoGP ed ha il compito di proteggere i sistemi IT di pista del team Ducati ed è partner esclusivo di Microsoft per la messa in sicurezza del Microsoft Cloud tedesco.

Il portafoglio prodotti G DATA comprende soluzioni di sicurezza sia per privati, sia per le aziende, dalle PMI alle grandi imprese. Le soluzioni di sicurezza di G DATA sono disponibili in oltre 90 Paesi di tutto il mondo.

Ulteriori informazioni su G DATA e sulle soluzioni di sicurezza sono consultabili sul sito www.gdata.it

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