App store di terze parti – isola felice di Gooligan


Logo-Claim-2015-3c-highresIl fatto che numerose app a pagamento sullo store Google ufficiale siano disponibili gratuitamente tramite store di terze parti risulta per alcuni utenti particolarmente allettante. Un recente studio su un nuovo malware Android denominato “Gooligan” mostra però che tali applicazioni nascondono numerose insidie.

Bochum (Germania) – Secondo la recente analisi di Checkpoint i dispositivi più colpiti sarebbero quelli su cui sono installate versioni più datate del sistema operativo Android. Gooligan utilizza ben due vulnerabilità note e documentate, al fine di violare l’accesso root del dispositivo. Come risultato, il dispositivo installa autonomamente altre applicazioni. In tal modo, il numero di download di queste applicazioni viene gonfiato, incrementandone di conseguenza il ranking nello store. Per coloro ai quali questo approccio suona familiare, nella scorsa metà dell’anno, anche il malware HummingBad, che utilizzava la stessa procedura, ha dato importanti spunti di discussione.

Quali sono i rischi?

Dal momento che Gooligan, come HummingBad, viola il dispositivo, il cybercriminale ha accesso indiscriminato a tutti i dati archiviati sul dispositivo. Sebbene, allo stato attuale, non siano noti accessi indesiderati a immagini o documenti personali, a livello squisitamente tecnico non sussisterebbe alcun limite a tale manipolazione.

Per scaricare più applicazioni Gooligan trafuga il cosiddetto token* di autenticazione per l’account Google dell’utente. Se il malintenzionato è venuto in possesso di questo token, sarà in grado di accedere a tutti i servizi Google di cui il titolare del conto è fruitore. Misure di sicurezza come l’autenticazione a due livelli in questo caso perdono la propria efficacia, poiché – dalla prospettiva dei server di Google – il token risulta essere corretto e regolarmente registrato.

Quanti dispositivi sono interessati?

Potenzialmente tutti i telefoni e tablet Android su cui è installato Android 4 o Android 5 e con i quali sono state scaricate applicazioni da app store di terzi. Dispositivi con versioni di Android più recenti non sono colpiti dalla minaccia.

Tuttavia, per un numero purtroppo elevato di dispositivi le versioni più recenti di Android non sono (ancora) disponibili. Le versioni “Kit Kat” e “Lollipop” cubano ancora per quasi il 60% dei sistemi operativi installati sui dispositivi in uso su scala mondiale. Terreno fertile per Gooligan che non pare avere un targeting verticale contro un particolare gruppo di utenza o specifiche aziende ma colpisce indiscriminatamente chiunque.

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Quali misure ha intrapreso Google?

Google ha già contattato e informato gli utenti colpiti e revocato i token violati, rendendoli inutilizzabili per i cybercriminali. Gli interessati devono registrarsi nuovamente dopo aver rimosso il malware. Purtroppo, l’unico metodo affidabile per rimuovere Gooligan dai dispositivi infetti è resettare il dispositivo. Questo metodo permette di rimuovere l’accesso illegittimo alla root e assicura che l’applicazione incriminata venga rimossa. Eventuali applicazioni il cui ranking ha beneficiato delle attività di Gooligan sono già state rimosse da Google Play.

Infine Checkpoint ha stilato un elenco di applicazioni manifestamente infettate da Gooligan.

I consigli di sicurezza di G DATA

  • La protezione più efficace è l’uso di una versione Android aggiornata, priva quindi delle falle sfruttate da Gooligan. Dal momento che questo non è sempre possibile, è necessario fare attenzione quando si utilizzano applicazioni scaricate da fonti non ufficiali. Come rilevato dai ricercatori G DATA infatti, un quarto delle applicazioni presenti su piattaforme di terzi è infetto.
  • Particolare cautela è consigliata se uno smartphone o un tablet, appartenente alle categorie di rischio di cui sopra, viene utilizzato in un ambiente business. A seconda del modo in cui i dati sono archiviati e elaborati su tali dispositivi, possono essere accessibili a persone non autorizzate.
  • L’installazione di una protezione efficace contro i malware sui dispositivi mobili non è quindi solo un extra ma un must. Questo vale sia per i privati sia in azienda.

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* Token di autenticazione

Il token può essere paragonato al tipico badge di un dipendente. Il vettore della scheda può muoversi con essa nell’edificio, senza doversi legittimare ulteriormente. Qualora tale badge venga rubato, il ladro potrà muoversi altrettanto liberamente nell’edificio come il legittimo detentore del badge, beneficiando degli stessi privilegi di accesso del derubato.

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KEMP Technologies e Artisan Infrastructure favoriscono i provider di servizi gestiti


Logo_Kemp_web_NUOVOLa partnership strategica prevede l’integrazione delle appliance virtualizzate di KEMP nell’ecosistema di soluzioni Artisan per il cloud privato o pubblico e garantisce ai provider di servizi gestiti, clienti di Artisan Infrastructure, la massima disponibilità dell’infrastruttura con un load balancing adeguato.

New York, N.Y. – KEMP Technologies annuncia oggi di aver siglato una partnership strategica con Artisan Infrastructure, noto grossista statunitense di servizi infrastrutturali (Infrastructure-as-a-Service, IaaS). Attraverso questa partnership, il server load balancer Virtual LoadMaster di KEMP è ora parte integrante dell’ecosistema di soluzioni certificate Artisan Infrastructure. I partner di Artisan Infrastructure potranno quindi fornire i KEMP LoadMaster ai clienti che necessitano di un bilanciamento del carico dei server particolarmente performante, come parte integrante dei rispettivi pacchetti di servizi fruibili via cloud. Altresì la partnership consente a KEMP di aggiungere valore al mercato dei provider di servizi gestiti (MSP) in generale.

I bilanciatori di carico di KEMP gestiscono in modo automatico ed intelligente il traffico generato dagli utenti e le applicazioni da essi impiegate al fine di garantirne la massima disponibilità e performance, oltre ad una flessibilità e scalabilità superiore dell’infrastruttura virtualizzata, accompagnate da una semplificazione dell’amministrazione dei sistemi. La piattaforma “Cornerstone vPDC” di Artisan consente ai provider di servizi gestiti di mantenere la totale autonomia nell’implementazione e gestione delle proprie soluzioni cloud, facendo leva su infrastrutture di livello enterprise basate su soluzioni VMWare e NetApp.

I LoadMaster di KEMP Technologies sono i primi load balancer virtualizzati certificati per l’impiego nell’ecosistema di soluzioni best-of-breed di Artisan Infrastructure. I partner di canale condivisi potranno proporre in modo più rapido e sicuro i servizi bilanciamento del carico a garanzia dell’affidabilità dell’infrastruttura all’interno della piattaforma “Cornerstone virtual Private Data Center” (vPDC). Inoltre combinando il LoadMaster virtualizzato di KEMP presente nel vPDC di Artisan ad un LoadMaster fisico da installarsi presso la sede del cliente, sarà possibile realizzare un bilanciamento perfetto in ambienti cloud ibridi.

“Le soluzioni ed i servizi cloud hosted proposti dai nostri MSP continuano a crescere in dinamicità e scala. A fronte di una costante diversificazione e di un ampliamento dei servizi proposti, la domanda di adeguate soluzioni per il bilanciamento del carico continua ad aumentare” afferma Steve Williams, VP Corporate Development di Artisan Infrastructure.  “La certificazione delle appliance Virtual LoadMaster di KEMP è in perfetta linea con tale esigenza. L’affidabilità del LoadMaster e la semplicità di integrazione dell’appliance virtualizzata del nostro ecosistema di soluzioni certificate aggiunge valore alla proposta di Artisan Infrastructure verso i nostri MSP.”

“Siamo onorati di far parte di un ecosistema all’avanguardia come quello generato da Artisan Infrastructure,” afferma John Spears, Senior Director delle Alleanze Strategiche di KEMP Technologies.  “La soluzione virtualizzata di KEMP consente agli MSP di offrire il Load Balancing-as-a-Service, assicurando il massimo livello di disponibilità e performance dell’infrastruttura ai propri clienti. Inoltre Artisan Infrastructure intende mettere a disposizione  adeguate risorse per il supporto tecnico delle soluzioni, allineandosi in toto alla filosofia di KEMP in fatto di gestione della clientela.”

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Quando semplificare è sinonimo di ottimizzare: Selecta sceglie KEMP Technologies


Logo_Kemp_web_NUOVOIl Gruppo Selecta è la realtà industriale privata più significativa del mercato italiano e una delle principali a livello europeo nel settore della stampa, della gestione documentale e dei servizi per la comunicazione d’impresa, di marketing e obbligatoria. L’azienda vanta, tra i suoi clienti, oltre 200 Istituti di credito, 120 Aziende municipalizzate, tutte le compagnie telefoniche, le principali compagnie assicurative e alcune tra le più grandi aziende manifatturiere italiane. Gruppo Selecta ha 500 dipendenti, 4 stabilimenti produttivi in Italia, 1 in Slovacchia e uffici commerciali distribuiti sull’intero territorio europeo.

Selecta_webInfrastruttura di difficile manutenzione

Selecta disponeva di un’infrastruttura composta da numerosi Application Server http accessibili attraverso reti DMZ create ad hoc. Ogni Application Server veniva implementato in configurazione ridondata. Gli accessi ai server erano gestiti attraverso coppie di reverse proxy con tecnologia Apache o utilizzando il servizio di Network Load Balancing (NLB) di Microsoft. La crescita esponenziale del Gruppo Selecta ha generato nel tempo una proliferazione di macchine, DMZ e reverse proxy, che ha reso l’infrastruttura inefficiente e di difficile manutenzione. A fronte della natura critica e sensibile dei dati elaborati da Selecta e dell’esigenza di garantire il massimo livello di continuità dei servizi (minacciata dal grande numero di macchine potenzialmente fallibili in uso) il Gruppo avvia un progetto di ottimizzazione dell’infrastruttura, onde assicurare un maggior controllo del flusso dei dati e la massima protezione dei dati stessi.

Una scelta oculata e vincente
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Il Gruppo Infor collabora da numerosi anni con Selecta nell’ambito della virtualizzazione e terminalizzazione oltre che di Active Directory e del messaging. Selecta ha incaricato il System Integrator di vagliare una soluzione in grado di semplificare gli strumenti di lavoro e rispondere alle esigenze sopra indicate. Dopo un’attenta valutazione tecnica delle soluzioni implementabili Infor ha proposto l’adozione di due bilanciatori di carico di KEMP Technologies.

Rispetto alle altre soluzioni vagliate (F5, ACE di Cisco, Radware) KEMP offriva vantaggi di natura tecnica, che non avrebbero giustificato l’investimento in soluzioni di altri brand. Oltre all’eccellente rapporto prezzo / prestazioni, i KEMP LoadMaster si sono rivelati vincenti per l’alta disponibilità, erogata in modalità “active – active”, per il reverse proxing e per la presenza di ASICs che garantiscono il massimo throughput. Attraverso i KEMP LoadMaster ed una adeguata gestione dei virtual server e delle VLAN, Selecta ha potuto altresì dismettere numerosi server, riducendo la complessità dell’infra-struttura ed il dispendio di risorse deputate alla gestione della stessa.

Installazione semplice, assistenza rapida e competente

Grazie ad un’interfaccia grafica avanzata ed intuitiva, che offre un supporto concreto alla configurazione, i due KEMP LoadMaster 2600 sono stati installati in un’unica fase nella rete di Selecta ed erogano un servizio di bilanciamento a carico fisso. Tramite la gestione delle VLAN è stato possibile realizzare numerose interfacce presentate alle varie sottoreti bilanciate dai dispositivi KEMP.

Loadmaster_2600_webDurante l’installazione Infor si è rivolto al servizio di assistenza tecnica di KEMP per risolvere una problematica insorta in fase di configurazione delle VLAN. Da allora non è stato più necessario alcun intervento tecnico sui due dispositivi.

Sviluppi futuri

L’installazione è da ritenersi conclusa al momento ma, vista la dinamicità di Selecta nel modificare ed implementare servizi per la propria clientela, l’infrastruttura è in continua evoluzione. Al variare delle esigenze non si esclude quindi l’adozione di ulteriori appliance per ridondare altri servizi, le piattaforme di messaging, citrix o altro. Inoltre con l’aumento dei front-end Selecta intende l’implementazione delle funzionalità di bilanciamento dinamico offerte dai dispositivi KEMP, laddove attualmente il cliente ha preferito una gestione a carico fisso.

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KEMP Technologies semplifica bilanciamento e failover di data center geograficamente distribuiti


Con il GEO LoadMaster  KEMP assicura l’affidabilità di data center posti in differenti edifici o locations nel mondo attraverso un routing automatico del traffico e l’ottimizzazione dello stesso, garantendo l’alta disponibilità di applicazioni web-based e piattaforme per la comunicazione aziendale quali MS Exchange

New York, N.Y. – KEMP Technologies annuncia nuove funzionalità per il  GEO LoadMaster (GLM) atte a garantire la massimo disponibilità di data center geograficamente distribuiti attraverso un load balancing globale. Il GLM consente di realizzare un failover del traffico immediato e trasparente verso il data center disponibile e che presenta le migliori prestazioni ottimizzando l’impiego di applicazioni che si avvalgono del bilanciamento del carico tra cui Microsoft Exchange. In caso di una interruzione del servizio o di un disastro di altra natura presso uno dei data center, vengono fornite automaticamente risposte dinamiche a query DNS per FQDN (Fully Qualified Domain Name: domini cui si aggiunge il nome dell’host per la disambiguazione) singoli o multipli in base a policy predefinite onde minimizzare l’impatto del disservizio e la necessità di interventi manuali.

Il GEO LoadMaster (GLM) migliora anche l’esperienza dell’utente che si avvale di una distribuzione del traffic su server geograficamente distribuiti attraverso algoritmi di bilanciamento che impiegano parametri quail la regione o la località dell’utente. Il GLM ha la capacità di identificare i flussi di traffico attraverso più siti dei data center distribuendo lo stesso di conseguenza.

“Quando le aziende decidono di espandere la propria infrastruttura avvalendosi di più data center posti in location differenti necessitano di prestazioni ai massimo livelli onde garantire una fruibilità ottimale delle proprie applicazioni web-based. Questa tecnologia è un chiaro passo avanti al servizio di aziende di qualsiasi dimensione”, afferma Jonathan Braunhut, Chief Scientist presso KEMP Technologies.  “Per i clienti che impiegano Microsoft Exchange, il disservizio improvviso di uno dei data center implica la necessità di ricorrere tempestivamente a personale tecnicamente qualificato Exchange per realizzare un failover in modo corretto e ristabilire i servizi prima che si verifichino problemi e danni alla produttività. Con la funzione per  l’affidabilità multisito del GLM, l’accessibilità ai server è ripristinata automaticamente senza richiedere alcuna ulteriore competenza tecnica da parte dello staff a complemento delle regolari attività per la risoluzione degli eventuali problemi.”

Il GLM di KEMP monitora lo stato operativo dei sistemi e degli host in base a opzioni liberamente configurabili e dirige di conseguenza il traffico alla migliore risorsa disponibile in un dato momento. I bilanciatori di carico KEMP sono noti quali soluzioni dall’ottimo rapporto prezzo/qualità che garantiscono un throughput ottimale per aziende di qualsiasi dimensione. L’appliance GLM aggiunge un’ulteriore tassello all’ampia gamma di funzioni per l’alta disponibilità e affidabilità per le quali i LoadMaster di KEMP sono apprezzati, offrendo quindi il massimo delle prestazioni al minimo del costo.  Il GEO LoadMaster di KEMP é ora disponibile in Commercio e viene fornito con un contratto di manutenzione e assistenza di un anno senza costi aggiuntivi.

Una versione demo completa di tutte le caratteristiche per eventuali test è disponibile sul sito www.kemptechnologies.com.

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La carente accessibilità ai servizi di rete può sotterrare un’azienda?


La maggior parte delle aziende dipendono ormai da internet e da applicazioni web-based per la conduzione delle proprie attività. I manager IT si confrontano con una gestione necessariamente dinamica delle risorse di rete necessarie a tali applicazioni. Che si tratti di e-shops che basano il proprio successo commerciale su applicazioni web o di organizzazioni che dipendono dalle informazioni fornite loro attraverso il web, garantire la disponibilità continua dei servizi di rete si impone sempre più spesso come priorità.

Arcene (BG) – Il problema di fondo è semplice: un sito o applicazioni fruibili via web non accessibili o lente frustrano i clienti, che abbandonano repentinamente il sito o l’applicazione. Se il reparto IT non è conscio di eventuali problemi di accessibilità, l’azienda difficilmente prenderà seriamente eventuali lamentele in merito al sito o all’applicazione web, generando involontariamente un circolo vizioso che equivale – a livello globale – ad un’inavvertita defenestrazione di milioni di dollari di fatturati. L’indisponibilità o la carente fruibilità dei servizi di rete può mettere in ginocchio qualsiasi azienda e sembra presentarsi sempre nel momento peggiore. Conoscere e comprendere l’utilizzo delle applicazioni web ed il traffico da esse generato può aiutare a prevenire futuri mal di testa a fronte di cambiamenti oggi sempre più inattesi e picchi di traffico improvvisi. Analizzando i seguenti punti i manager IT possono ridurre tali evenienze:

1.            Impiego delle piattaforme internet aziendali.

In primis è necessario comprendere come viene impiegato il sito aziendale. Il tipo di traffico ed i picchi associativi dipendono dalla tipologia del sito, è un e-shop? Un sito multimediale? Una piattaforma di servizi hosted che offre accesso remoto via web alle applicazioni aziendali? Sono noti orari particolari durante il giorno in cui si instaurano picchi di traffico o periodi dell’anno in cui vengono lanciate eventuali promozioni? Che contenuti offre il sito? Ci sono molti video o immagini da visualizzare o è un sito più testuale? Tutti questi elementi determinano strategie infrastrutturali diversificate. Oggi sono disponibili numerosi strumenti di monitoraggio della rete che favoriscono una più profonda comprensione dell’impiego attuale delle risorse web e una più concreta previsione dei trend futuri.

2.            I server

Chris Heyn, Territory Channel Manager, KEMP Technologies

Quanti server vengono impiegati in azienda? Ad un certo punto sarà necessario aggiungerne di nuovi, ma se non si coordina il traffico su tutti i server tale investimento non darà i frutti sperati. Il traffico può essere gestito con soluzioni intelligenti, in grado di coordinare i flussi dietro le quinte indirizzando il traffico su uno o sull’altro server in modo affidabile. Esistono application delivery controller (ADC) che distribuiscono il traffico su due o più server attraverso una serie di algoritmi di bilanciamento e regole di switching dei contenuti, che indirizzano il traffico sui server che, in un dato momento, offrono

le migliori prestazioni. Tali soluzioni avanzate, proposte sia come device hardware sia come software per piattaforme virtuali, sono ormai disponibili sul mercato a condizioni decisamente abbordabili.

3.            Delocalizzazione dei server

Un sito può essere irraggiungibile per più motivi, da un improvviso picco di traffico ad un attacco DoS (Denial of Service), dal black-out al malfunzionamento dello switch o dei server impiegati. E’ necessario valutare se sia opportuno mantenere tutti i server in uno stesso luogo o se non sia meglio mettere altrove eventuali server applicativi aggiuntivi. Esistono ADC in grado di operare su più location. In questo caso, qualora i server posti in un dato luogo diventino troppo lenti o addirittura inaccessibili l’infrastruttura presente in una seconda location può farsi carico del traffico applicativo proveniente dai server lenti o indisponibili della prima location, garantendo la costante operatività aziendale.

4.            Applicazioni che richiedono “persistenza”

La maggior parte delle applicazioni di tipo transattivo salvano temporaneamente informazioni sullo “stato della sessione” o altri dati prima che essi vengano archiviati in via definitiva nel log dell’applicazione. La funzione di “persistenza” dei server o della sessione indirizza un dato utente sempre allo stesso server per l’intera durata della “sessione”, onde garantire all’utente un’esperienza di fruizione del sito positiva e lineare. Ad esempio il carrello di un sito e-commerce deve essere dotato di tale funzione in modo da consentire al cliente di collegarsi allo stesso web server per l’intera durata della sessione senza perdere tutti i dati inseriti nel carrello. In caso di improvvisa indisponibilità del server, un ADC è in grado di mantenere inalterati tutti i dati, trasportando l’intera sessione su un altro server, in modo trasparente per l’utente.

5.            Copertura dei server

Se un server diventa inaccessibile, l’ADC è in grado di metterlo off-line e di reindirizzare il traffico ai server restanti. Questa funzione è chiamata failover e richiede capacità avanzate di monitoraggio dello stato operativo del server, onde identificarne tempestivamente eventuali crolli di performance o l’indisponibilità ed inoltrare immediatamente il traffico ad un altro server. In questo modo, tutte le applicazioni impiegate in un’azienda vengono dotate della alta disponibiità di norma garantita solo per applicazioni critiche, semplificando l’infrastruttura e riducendo nel contempo i costi operativi.

I server gestiscono enormi quantitativi di dati e nelle attuali infrastrutture di rete si possono instaurare colli di bottiglia che rallentano le applicazioni web-based, un guaio se proprio in quel momento si registra un traffico elevato. Per le aziende tali evenienze possono dar luogo alla perdita di potenziali clienti / acquirenti e alla riduzione della produttività degli impiegati. Una gestione adeguata del traffico consente di individuare eventuali picchi e di indirizzare il traffico su server meno utilizzati, ottimizzare quindi con effetto immediato le prestazioni delle applicazioni ed evitare direttamente di chiedersi se una carente fruibilità dei servizi di rete può sotterrare l’azienda. Continua a leggere

Il nuovo LoadMaster 5300: nuovi standard di prezzo – prestazioni per i load balancer


I nuovi Load Balancer della KEMP Technologies offrono una velocità di elaborazione e trasferimento dati superiore, raddoppiando il numero delle connessioni contemporanee ad un minor prezzo.

Limerick  – KEMP Technologies annuncia oggi un nuovo dispositivo che entra a far parte della linea di load balancer e application delivery controller LoadMaster.  Successore del LoadMaster 5500, il nuovo LoadMaster 5300 di KEMP vanta numerosi miglioramenti delle prestazioni, tra cui un incremento del 10% del numero di richieste al secondo gestite dal dispositivo, un aumento del 45% della velocità di trasferimento dati del load balancer ad 8,8 Gbps ed il raddoppio del numero di connessioni contemporanee di livello 4/7 della pila OSI supportate dalla soluzione.

Il LoadMaster 5300 viene fornito con due alimentatori (ridondanti e hot-swap) ed un formato più compatto, che occupa una sola unità di spazio nei rack. Grazie alla significativa riduzione del consumo elettrico, il LoadMaster 5300 ha un impatto ancora inferiore sull’ambiente. Come per tutti i modelli della gamma LoadMaster di KEMP, questo nuovo modello distribuisce in modo intelligente ed efficiente il traffico generato dagli utenti su diversi server, per garantire la massima disponibilità e fruibilità delle applicazioni business e web-based agli utenti.

Loadmaster 5300

LoadMaster 5300

Il LoadMaster 5300 impiega tecnologie avanzate per il bilanciamento del carico e lo switching dei contenuti ed è dotato di ASIC preposti all’accelerazione del traffico SSL. Ad un prezzo di listino raccomandato di € 13.250, che include l’assistenza tecnica gratuita per un anno, il dispositivo offre prestazioni superiori per il bilanciamento del carico a livello 4/7 della pila OSI ad un prezzo significativamente inferiore rispetto a quanto offerto dalla concorrenza, confermando l’ottimo posizionamento delle soluzioni KEMP sul mercato in termini di rapporto prezzo-qualità.

Caratteristiche quali la compressione ed il caching dei dati per l’accelerazione delle applicazioni riducono la latenza di rete ottimizzando le prestazioni delle linee internet impiegate. La modalità di standby attivo con failover “stateful” assicura una disponibilità dei server applicativi del 99,99% invalidando l’ipotesi che il load balancer possa costituire una fonte di errore (SPOF – single point of failure). Attraverso un monitoraggio costante dello stato operativo di server e applicazioni il LoadMaster 5300 indirizza gli utenti alla migliore risorsa disponibile. Il sistema di prevenzione contro le intrusioni (IPS), integrato nel dispositivo, blocca le minacce a livello applicativo, anche qualora presenti nel traffico SSL cifrato.

“Il LoadMaster 5300 rispecchia le esigenze dei nostri clienti e rappresenta una soluzione chiave nella gamma di prodotti LoadMaster” afferma Peter Melerud, VP Esecutivo del Product Management di KEMP Technologies. “Il 5300 ottimizza anche sensibilmente la disponibilità delle applicazioni critiche in ambienti Microsoft Lync e Microsoft Exchange migliorando l’esperienza dell’utente, ad un prezzo inferiore rispetto al suo predecessore 5500. Qualsiasi tipologia di azienda, che desideri aumentare le prestazioni del proprio sito web a fronte di un incremento del traffico, può beneficiare della tecnologia all’avanguardia del LoadMaster 5300”.

Il nuovo LoadMaster 5300 sarà disponibile in commercio alla fine del mese di aprile 2012.
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Primi sui Motori S.p.A adotta le soluzioni di load balancing di KEMP Technologies


Nata nel 2007 come specialista del posizionamento sui motori di ricerca, servizio noto anche come Search Engine Optimization (SEO), Primi sui Motori S.p.A è una delle realtà più solide e affermate operante nel mercato internet e si rivolge a tutte le realtà imprenditoriali, dalle PMI ai grandi gruppi industriali, offrendo servizi di web marketing, web project management, web analytics studiati per incrementare il business ed il prestigio dei propri clienti. Nel 2008 Primi sui Motori S.p.A. aggiunge al proprio portafoglio ulteriori servizi I.C.T, tra cui la creazione e l’hosting di siti web, piattaforme e-commerce B2B e B2C.

Il server load balancer? Deve scalare con noi!

Con il massiccio ampliamento della rete di vendita (circa 100 agenti) e del proprio organico, completato nel 2009, la Primi sui Motori S.p.A. si trova ad affrontare per la prima volta nel 2010 il tema dell’affidabilità della propria infrastruttura internet, fattore critico per la competitività aziendale. In primo acchito si opta per una soluzione prettamente software con l’adozione del Network Load Balancer di Windows® 2008 Server. La tecnologia di Microsoft ha bilanciato per oltre un anno i server su cui si appoggiavano i siti della rete di Callcenter, per l’area documentale e tutta l’area riservata interna di Primi sui Motori S.p.A. cui si sarebbero aggiunti nel 2011 i server di posta elettronica, evidenziando alcuni limiti del WNLB rispetto alle esigenze della Primi sui Motori S.p.A.: poca scalabilità , difficoltà nella gestione dei drain e performance insoddisfacenti. Tali limiti erano stati peraltro segnalati esplicitamente dalla stessa Microsoft, che indicava chiaramente a tutti gli utenti di bilanciatori software intenzionati a migrare a Windows 2010 la necessità di apprestarsi ad adottare bilanciatori di carico hardware separati, poiché le funzionalità del WNLB non sarebbero state sufficienti.

Ma non è tutto: l’infrastruttura di Primi sui Motori S.p.A. è scalata notevolmente per far fronte ad una crescita esponenziale delle attività. In soli tre anni l’organico dell’azienda è triplicato, passando a 90 unità, accompagnato da un considerevole aumento del portafoglio clienti business. L’azienda conta oltre 4000 clienti. Una crescita di questo tipo non può non impattare sull’infrastruttura. Se nel 2009 era possibile erogare tutti i servizi di hosting dei propri clienti attraverso 6 server, nel novembre del 2011 il numero dei server si era decuplicato ed è in continuo aumento.

Inoltre Primi sui Motori S.p.A. si avvale di una articolata rete di agenti, con circa 110 operatori attivi sul territorio nazionale. Gli agenti reagiscono alle richieste di appuntamento di potenziali clienti interessati ai servizi offerti da Primi sui Motori. Tali richieste vengono registrate attraverso un apposito modulo web, che genera ed invia un’e-mail di conferma di avvenuta registrazione ai potenziali clienti ed una seconda per gli agenti, contenente i dati del cliente con cui essi dovranno fissare l’appuntamento. Per garantire la massima coordinazione è fondamentale che il sistema di posta elettronica funzioni perfettamente: ogni giorno viene garantito ad ogni agente l’inoltro di almeno 4 nominativi di potenziali acquirenti, un risultato raggiungibile solo attraverso un perfetto bilanciamento del sistema di posta elettronica. Per questo motivo Primi sui Motori S.p.A. riteneva essenziale selezionare ed avvalersi di load balancer certificati per Microsoft Exchange.

Nello stesso periodo su www.msexchange.org e www.lyncuserforum.com vengono pubblicati interessanti articoli sulle soluzioni di bilanciamento dei server di Kemp Technologies. Il Load Master di Kemp era la risposta adeguata!

Aspettative corrisposte

Dopo un’attenta analisi delle informazioni(*) reperite sulle soluzioni LoadMaster di KEMP Technologies, Primi sui Motori S.p.A. decide di entrare in contatto con il produttore statunitense e di testare per 30 giorni l’Application Delivery Controller (ADC) virtuale di Kemp. “Non ci siamo limitati a prendere passivamente atto delle affermazioni di KEMP in merito all’eccellente rapporto prezzo / qualità del LoadMaster” afferma Marco Marzola, Responsabile IT, di Primi sui Motori S.p.A. “F5 e Radware avevano un costo troppo elevato rispetto alle nostre esigenze, abbiamo quindi valutato molto seriamente anche le soluzioni Citrix Netscaler e Barracuda, di certo buone soluzioni in questa classe di dispositivi, ma con delle differenze”. Primi sui Motori S.p.A. mette quindi alla prova tutti e tre i dispositivi, il LoadMaster di KEMP, il NetScaler e la soluzione Barracuda. “Abbiamo notato immediatamente che il LoadMaster risultava più facile da installare grazie un’interfaccia grafica avanzata ed intuitiva che offre un supporto concreto alla configurazione, una differenza notevole, rispetto alla concorrenza, che ci ha facilitati nella scelta del prodotto giusto per le nostre esigenze” conclude Marco Marzola.

Scaduto il periodo di prova, sebbene i test non fossero ancora conclusi, l’azienda opta quindi per l’acquisto di un LoadMaster 2200, convincente sia per l’intuitività della configurazione e le performance, anche in ambienti con soluzioni diversificate, sia per il prezzo estremamente competitivo.

Primi sui Motori riscontra inoltre in KEMP un partner affidabile e sempre disponibile, sia in fase conoscitiva, sia a posteriori dell’acquisto: “il vendor ha sempre fornito risposte immediate e precisissime in merito alla configurazione e/o all’impiego delle appliance KEMP con Microsoft Lync” conferma Marco Marzola. Una volta conclusi i test, Primi sui Motori S.p.A. inserisce quindi nella propria infrastruttura operativa due appliance LoadMaster 2200 in HA (high availability) per bilanciare le soluzioni CRM Microsoft™ Dynamics e le piattaforme web-based dei Callcenter.

Sviluppi futuri

Attualmente l’azienda sta verificando la potenzialità delle soluzioni LoadMaster anche per l’ambiente di posta e di messaggistica unificata. La Primi sui Motori S.p.A. intende infatti integrare gli ADC di KEMP nell’infrastruttura che ospita sia la piattaforma Exchange 2010 sia Microsoft Lync 2010, ambienti per i quali le soluzioni KEMP sono certificate. Per Lync in particolare e’ molto probabile l’inserimento di ulteriori appliance in linea con le direttive di KEMP e Microsoft. “Fino a quando non avremo compreso appieno l’impatto dei diversi tipi di traffico e servizi web di Exchange e Lync non vogliamo creare potenziali e problematiche sovrapposizioni,” aggiunge Marco Marzola. “Preferiamo quindi tenere il LoadMaster che bilancerà l’infrastruttura Lync separato dai dispositivi a supporto dei servizi web e dei nostri utenti Exchange”.

Inoltre Primi sui Motori S.p.A. ha deciso di testare Lync con un gruppo di utenti differenti. Al contrario di quanto fanno molte altre realtà, l’azienda non sta testando la piattaforma Lync nel reparto IT ma nell’ufficio amministrativo, per raccogliere esperienze reali di impiego sul campo e non solo quelle dei “power users”. “Pur sapendo che i Load Balancer di KEMP sono perfettamente in grado di supportare servizi multipli, preferiamo fare un passo alla volta, un approccio rivelatosi corretto nel tempo, specie per un’azienda ed un infrastruttura in crescita costante. Fortunatamente il team di KEMP sia in Irlanda, sia in Italia, si è sempre dimostrato disponibile ad aiutarci in ogni singola fase dei nostri progetti” conclude Marco Marzola.

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