Le Unified Communications? Utilissime, ma solo se fanno quello che vuole l’utente


Con l’ormai prossimo secondo aggiornamento della versione 15.5 del centralino 3CX il produttore di soluzioni complete per le Unified Communications eleva ulteriormente il grado di intuitività e fruibilità della propria piattaforma per la telefonia e la collaborazione, che sia implementata on-premise o nel cloud.

Modena – Inarrestabile la carica innovativa di 3CX, il cui obiettivo è il continuo sviluppo e miglioramento delle Unified Communications aziendali. Nel corso dell’ultimo anno il produttore ha completamente cambiato pelle, elevandosi da produttore di soluzioni dedicate esclusivamente ad ambienti Windows a produttore di piattaforme UC oggi fruibili anche in ambiente Linux, ideali quindi per operatori VoIP cloud-based.

Con l’ormai prossimo secondo aggiornamento della versione 15.5 del centralino 3CX, lanciata lo scorso anno, lo specialista delle telecomunicazioni dimostra come il suo concetto di Unified Communications sia fluido, non legato ad una struttura fisica, ad uno specifico numero di utenti, ad un singolo telefono da tavolo o smartphone, o ad un singolo sistema operativo, ma esteso a tutto il perimetro aziendale, ormai sempre più allargato, adeguandosi in un batter d’occhio al mutare delle esigenze aziendali.

Unified Communications con qualsiasi dispositivo

Partendo da questo principio, e con il desiderio di semplificare ulteriormente l’operatività quotidiana degli utenti, con il nuovo aggiornamento 3CX ha perfezionato ed esteso molte funzionalità del proprio centralino.

Ne è un esempio il fatto che da subito qualunque impiegato può avvalersi di tutte le funzionalità fornite da 3CX sul suo smartphone (iOS, Android, Windows), scansendo un semplice codice QR dal menu “impostazioni” della App per la telefonia, fornita gratuitamente da 3CX. Le app consentono di essere reperibili con un numero unico (quello aziendale) ovunque l’utente si trovi e assicurano visibilità sulla qualità della connessione, solo una buona connessione Wi-Fi o mobile garantisce infatti un buon livello audio della conversazione o supportare il passaggio con un click da una regolare chiamata ad una videoconferenza qualitativamente ineccepibile. Lato conf call o videoconferenze, con l’aggiornamento qualsiasi impiegato può organizzare autonomamente i propri appuntamenti (video)telefonici con più interlocutori semplicemente inserendo data e orario e scegliendo il tipo di conferenza preferito sul nuovo web-client 3CX. La funzione genera automaticamente un appuntamento con tutti i dettagli su Google, iCalendar, Outlook o Office 365 o consente di scaricare un file in formato ICS per qualunque altra app calendario in uso. Con un click l’utente potrà quindi invitare tutti i partecipanti.

“Le Unified Communications sono imprescindibili per ottimizzare i processi legati alle telecomunicazioni, abbattere i costi della telefonia e incrementare la produttività, ma solo se fanno quello che vuole l’utente, senza obbligarlo a compiere mille passaggi prima di potersi avvalere di una singola semplice funzione, come ad esempio una videoconferenza”, commenta Loris Saretta, Sales Manager Italy & Malta.

Unified Communications in qualsiasi ambiente lavorativo

Sempre per favorire la flessibilità degli utenti, un consulente temporaneo o un commerciale che dovesse recarsi di quando in quando in azienda o in un’altra filiale della stessa, non avrà bisogno di un proprio telefono da tavolo, gli basterà effettuare il login su uno dei telefoni a disposizione per avvantaggiarsi di tutti i servizi erogati dal centralino al suo interno, incluse le impostazioni relative ai tasti funzione “BLF” del proprio telefono. Una modalità operativa chiamata “hot desking”, che assicura la massima flessibilità sul posto di lavoro, e che per questo è spesso preferita da quelle aziende dotate di aree open-space ove le singole postazioni non sono assegnate a specifici impiegati.

L’update 2 della piattaforma 3CX V15.5 favorisce anche una gestione centralizzata dello stato dei vari interni attraverso la nuova funzionalità “Receptionist”. L’assistente di direzione o la centralinista all’ingresso potrà impostare lo stato di ogni singolo interno a lei assegnato inclusa l’attivazione o disattivazione del “do not disturb” come anche riconfigurare ed assegnare un interno ad un nuovo utente.

Anche l’integrazione tra UC e sistemi CRM è da tempo nel mirino di 3CX, che ritiene quanto mai necessario fornire agli utenti con immediatezza tutti gli strumenti necessari per condurre una conversazione “informata”. Nonostante siano già numerose e molto note le piattaforme con cui 3CX si integra nativamente, il nuovo aggiornamento consente di effettuare tale integrazione direttamente sul server avvalendosi di API per la comunicazione REST. In questo modo il vendor assicura accesso ai dati di potenzialmente qualsiasi soluzione CRM web-based tramite qualsiasi web-client 3CX (Windows, Linux, Mac), svincolando quindi gli utenti dall’uso di dispositivi Windows per fruirne.

Le aziende che dispongono di un contratto di manutenzione valido potranno fruire gratuitamente del nuovo aggiornamento, inoltre 3CX conduce attualmente una campagna per l’upgrade gratuito dalla versione V14 ormai “end of life” alla versione V15.5 del proprio centralino, al fine di consentire ai propri clienti di avvalersi delle nuove funzionalità UC oltre che della maggior sicurezza delle conversazioni garantita dalla nuova versione, senza impatto sul budget TLC.

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3CX si unisce al SIP Forum per disegnare il futuro dello standard SIP


In qualità di nuovo membro attivo del SIP Forum, 3CX contribuirà al miglioramento degli standard aperti e dell’interoperabilità tra gli hardware e i servizi SIP.

Londra- 3CX, sviluppatore di soluzioni UC di nuova generazione basate su software, è entrato a far parte del SIP Forum non solo di essere parte attiva nel futuro dello standard SIP ma anche e soprattutto per contribuire allo sviluppo degli standard aperti per la tecnologia SIP.

Il SIP Forum è una notissima associazione industriale focalizzata sulla tecnologia SIP. Nel suo nuovo ruolo, 3CX fornirà nuovi impulsi volti a portare ad un livello superiore l’interoperabilità tra hardware e servizi SIP.

L’impegno di 3CX per ottenere la certificazione SIPconnect

Il SIP Forum conduce un rivoluzionario programma di certificazione della conformità di prodotti e servizi forniti delle organizzazioni alle specifiche SIPconnect. L’obiettivo a lungo termine di tale programma è di aprire la strada ad una migliore interoperabilità tra i prodotti e i servizi basati su SIP su scala globale.

Nick Galea, CEO 3CX

Benché le soluzioni 3CX già supportino SIPconnect v1.1., l’azienda intende sottoporle ai test di certificazione SIPconnect affinché ne sia convalidata la completa aderenza a tutti i requisiti menzionati nella SIPconnect Technical Recommendation v1.1. Una volta ottenuta la certificazione, ogni centralino IP 3CX può essere collegato rapidamente a qualunque fornitore di SIP trunk certificato secondo i criteri SIPconnect 1.1. In questo modo gli utenti 3CX avranno accesso diretto ad una selezione ancora più ampia di operatori SIP.

Nick Galea, CEO di 3CX, ha commentato:

“Il SIP Forum è un’ottima iniziativa per assicurare standard aperti e l’interoperabilità tra le soluzioni SIP. 3CX è particolarmente fiera di essere entrata a farne parte. In qualità di membro attivo, siamo ansiosi di contribuire ad ulteriori sviluppi degli standard SIP”.

Marc Robins, amministratore delegato del SIP Forum, ha affermato:

“Da parte di tutto il consiglio di amministrazione del SIP Forum, dò il benvenuto a 3CX in qualità di nuovo membro attivo. Apprezziamo moltissimo il supporto di 3CX alle operazioni dell’associazione e a importanti iniziative già in corso. Inoltre, il sostegno al nostro progetto SIPconnect e la volontà di aderire alla certificazione SIPconnect mostrano l’importanza attribuita da 3CX all’esigenza di dimostrare che oggi le soluzioni assicurano il più alto livello di interoperabilità con il SIP trunking nell’industria”.

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Stormshield e Oodrive siglano partnership per rendere più sicura la condivisione di dati sul cloud


Stormshield – fornitore europeo leader di servizi per la tutela dei dati – e Oodrive – fornitore europeo leader di soluzioni per la gestione di dati sensibili – uniscono le proprie competenze palesando il proprio impegno verso la sicurezza del cloud.

Oggi il cloud è un requisito essenziale della trasformazione digitale delle aziende. Il 90 % delle organizzazioni se ne avvale per accedere remotamente ad applicazioni e a dati aziendali, oltre che per migliorare il modo in cui collabora con il proprio ecosistema. Tuttavia (secondo uno studio NetWrix) il 65% delle imprese non ha ancora compreso come proteggere adeguatamente i propri dati nel cloud. Stormshield e Oodrive hanno quindi siglato una partnership con l’intento di fornire alle aziende la possibilità di migrare al cloud con serenità e di poter collaborare con fiducia.

Una partnership tecnologica per la sicurezza dello scambio digitale di informazioni

In concreto, la missione principale di Oodrive è erogare servizi di gestione dei dati sensibili, attraverso una infrastruttura dislocata in Francia, Europa, Brasile e Cina, la cui sicurezza è regolarmente sottoposta a revisione e certificata. Uno dei progetti in cui il gruppo è coinvolto – fianco a fianco di ANSSI (l’agenzia di Stato francese per la cybersecurity) – è un’iniziativa pilota ( “SecNumCloud”) volta a creare paradigmi di riferimento nella formulazione di requisiti quadro per la sicurezza nel cloud. Con la propria soluzione Stormshield Data Security for Cloud & Mobility, Stormshield assicura invece una cifratura punto-punto dei dati nel cloud.

L’integrazione tra la soluzione Stormshield Data Security for Cloud & Mobility e PostFiles, lo strumento di condivisione online firmato Oodrive, dà luogo ad una soluzione per la collaborazione sicura di nuova generazione. Le organizzazioni che se ne avvarranno, saranno in grado di collaborare in modo più efficiente. Adottando tale servizio non dovranno più scendere a compromessi in termini di tutela dei dati e della riservatezza dei propri asset informatici. La soluzione assicura altresì la conformità alle normative francesi ed europee, nello specifico i clienti beneficiano della piena aderenza al nuovo GDPR.

“Questa alleanza tra Stormshield e Oodrive ci consente di favorire la graduale migrazione dei nostri clienti verso il cloud, fornendo loro la certezza che possono fare affidamento su un’infrastruttura e su servizi altamente sicuri: le aziende particolarmente sensibili o i cui servizi sono considerati di vitale importanza, possono avviare la propria trasformazione digitale nelle migliori condizioni possibili”, confermano Matthieu Bonenfant, CMO di Stormshield e Stanislas de Rémur, CEO di Oodrive.

Questa partnership industriale ha già assicurato a Oodrive and Stormshield l’acquisizione di primi contratti con organizzazioni attive nel settore della difesa.

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Quando la connettività Internet limita o impedisce la fruizione delle UC


Da 3CX un monito: ancora oggi troppo spesso l’uso di profili internet inadeguati inficia la fruibilità di soluzioni UC di nuova generazione. A fronte di un mercato poco trasparente risulta essenziale appurare se la linea internet in uso è grado di supportare la telefonia VoIP ancor prima di pensare all’adozione di un centralino.

Modena- Porsi domande in merito a quali requisiti una linea dati dovrebbe presentare per avvalersi del VoIP in modo ottimale passa fin troppo spesso in secondo piano presso l’utenza aziendale, spesso portata a pensare che tutte le linee XDSL o Fibra siano uguali. Ci si concentra subito sulla scelta della piattaforma per le Unified Communications e si sottovalutano sia le infrastrutture di rete aziendali sia la linea dati con cui il centralino dovrà necessariamente lavorare.

Né il miglior Centralino IP né il miglior operatore di servizi VoIP possono funzionare in modo soddisfacente qualora la connettività dati e la catena di routing non siano opportunamente dimensionate / pianificate. Neanche il miglior sistemista sul mercato sarà in grado di risolvere i problemi di un centralino VoIP malfunzionante a causa di una mediocre connettività dati.

Banda minima garantita (BMG): una variabile da considerare

Il mercato della connettività dati in Italia non è certo il più trasparente, solo in rarissimi casi viene comunicato con immediatezza l’indice delle performance di rete minime sempre garantite, indipendentemente dallo stato di congestione della centrale dati, dalla distanza dalla stessa e dalla qualità delle periferiche in uso.  Eppure questo dato è essenziale: il traffico voce su linea dati è caratterizzato da una comunicazione bidirezionale (dowload/upload) che permette ai due interlocutori di comunicare tra loro ed ascoltare contemporaneamente la voce altrui. Per identificare la banda dati necessaria per una corretta fruizione della telefonia VoIP, bisogna considerare il numero di chiamate SIP eseguite simultaneamente sul centralino IP ed il relativo volume dati. Tale valore andrà confrontato con la banda minima garantita (BMG) in upload, unico criterio in base a cui scegliere il fornitore dei servizi Internet: un profilo business in grado di supportare correttamente il traffico VoIP deve sempre dichiarare esplicitamente il valore di BMG. Nel caso tale dato non fosse esplicito, il profilo scelto non il più adatto per un’applicazione VoIP.

Imposizione del router: ostacolo immotivato

Benché la direttiva UE 2008/63 e il successivo regolamento UE 2015/2120 stabiliscano in maniera inequivocabile che “gli utenti finali hanno il diritto di accedere a informazioni e contenuti e di diffonderli, nonché di utilizzare e fornire applicazioni e servizi, e utilizzare apparecchiature terminali di loro scelta, indipendentemente dalla sede dell’utente finale o del fornitore o dalla localizzazione, dall’origine o dalla destinazione delle informazioni, dei contenuti, delle applicazioni o del servizio, tramite il servizio di accesso a Internet”, molti provider Italiani impongono alle imprese l’adozione del proprio router. Tale obbligo incide in maniera sostanziale sulla capacità della linea di veicolare correttamente il traffico voce acquistato presso operatori VoIP SIP terzi. In alcuni casi la connettività VoIP potrebbe essere resa instabile, nel peggiore dei casi la connettività VoIP potrebbe addirittura essere completamente inibita.

L’imposizione del router, oggetto di un’aspra discussione, risulta tuttavia paradossale se si considera che sovente gli stessi provider forniscono connettività “naked” (senza obbligo di router) a profili commerciali di taglio elevato.

Traffico voce su IP consegnato in modalità analogica: una prassi anacronistica

Gli operatori spesso utilizzano nei propri router un algoritmo (SIP ALG o SIP Helper) che altera la sintassi del protocollo SIP, al fine di erogare all’utente le linee VoIP che ha sottoscritto nella tradizionale modalità analogica o ISDN.

Se da un lato questo algoritmo può essere utile all’operatore per fornire le proprie linee, dall’altro impedisce spesso l’utilizzo di fornitori terzi di linee SIP “native” (trunk “Open VoIP” basato su IP o su registrazione). Un sistema di consegna analogico obbligato, appare una scelta anacronistica nel 2017, quando ormai il 95% del trasporto della voce sulla rete nazionale viene effettuato nativamente “over IP”. La decisione di consegnare il traffico voce in modalità analogica obbliga peraltro gli utenti di un centralino IP all’utilizzo di inutili apparati gateway di conversione del segnale (PSTN) e risulta in contrasto con la migrazione al “Cloud VoIP” ormai in atto.

Proprio per questo motivo, prima di scegliere tra l’una o l’altra soluzione VoIP / UC, l’utente dovrebbe valutare se il fornitore di servizi Internet sia in grado di veicolare le linee VoIP SIP anche in modalità SIP trunk nativa. Ciò al fine di poter utilizzare le linee in piena mobilità anche nel momento in cui l’azienda decida di passare ad una soluzione Cloud PBX, come quella offerta da 3CX Phone System.

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Prevenire incidenti informatici e reagire tempestivamente: da oggi è più semplice con G DATA Total Control Business


L’innovativa suite per il monitoraggio dello stato operativo di client e server in tempo reale facilita la manutenzione dell’infrastruttura IT in conformità con il GDPR. Alla base della nuova soluzione, la nuova release delle applicazioni per la sicurezza IT aziendale firmate G DATA.

Bochum- Una strategia di risposta agli incidenti informatici non può fare a meno di un controllo totale delle risorse IT aziendali. G DATA Total Control Business è la risposta di G DATA alle esigenze di tutte le aziende del segmento PMI che scelgono di integrare la sicurezza IT nel risk management, anche e soprattutto a fronte dei nuovi adempimenti imposti dal GDPR. 

Il futuro della sicurezza è la correlazione

Una strategia di risposta agli incidenti informatici non può fare a meno di un controllo totale delle risorse IT aziendali. Gli amministratori di sistema tuttavia devono confrontarsi con sfide gravose quando si tratta di proteggere adeguatamente la propria rete a causa della crescente eterogeneità dei dispositivi ad essa connessi. Per questo motivo occorrono sistemi che facilitino la gestione centralizzata di tutti i dispositivi, semplificandone il controllo.  Un controllo possibile solo se le informazioni fornite dalle soluzioni in uso sono presentate in tempo reale, in modo intelligibile e correlato.

Disponibile da subito, G DATA Total Control Business porta la sicurezza IT ad un livello superiore, ancorandola saldamente al risk management. Oltre ad offrire una protezione affidabile contro gli attacchi esterni ed un controllo costante dell’infrastruttura essenziale per la produttività aziendale, l’innovativa suite assicura la compliance al GDPR.

 

Nello specifico, G DATA Total Control Business monitora la rete verificando lo stato operativo dei sistemi più importanti per la produttività aziendale e notificando in tempo reale eventuali disservizi e o comportamenti anomali delle macchine. La suite semplifica la manutenzione di periferiche e client attraverso una piattaforma di patch management che velocizza la chiusura di vulnerabilità come quelle sfruttate da WannaCry e Petya, ma non solo. Anche la nuova soluzione beneficia da subito della nuova tecnologia anti-ransomware integrata in tutte le applicazioni per la sicurezza aziendale firmate G DATA e consente di gestire policy e filtri centralmente, anche per i dispositivi mobili, trattati alla stregua di qualsiasi altro client di rete.

Funzioni principali

  • Protezione totale contro minacce online con sicurezza multilivello per client Windows, Mac e Linux
  • Tecnologia Anti-Ransomware
  • G DATA Mobile Device Management: integrazione di tutti i dispositivi Android o iOS nella rete di protezione, applicazione centralizzata di policy e filtri come per tutti gli altri client
  • Protezione da vulnerabilità e exploit
  • G DATA BankGuard per la tutela delle transazioni effettuate tramite online banking
  • USB Keyboard Guard contro l’uso fraudolento di chiavette USB
  • Protezione della posta elettronica
  • Piena funzionalità anche al di fuori della rete aziendale, per laptop e dispositivi mobili
  • Dashboard chiara che mostra tutte le informazioni rilevanti in maniera intuitiva
  • Inventario hardware e software di tutti i client – amministrazione semplificata, possibile anche da remoto tramite interfaccia web
  • Network monitoring per un controllo totale dell’infrastruttura di rete, dalla stampante al server
  • Patch management per chiudere in tempo reale le vulnerabilità dei sistemi

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Quando le Unified Communications diventano strumento per la compliance


Per assicurarsi la conformità agli standard PCI o al GDPR è necessario tutelare i dati sin dalla prima condivisione delle informazioni tra cliente e azienda: spesso già nei call center.

Oggi come mai prima si tributa massima attenzione alla salvaguardia dei dati sensibili. Il nuovo regolamento europeo per la protezione dei dati (GDPR) è solo l’ultimo di un lungo elenco di oneri a carico delle aziende, spesso già alle prese con l’adempimento agli standard per la protezione dei dati e la sicurezza delle transazioni effettuate con carte bancarie (PCI). Alle organizzazioni è richiesto un aumento del livello di sicurezza sulla base di strategie per la protezione dei dati imperniate sulle modalità di archiviazione e tutela delle informazoni trattate da una data organizzazione. Ma a partire da dove? Nel caso di aziende dotate di call center o centri di contatto cui vengono comunicati i dati della carta di credito o informazioni personali sensibili da parte dei clienti, con quali strumenti le aziende proteggono i clienti e se stesse?

Nick Galea, CEO 3CX

Conoscere i rischi

Già in occasione di questo primo contatto i dati sono esposti a numerosi rischi, accidentali come intenzionali. Per errore o disinformazione, l’operatore di un call center potrebbe per esempio registrare più dettagli sulle modalità di pagamento selezionate dal cliente di quanto autorizzato dagli standard PCI o archiviare tali dati su supporti poco sicuri. Analogamente, il GDPR impone specifiche limitazioni in merito a quando e come le organizzazioni possono archiviare dati, per quanto tempo e in che modo li tutelano. Inoltre, le imprese devono essere pronte a condividere i dati con i clienti o con altre aziende, qualora il cliente ne faccia richiesta. Una richiesta che spesso giungerà in primis al call center.

I rischi non si limitano a fattori interni all’organizzazione. Aggressori esterni potrebbero vedere il call center come l’anello più debole nella sicurezza di un’organizzazione: la necessità di rendere accessibili i dati a operatori e clienti e l’incidenza dell’errore umano si trasformano facilmente in una violazione delle informazioni riservate. Alla luce di sanzioni legate all’adempienza agli standard PCI che aumentano esponenzialmente a dipendenza dalla somma dei dati messi a rischio e del tempo necessario per identificare e correggere eventuali problemi e a fronte delle sanzioni previste dal GDPR, che possono ammontare a diversi milioni di euro in base al fatturato aziendale, le sole conseguenze finanziarie dell’inadempienza possono essere catastrofiche. Se poi vi aggiungiamo i potenziali danni reputazionali è chiaro che le organizzazioni devono garantire la massima tutela dei dati dei clienti a partire dall’avamposto più esterno del proprio perimetro.

Assumere il controllo

Le imprese possono fare molto per proteggere i loro clienti e se stesse attraverso un uso corretto dell’infrastruttura per le telecomunicazioni. Ogni call center è sicuramente dotato di linee guida e protocolli che gli operatori sono tenuti a seguire per assicurare che i dati siano protetti. Adottando le Unified Communications l’azienda si assicura la vigilanza su ogni canale di comunicazione con il centro di contatto, dalla messaggistica istantanea, alle chiamate, fino ai moduli utilizzati dai dipendenti per l’inserimento dati, riducendo notevolemente il rischio di errore o eventuali tentativi fraudolenti di alterare il processo di registrazione delle informazioni.

Una soluzione per le Comunicazioni Unificate (UC) ben progettata non è solo in grado di registrare tutte le comunicazioni, quindi di dimostrare la non colpevolezza degli operatori in caso di necessità o di identificare rapidamente una qualsivoglia attività dolosa. Le UC possono anche garantire che le informazioni sensibili, come i dettagli della carta di credito, siano archiviate al posto giusto, nel formato corretto, riducendo il rischio che gli impiegati dispongano di troppe informazioni. Allo stesso modo, è possibile limitare le comunicazioni tra clienti e operatori o tra gli stessi dipendenti a specifici canali e determinati orari – riducendo nuovamente il rischio di un’eccessiva condivisione dei dati.

Limitare le vulnerabilità

Utilizzare le UC per ridurre l’incidenza di errori cagionati dall’uomo contribuisce ad arginare una singola vulnerabilità, ma le organizzazioni devono proteggersi anche contro attacchi esterni. Il primo più probabile obiettivo di qualsiasi attacco al call center saranno gli operatori stessi: se dovessero comunicare informazioni sensibili poiché raggirati, sarà piu difficile individuare l’attacco. In primo acchito parrebbe quindi che i dipendenti siano il solo punto debole e che il mero monitoraggio delle comunicazioni non sia tutela sufficiente in situazioni simili, ma non è così. A fronte della dismissione delle linee telefoniche tradizionali in favore di linee telefoniche basate su IP (SIP trunking), garantirsi accesso alla rete aziendale tramite l’infrastruttura per la telefonia via Internet è un obiettivo particolarmente allettante per i cybercriminali. Anche qualora un attacco andato a buon fine non infici la riservatezza dei dati dei clienti, esso può avere altre implicazioni, ad esempio l’attaccante potrebbe prendere possesso dei telefoni IP per avvalersene tramite reti robocall.

Le organizzazioni dovrebbero informarsi sul livello di sicurezza garantito dal fornitore della linea IP (SIP trunk), e quindi decidere se è il caso di adottare ulteriori misure di protezione: il gestore della linea ha adottato sistemi in grado di riconoscere, individuare e respingere quanto meno gli attacchi noti?

E’ fuor di dubbio che il controllo sia un elemento essenziale nella tutela contro gli attacchi esterni. Ma se i dispositivi utilizzati dagli operatori sono autorizzati a svolgere esclusivamente determinate mansioni e possono comunicare solo a senso unico, il rischio che se ne abusi per carpire dati è potenzialmente ridotto. Ci sono ovviamente anche strumenti tecnici per proteggere la connessione, implementati in soluzioni UC di nuova generazione, che spaziano dalla cifratura dei dati e delle comunicazioni al monitoraggio di ogni comportamento sospetto indice di minaccia.

Conformità alle normative- imposizione o opportunità?

Per quanto oneroso, un corretto approccio agli adempimenti normativi favorisce lo sviluppo delle pratiche migliori a tutela dei consumatori e clienti, oltre a consentire alle aziende di lavorare meglio grazie all’adozione di tecnologie allo stato dell’arte. A fronte degli standard PCI, del GDPR e dei regolamenti sulla protezione della privacy a venire, le imprese che impostano la gestione dei propri rapporti con la clientela su strategie di controllo e tutela dei canali di comunicazione impiegati tramite Unified Communications avranno un vantaggio competitivo.

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3CX accelera la propria crescita in Germania con l’acquisizione di Askozia


Attraverso l’acquisizione 3CX si assicura il know-how di Askozia, la tecnologia Linux sviluppata dall’azienda e il parco clienti per un’incremento immediato della propria presenza sul territorio tedesco

Londra, UK ¦ Hannover, Germania – 3CX, produttore della nota soluzione software-based per le Unified Communications di nuova generazione, annuncia oggi l’aquisizione di Askozia, produttore tedesco di AskoziaPBX, un sistema telefonico IP basato su Asterisk. Con oltre 10.000 PMI che oggi impiegano la piattaforma Askozia, questa acquisizione è perfettamente in linea con la strategia di espansione globale di 3CX.

Fondata nel 2013, Askozia si è evoluta da progetto studentesco ad un’organizzazione ben consolidata e dotata di una tecnologia Linux particolarmente interessante. Colpita dalle competenze tecniche e dall’egregio lavoro svolto dal team Askozia, 3CX ha trovato nell’azienda un’eccellente opportunità di espandere la propria presenza sul territorio tedesco ma anche di integrare la tecnologia Linux di Askozia nel proprio prodotto a beneficio di tutta l’utenza 3CX su scala globale.

3CX assicura continuità e assistenza nella fase di transizione a clienti e partner Askozia. Tutti i clienti Askozia beneficieranno di una licenza gratuita 3CX e i rivenditori Askozia saranno presi in carico come partner 3CX.

Con l’acquisizioe dell’intero team Askozia e degli attuali uffici dell’azienda, 3CX estenderà anche fisicamente la propria presenza ad Hannover. Situata nel cuore della Germania, patria del CeBIT e sede di molte aziende rinomate, per 3CX Hannover è una location eccellente per seguire l’evoluzione del mercato tedesco.

Nick Galea – CEO, 3CX

Nick Galea, CEO di 3CX, afferma:

Questa acquisizione è un’altra pietra miliare nella storia di 3CX in Germania. Askozia dispone di un team di specialisti selezionati e di una tecnologia Linux, che ora integreremo nel nostro prodotto, tali per cui ci aspettiamo una rapida crescita sul suolo tedesco.

Sebastian Kaiser, CEO di Askozia, aggiunge:

In 3CX abbiamo trovato il partner ideale per dare continuità alla nostra storia di successo. Questa acquisizione ci consente di contribuire all’espansione di un importante attore del mercato delle telecomunicazioni, noto per il suo spirito pionieristico nello sviluppo di tecnologie per le comunicazioni basate su software. Siamo molto onorati di far parte di questa grande azienda e di dar forma insieme al futuro della telefonia VoIP in Germania.

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