Telecomunicazioni e IT: una convergenza essenziale


In seguito alla digitalizzazione dei processi lavorativi e dei flussi di comunicazione, anche le strutture aziendali esistenti si stanno disgregando. I confini tra i singoli reparti aziendali si confondono, un trend ancora più evidente se si considera come la separazione una volta rigorosa tra IT e telecomunicazioni oggi non sia più sostenibile. Piuttosto, le due aree convergono in un’entità comune.

Digitalizzazione delle telecomunicazioni

Il passaggio alla telefonia basata su tecnologia VoIP e l’integrazione di diverse funzionalità di comunicazione unificata come la videoconferenza e o piattaforme CRM richiedono una visione olistica e un’implementazione dei flussi di dati e informazioni completamente nuova. Risparmio sui costi, migliore scalabilità e controllo centralizzato sono le ragioni principali per cui le aziende preferiscono moderne piattaforme virtualizzate o servizi cloud piuttosto che affidarsi a infrastrutture hardware tradizionali e rigide. L’utilizzo mobile dei sistemi di comunicazione e il conseguente collegamento di terminali al di fuori della rete locale sono possibili solo passando a soluzioni basate su IP.

Controllo centralizzato e messa in sicurezza delle comunicazioni

Tuttavia, in tutta la sua complessità e a fronte della moltitudine di utenti connessi, questo nuovo concetto di comunicazione deve soddisfare requisiti specifici dell’IT al fine di garantire efficienza, affidabilità e sicurezza a tutti i livelli. In cambio, l’IT deve farsi carico di esigenze, colli di bottiglia e rischi delle soluzioni di comunicazione basate su IP. In particolare, la connessione di vari endpoint interni ed esterni richiede il ripensamento delle strategie di sicurezza, nonché l’implementazione di diritti di accesso e utilizzo per singoli utenti. Chi desidera limitare il proprio carico amministrativo pur mantenendo il pieno controllo, deve fare affidamento su sistemi di comunicazione unificata innovativi, che si lasciano gestire a livello aziendale fino ai singoli interni e che automatizzano in gran parte manutenzione, aggiornamenti e altre misure di sicurezza.

Ridurre le barriere, aumentare l’efficienza

Solo quando le telecomunicazioni e l’IT non saranno più trattate in maniera isolata ma percepite come connubio imbattibile, sarà possibile garantire un’interazione fluida tra i diversi canali di comunicazione, media e dispositivi così come l’integrazione delle più svariate piattaforme hardware e software: un supporto formidabile per le aziende che desiderano mettere in collegamento dipendenti e partner ovunque si trovino, ottimizzando la loro collaborazione e facilitando lo scambio di informazioni e dati. Le più moderne soluzioni per le comunicazioni unificate favoriscono la comunicazione diretta, rapida e accurata con i clienti nelle attività consulenziali, commerciali o di assistenza, nonché la comunicazione interna e l’interazione tra diversi dipartimenti o team di progetto geograficamente distribuiti. Un vantaggio in termini di produttività da non sottovalutare o imbrigliare in preconcetti retaggio di un modo obsoleto di fare IT.

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VoiP e Unified Communications: nuovi sviluppi per il personale IT aziendale


Ormai è chiaro che a livello infrastrutturale nelle aziende è in atto un cambiamento inarrestabile. Sempre più società esternalizzano servizi e applicazioni adottando soluzioni ospitate nel Cloud. Una migrazione che non riguarda esclusivamente strumenti di office automation, marketing e CRM ma anche i sistemi per le Comunicazioni Unificate che comprendono anche i tradizionali centralini telefonici, oggetto di una progressiva conversione verso la “nuvola”:

Modena – Secondo le analisi effettuate da Namertes Research, negli Stati Uniti il passaggio al Cloud coinvolgerebbe il 44% circa delle aziende con un tasso di crescita del 20% previsto entro fine 2018. Sebbene in Italia i dati si attestino su valori assoluti inferiori del 30% circa rispetto al tasso registrato oltreoceano, la percentuale delle aziende che migra al Cloud risulta addirittura maggiore. Un dato che si spiega con il fatto che la banda larga e ultralarga, pur scontando una ritardata diffusione nel nostro Paese, negli ultimi mesi ha registrato un incremento superiore alla media, dando adito a prospettive più che positive in termini di espansione dei servizi in Cloud, con tassi di crescita anche superiori alla media USA. Ciò comporterà di conseguenza una maggiore diffusione e fruibilità dei servizi di comunicazione unificata in Cloud, con particolare riferimento ai servizi di video conferenza web.

3CX Webmeeting

Il passaggio al Cloud influenza in modo significativo l’organizzazione e le strategie del personale IT aziendale.

Sorprendentemente, le aziende che passano al Cloud vedono aumenti nel proprio organico IT piuttosto che diminuzioni, sempre secondo i dati di Nemertes. Per alcune aziende, questa tendenza è temporanea, in quanto le organizzazioni inseriscono nuovo personale per gestire la transizione al Cloud mentre continuano a supportare l’infrastruttura legacy. Tuttavia, per la maggior parte delle aziende, lo staff aggiuntivo coinvolto per gestire le relazioni con i fornitori, le implementazioni e la formazione è spesso riassegnato ai ruoli aziendali esistenti. Si vengono quindi a creare nuove figure professionali specializzate, le cui specifiche competenze vengono maturate e acquisite – generalmente ad opera di formatori esterni – nella fase di migrazione dai sistemi legacy a quelli in Cloud.

Le organizzazioni che si spostano verso il Cloud hanno visto, al termine del processo, una riduzione degli impiegati dedicati a tempo pieno all’assistenza tecnica. Riduzioni più che compensate dagli aumenti del personale (+6%) responsabile della gestione delle relazioni con i fornitori di tecnologia, della formazione tecnica e dello sviluppo ed integrazione nell’ambito del comparto IT.
La più vasta area di crescita del personale riguarda i ruoli di promozione, formazione e responsabilizzazione nell’utilizzo dei nuovi e innovativi strumenti di produttività offerti dalla migrazione verso il Cloud, specie nell’ambito delle telecomunicazioni. Le soluzioni UC di nuova generazione cambiano infatti anche le metriche di successo delle aziende determinando un aumento rilevante della produttività e del tasso di ritorno degli investimenti. Solo un quarto dei partecipanti allo studio di Nemertes ha semplicemente migrato le applicazioni locali esistenti sul Cloud senza aggiungere nuove funzionalità. Ciò significa che i rimanenti 3/4 delle aziende hanno saputo cogliere l’occasione per rivoluzionare, anche radicalmente, i processi aziendali attraverso le nuove tecnologie.

Ecco che finalmente le aziende pensano sempre più al personale IT non come centro di costo, ma come mezzo per raggiungere gli obiettivi aziendali. Il personale IT, esterno o interno, deve essere però in grado di garantire che il processo in atto consenta concretamente di adottare nuove funzionalità che aggiungano valore alla conduzione delle attività quotidiane.
La buona riuscita di una strategia di digitalizzazione e transizione al cloud dipende quindi, in primo luogo, dalla volontà e dalla consapevolezza della dirigenza di voler migliorare o addirittura rivoluzionare i propri processi comunicativi e produttivi. La seconda variabile, assolutamente determinante per il successo di questo tipo di strategia, è legata alle competenze dei consulenti IT. Per le piccole e medie imprese il ruolo dell’UC Manager sarà, quasi sicuramente, esternalizzato nella fase iniziale. Successivamente, in base al grado di competenza dell’UC Manager, sarà possibile trasmettere tali competenze direttamente degli impiegati interni.

In questa rivoluzione epocale del modo di fare business una cosa è certa: Le Comunicazioni Unificate rappresentano una grandissima opportunità di crescita aziendale. Con una strategia di migrazione ben studiata e implementata è possibile aumentare la produttività e i profitti in maniera considerevole, differenziandosi dalla concorrenza per la qualità ed affidabilità del servizio erogato alla clientela.

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Perchè avvalersi delle comunicazioni unificate erogate come servizio


Con l’acronimo UCaaS  (Unified Communications as a Service) si identifica la migrazione verso il cloud dei sistemi di telefonia, comunicazione e collaborazione in atto dal 2016. Con il nuovo modello di distribuzione delle piattaforme UC, cambia non solo la modalità di erogazione del servizio, ora esternalizzato, ma anche il modello di licenza, che spesso prevede un canone annuale che comprende le risorse hardware e software incluse le nuove funzionalità fruibili tramite i necessari aggiornamenti di sistema e di sicurezza.

Le piattaforme UCaaS includono per lo più messaggistica aziendale, tecnologia di presenza, meeting online, collaborazione in team, telefonia e videoconferenza, comunicazione in mobilità, hot desking, chat aziendale, webmail. Molti operatori UCaaS offrono altresì funzionalità di contact center, tra cui l’assistente automatico, la risposta vocale interattiva (IVR), il routing delle chiamate e le integrazioni con i più diffusi CRM, assicurando all’azienda utente finale flessibilità e scalabilità per le attività quotidiane.

Tipi di architetture UCaaS

UCaaS offre due architetture principali: ad uso esclusivo (single-tenenacy) o ad uso condiviso (multi-tenancy).

In un approccio ad uso esclusivo, il cliente fruisce di una piattaforma software personalizzata in grado di integrarsi con le applicazioni locali. La single-tenancy è considerata più sicura e affidabile, poiché i dati dell’azienda sono tenuti separati da quelli degli altri clienti dell’operatore. Essi non saranno quindi intaccati qualora l’istanza software di un altro cliente presenti problemi.

I clienti multi-tenancy condividono un’unica piattaforma software. La multi-tenancy di norma è più economica poichè meno personalizzabile e flessibile rispetto a una distribuzione single-tenancy. La piattaforma è ospitata nel centro dati del provider UCaaS che gestisce anche gli aggiornamenti del software.

In alcuni casi le aziende adottano un approccio ibrido, mantenendo una parte delle loro comunicazioni unificate (UC) in locale e altre applicazioni nel cloud per motivi di sicurezza o di gestione, o per consentire al proprio PBX o ad altri sistemi locali di raggiungere la fine del ciclo vita prima di effettuare una migrazione completa al cloud.

Flessibilità e Apertura dei Sistemi di UCaaS

Le UCaaS possono essere fornite con sistemi parzialmente chiusi e standardizzati oppure in modalità flessibile e aperta. Molti fornitori prediligono la fornitura di sistemi chiusi e vincolati ad una propria piattaforma di hosting e ad uno specifico provider di telefonia VoIP. Questo tipo di scelta è in genere piuttosto vincolante e nega all’utente la possibilità di utilizzare il provider VoIP preferito o quello maggiormente conveniente. Un sistema di questo tipo, inoltre, risulta vincolato all’ambiente cloud, senza la possibilità di poterlo migrare in ambito locale in caso di necessità.
Molto spesso anche la scelta dell’hardware (telefoni, apparati per conferenza, gateway) è legata ad un preciso fornitore, non consente quindi di scegliere gli apparati preferiti.

Perché usare le UCaaS

Le piccole imprese sono state le prime ad adottare le tecnologie UCaaS, poiché spesso mancano del personale e delle risorse per mantenere e supportare un sistema di Comunicazione Unificato presso la propria sede. Le medie e grandi aziende hanno invece approcciato al mondo delle UCaaS per ottimizzare i propri servizi di UC e soprattutto per fornire supporto alle multiple filiali aziendali oltre che per raccordare le sedi internazionali: UCaaS assicura infatti un più alto livello di adattabilità alle organizzazioni che hanno bisogno di aggiungere e rimuovere rapidamente utenti, ad esempio dipendenti stagionali, collaborazioni a tempo determinato, senza dover apportare modifiche importanti all’infrastruttura. Le comunicazioni aziendali basate su cloud offrono inoltre un’esperienza utente più uniforme a lavoratori remoti e mobili, poiché l’accesso alle funzionalità UCaaS è coerente indipendentemente dalla localizzazione.

L’approccio di 3CX

Focalizzato sulla massima mobilità e scalabilità delle proprie soluzioni UC, 3CX propone un sistema completamente flessibile e liberamente migrabile dall’ambito locale a quello cloud favorendo un’eventuale migrazione graduale al cloud tramite l’adozione di modelli ibridi in cui convivono applicazioni locali e remote.
3CX inolte offre la piena libertà nella scelta, non solo del fornitore di hosting, ma anche dell’hardware tra i fornitori leader di mercato. E’ possibile anche selezionare liberamente il sistema operativo di base fra Windows e Linux Debian. Con le licenze Pro ed Enterprise di 3CX è inoltre possibile disporre gratuitamente della funzionalità di Call Flow Designer per sviluppare applicazioni personalizzate per lo smistamento delle chiamate, integrate con i database aziendali. Anche nel caso di 3CX la licenza è fruibile sotto forma di canone annuale comprensivo di tutti gli aggiornamenti di sistema e di sicurezza, nuove implementazioni e integrazioni. Il vantaggio del modello di licensing annuale è che esso consente l’implementazione di installazioni provvisorie o itineranti (cantieri, fiere, attività di promozione con sede mobile, attività stagionali), non vincola il cliente in nessun modo all’hardware e assicura un risparmio sensibile, oltre ad una più vasta scelta, anche in merito all’opertore VoIP: l’utente è libero di scegliere tra una moltitudine di offerte locali ed internazionali ottenendo così le condizioni economiche più vantaggiose.

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Il futuro dei Centralini Telefonici è in Cloud


3cx-logo-high-resolution-1024x372Non è più una novità che l’adozione di soluzioni cloud per la telefonia aziendale e per la gestione delle Unified Communications (UCM – Unified Communications Manager) sia ormai ben avviata e che le imprese, piccole e grandi, possano oggi riscontrare i benefici della disponibilità di soluzioni di comunicazione unificata “as-a-service” (UCaaS) rispetto all’acquisto e all’installazione di hardware e software on-site.

I vantaggi complessivi  di una soluzione cloud sono evidenti, tra questi ad esempio la riduzione delle spese di investimento, la riduzione di personale IT dedicato e l’adozione di canoni di servizio mensile per utente rispetto ad un più corposo investimento una tantum. Esistono però anche vantaggi strategici in termini di economia di scala in particolare per le organizzazioni con più sedi, geograficamente distribuite sul territorio.

Nel 2017 il mercato delle comunicazioni aziendali continuerà la sua transizione verso la nuvola. I dati della maggior parte degli istituti di ricerca confermano che le soluzioni per contact center cloud-based stanno diventando sempre più il modello di distribuzione preferita. La tecnologia cloud è la “nuova normalità” per i contact center e per il 2017 tale trend darà luogo ad un tasso di crescita superiore al 25%. Laddove in primo acchito le aziende si chiedevano se il cloud fosse o meno la soluzione corretta da adottare, ora la questione riguarda più che altro la determinazione di quali tipologie di business potranno beneficiare al massimo dalla migrazione integrata di tutti i sistemi verso il cloud . Si pensi ad esempio al fatto che le piattaforme per le Unified Communications sono ormai strettamente interconesse alle soluzioni per la videoconferenza o alle applicazioni CRM, che già fanno capo quasi esclusivamente ad infrastrutture cloud.

Cloud computing networking concept

I vantaggi di una soluzione cloud sono evidenti dal punto di vista della scalabilità anche e soprattutto per le piccole e medie imprese. A questo vantaggio va aggiunto il fatto che un sistema in cloud è più semplice e meno oneroso da gestire a livello di assistenza tecnica. In caso di disservizio o necessità di nuove implementazioni, il fornitore del servizio potrà eseguire la manutenzione accedendo remotamente al sistema senza necessità di intervenire sul posto. Va infine considerata la riduzione del consumo di banda locale nel caso di interconnessione del centralino con altri applicativi quali CRM, database in cloud e sistemi di videoconferenza.

Il motivo per cui l’adozione di massa di sistemi di telefonia “full cloud” non ha avuto luogo è dato dalla necessità di dotarsi di una connettività internet adeguata a supportare un elevato traffico dati. I profili di connettività xDSL generici e commerciali oggi sul mercato non sono adatti per un utilizzo di questo tipo. E’ quindi opportuno selezionare linea e provider in funzione di parametri qualitativi specifici quali la banda realmente disponibile e l’assenza di vincoli o limitazioni del volume dati sulla connettività fornita. Questi fattori si rivelano ancora in larga parte determinanti ai fini della scelta tra soluzioni UCC cloud-based o installate in loco, soprattutto in un contesto, come quello italiano, in cui la banda ultralarga non è ancora capillarmente diffusa sul territorio.

Di norma si raccomanda l’installazione di un centralino IP in cloud per sistemi di tipo Full Voip con linee telefoniche fornite esclusivamente in modalità SIP trunk. Per installazioni ove sia necessario integrare anche telefoniche tradizionali PSTN/ISDN invece l’installazione on premise (su macchina locale) potrebbe essere preferibile in funzione del tipo e del numero di linee da collegare.

Considerando il fatto che l’adozione di soluzioni UCC va di pari passo con l’incremento della mobilità aziendale, la scelta tra sistemi di telefonia cloud o installati on premise non può prescindere da un’attenta analisi analisi iniziale di tutti i fattori in gioco.

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3CX: Luci e ombre della mobile enterprise


L’enterprise mobility è la chiave del successo delle aziende nel prossimo futuro, ma solo se si minimizzano fattori che possono minarne l’efficacia.3CX-Logo-High-Resolution-1024x372
L’opinione di 3CX.

Modena – Sono numerosissimi gli istituti di ricerca indipendenti a livello globale che vedono il futuro di infrastrutture e telecomunicazioni evolversi a medio termine da “mobile friendly” a “mobile only”, specie presso quelle aziende con un management molto articolato o con numerosi collaboratori sul territorio, tra cui personale commerciale o operatori dell’assistenza tecnica. Una trasformazione che, a detta degli analisti, dovrebbe seguire lo stesso percorso tracciato da applicazioni accessibili inizialmente anche tramite web e che ora sono esclusivamente fruibili tramite web e infrastrutture accessibili anche tramite cloud oggi esclusivamente cloud-based. Più che “se”, secondo gli analisti c’è da chiedersi quando vivremo concretamente questa trasformazione.

In Italia, con l’eccezione di pochi settori di mercato tra cui quello informatico, dove già da tempo la maggior parte dei collaboratori opera per lo più da remoto, sono ancora poche le misure attuate in favore del “lavoro agile”. Tutti i settori però sono accomunati da un uso ormai imprescindibile dei dispositivi mobili, piattaforme da cui non si può che beneficiare, mettendo a frutto i vantaggi della digital transformation, tanto più necessaria alle aziende, quanto più aumenta la concorrenza internazionale.

“Dall’incremento della mobilità in azienda, che venga traslata o meno in ‘lavoro agile’, ci si aspettano risvolti estremamente positivi in termini di produttività, abbattimento dei costi e gestione della clientela, e – a lungo termine – effetti positivi anche a livello sociale, quali una riduzione del gender gap e un maggior equilibrio tra vita privata e attività professionale dei singoli collaboratori”, conferma Loris Saretta, Sales Manager Italy / Malta di 3CX, motivo per cui gli investimenti in infrastrutture e applicazioni che favoriscano l’enterprise mobility saranno forieri, secondo IDC, di un giro d’affari globale di 1.7 trilioni di dollari entro il 2020. La corsa all’enterprise mobility però presenta anche alcuni aspetti che possono ridurre se non minare l’efficacia di tali investimenti.

“Le aziende che intendono investire in enterprise mobility devono fare i conti con una realtà, che vede da un lato la necessità di ottimizzare collaborazione e comunicazione con gli impiegati remoti che sono oggettivamente più isolati rispetto alle controparti presso la sede aziendale e, dall’altro, un nuovo livello di minaccia alla riservatezza di dati e comunicazioni”, sottolinea Saretta. Fattori che, se non presi debitamente in considerazione, danno luogo ad un fallimento immediato dei progetti di incremento della mobilità.

Restringendo il campo alle soluzioni UC aziendali, l’uso degli smartphone per lo più promiscuo professionale/privato mette in difficoltà i reparti IT, che, se da un lato devono garantire la sicurezza delle conversazioni condotte tramite smartphone e dei dati a cui si accede tramite questo strumento, dall’altro devono assicurare agli utenti la libera fruibilità del proprio cellulare. Ecco perché, sempre secondo IDC, uno dei cavalli trainanti del business generato dall’incremento della mobilità saranno proprio sistemi per la messa in sicurezza e la gestione di tali dispositivi. Focalizzata da sempre sulla massima sicurezza delle conversazioni, 3CX offre alle aziende softphone client per piattaforme mobili (Android, iOS, Windows e MAC) gratuiti si collegano al centralino aziendale tramite tunnel/proxy SIP integrato, per una cifratura punto punto dei dati e delle conversazioni. Ciò implica che anche in presenza di app private e/o malevole che richiedono indiscriminatamente l’accesso ai contatti e al microfono del dispositivo, i dati e le conversazioni condotte tramite i client 3CX sono protetti.

Anche la proliferazione di app su smartphone o tablet è uno dei frutti della corsa alla mobility che indubbiamente non favorisce la semplificazione dei processi aziendali, né tantomeno consente all’impiegato di ottimizzare le proprie attività. Al contrario obbliga il collaboratore remoto, che ha oggettivamente esigenze di comunicazione molto più pressanti dei suoi pari in sede, a acrobatismi tra più applicazioni anche solo per interfacciarsi con colleghi, superiori e clienti. Se poi in azienda si impiegano sistemi CRM o ERP, accedere ai dati dei clienti da chiamare o a informazioni aggiornate e rilevanti per la telefonata da condurre, richiede in genere l’utilizzo di ulteriori app. Doversi avvalere di più app per condurre una telefonata “informata” con un cliente o per consultarne i recapiti, per avviare una videoconferenza o anche solo per sapere se un collega è reperibile risulta alla lunga oberoso, cagionando l’abbandono dei nuovi strumenti.

Con l’ultimo aggiornamento, 3CX ha reso l’integrazione dei propri client con le piattaforme mobili ancora più trasparente. Le chiamate in arrivo sui nuovi client per iOS e Android sono trattate dal sistema esattamente come le chiamate ricevute tramite rete mobile. E’ possibile rispondervi anche in presenza di blocco schermo e, qualora arrivi una chiamata su rete mobile durante la telefonata condotta tramite il client 3CX, è possibile metterla in attesa o inoltrarla alla segreteria. Allo stesso modo, trasformare una chiamata condotta con il client 3CX in una videoconferenza web è questione di un click. Niente interruzioni, niente ritardi, niente hardware o app ad hoc. I client forniscono inoltre in una singola app tutte le funzionalità UC (instant messaging, stato presenze, e servizi comfort) erogate dal centralino e offrono accesso a tutte le informazioni disponibili a sistema, tra cui rubriche e informazioni presenti nel CRM, con cui la soluzione UC di 3CX si integra nativamente e a cui trasmette automaticamente i log della chiamata, al fine di registrare l’avvenuta presa di contatto con quello specifico cliente, riducendo anche il tempo necessario per la reportistica.

“Con soluzioni UC allo stato dell’arte, sicure ed altamente interoperabili come la piattaforma 3CX, avvalersi in modo nomadico del proprio interno telefonico aziendale e di tutti i servizi UC erogati dal sistema è molto semplice, nonché sicuro. Questo è il nostro contributo attivo alla digital transformation di infrastrutture e sistemi per le telecomunicazioni, oggi sempre più mobile-driven”, conclude Saretta.

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3CX analizza i 7 trend dell’ICT che nessuna azienda può più trascurare


3cx-logo-high-resolution-1024x372Molti produttori ICT parlano spesso di creatività e innovazione, ma a livello aziendale l’adozione di nuove tecnologie, specie nelle comunicazioni, richiede tradizionalmente tempi più lunghi rispetto al mercato consumer. Troviamo tutt’oggi fax negli uffici, sebbene chiunque – esperti inclusi – affermi che tali apparecchi sono ormai sorpassati da tempo. Ma ci sono tendenze che vale la pena analizzare, poiché non più trascurabili.

Digitalizzazione: Di rado un “buzzword” ha ottenuto livelli di attenzione come quelli tributati oggi alla digitalizzazione, che implica per il decisore IT nelle aziende una radicale trasformazione dei processi aziendali al fine di renderli “digitali” tramite l’impiego di soluzioni IT innovative, necessarie per assicurarne il funzionamento. La questione scottante in tutto questo é: le infrastrutture IT esistenti sono sufficienti per tale trasformazione digitale o è davvero necessario adottare nuove soluzioni che supportino l’attuale spinta alla fruibilità digitale di informazioni, applicazioni e sistemi?

Nick Galea

Nick Galea – CEO, 3CX


Integrazione
: Come conseguenza della digitalizzazione, nel prossimo anno le aziende dovranno inevitabilmente confrontarsi con il problema dell’integrazione. L’adattamento dell’infrastruttura IT interna diventerà un fattore critico per aziende di ogni dimensione e grado. I fornitori esterni di servizi e soluzioni sono sempre più coinvolti nell’evoluzione dei processi interni alle aziende e l’integrazione tra tutte le piattaforme sta diventano elemento chiave per il successo aziendale. I sistemi che sono integrati sia internamente sia con servizi esterni sono diventati decisivi per un raggiungimento degli obiettivi aziendali efficiente dal punto di vista dei costi operativi.

Sicurezza: La tutela dei dati e la privacy sono stati argomenti spinosi quest’anno. Con il 2015 abbiamo visto la fine dell’accordo Safe Harbor e nel 2016 incertezze in merito al nuovo accordo Privacy Shield, non ancora ufficialmente ratificato. Sono numerose le preoccupazioni riguardo alla tutela dei dati in presenza di tecnologie popolari come il cloud computing e il relativo impatto in termini legali e amministrativi. A nostro avviso, i grandi passi avanti della sicurezza IT sono la risposta a tutti questi dubbi ad ogni livello, sia politico, sia lato operatori, sia, non da ultimo, lato utenza.

Cloud-Computing: Il cloud ha ormai imboccato da tempo la strada del successo. Le ragioni di questo sono note: operare “in cloud” genera vantaggi attraverso economie di scala, in termini di costi e prestazioni. Tuttavia è un dato di fatto, che, nonostante i benefici più che convincenti, sono ancora numerose le aziende che utilizzano infrastrutture e sistemi installati presso la propria sede, proprio perché da un lato hanno remore dal punto di vista della sicurezza, dall’altro perché preferiscono non rinuciare a infrastrutture tradizionali.

Mobilità: E’ impossibile ormai immaginarsi il quotidiano senza smartphone. I dispositivi mobili hanno trovato la propria strada anche nella vita professionale e nella gestione delle comunicazioni aziendali. Molte aziende incoraggiano il BYOD come strumento per incrementare la mobilità, flessibilità e produttività degli impiegati. Di conseguenza sono molti gli operatori e i produttori che si stanno focalizzando sullo sviluppo di soluzioni per le comunicazioni tramite piattaforme mobile a livello aziendale. Non da ultimo, recenti studi certificano che nel 2016 la stragrande maggioranza delle aziende investirà nella “mobile economy”.

Video: Visitando aziende interessate alla tecnologia è difficile rinvenire nelle sale riunioni costosi tavoli in legno massiccio, vi si trovano invece hardware e sistemi per videoconferenze ancora più costosi – frutto di un trend instauratosi ormai anni fa. Le videoconferenze stanno sostituendosi ai viaggi per intrattenere meeting vis-à-vis con clienti e partner commerciali, e stanno guadagnando un alto grado di preferenza tra le diverse forme di comunicazione. Il trend che ne deriva e che ha un impatto notevole sul modo di fare videoconferenza oggi è l’uso di strumenti per le conferenze via web ed uno dei principali attori in questo ambito è la tecnologia WebRTC, le cui possibilità sono tutt’altro che esaurite. Questa tecnologia è ancora lontana dal raggiungere il proprio massimo sfruttamento, ecco perché 3CX vede un forte potenziale nell’uso di WebRTC.

Telefonia IP: tutte le strade portano a Roma, nel nostro caso alla telefonia IP, soprattutto in Germania, dove la Deutsche Telekom ha annunciato una totale conversione al Voice over IP entro il 2018, una linea seguita, sebbene in modo silenzioso, anche dai maggiori provider italiani, che pian pianino stanno sostituendo le linee tradizionali analogiche a linee telefoniche digitali erogate tramite internet. A medio e lungo termine nel futuro delle comunicazioni aziendali c’è una chiara evoluzione verso infrastrutture IP, non ci sono dubbi e non ci saranno alternative. I progressi nella telefonia IP aprono la strada a nuove forme di comunicazione, come le Unified Communications, che già oggi stanno cambiando l’intero modo di collaborare all’interno delle aziende.

Conclusioni e previsioni: il 2016 sarà un altro anno interessante per tutto il panorama ICT. Le tendenze dello scorso anno portano già ora frutti in termini di disponibilità di soluzioni e piattaforme orientate alla fruibilità del servizio più che al mero prodotto. Il 2016 sarà quindi l’anno delle «implementazioni» in cui vedremo le aziende impiegare concretamente le soluzioni nate dalle tendenze e dagli slogan trendy degli scorsi anni. Il cloud computing, la telefonia IP, e con essi le Unified Communications e WebRTC per le videoconferenze diventeranno parte integrante delle infrastrutture IT.

Quest’anno indubbiamente vedrà temi come la sicurezza IT tra le priorità di qualunque settore economico industriale. Il futuro sarà elettrizzante e i produttori come gli operatori devono prepararsi ad una dura battaglia per guadagnare la fiducia della clientela. Il vincitore sarà chi è innovativo, concentrato e focalizzato sulla qualità e sui servizi fruibili tramite il proprio portafoglio prodotti.

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3CX sul futuro delle telecomunicazioni: flessibilità, semplicità e canale a valore


3cx-logo-high-resolution-1024x372Infrastrutture “software-defined”, “all-IP”, virtualizzazione e cloud, web conferencing, sono tutti trend che 3CX ha anticipato, integrandoli nelle proprie soluzioni per la telefonia via IP. L’azienda ha trasferito ai propri partner la propria leadership tecnologica, consentendo loro di varcare insieme le porte del futuro.

Cipro – Sempre più aziende stanno migrando verso sistemi interamente IP e verso infrastrutture software-defined, abbandonando progressivamente dispositivi e hardware. In questo frangente, quale produttore di soluzioni per le telecomunicazioni interamente software-based, 3CX si rivela partner di rilievo per rivenditori ICT e installatori telefonici. Quale risultato della forte focalizzazione del vendor su piattaforme software e su Microsoft Windows, il centralino 3CX è più facilmente gestibile ed offre un’interoperabilità nativa con altre applicazioni in uso presso le aziende. Grazie all’architettura software, il vendor integra costantemente e molto rapidamente strumenti innovativi nel proprio centralino, una caratteristica a tutto beneficio dei partner 3CX, che non solo hanno modo di generare business ricorrente ma, a fronte dell’elevata interoperabilità della soluzione 3CX, possono creare proprie soluzioni end-to-end, aggiungendo notevole valore ai propri servizi.

Status quo e prospettive per il 2016

“Con una crescita a due cifre, il 2015 è stato un anno decisamente positivo per 3CX. Le nuove tecnologie immesse sul mercato e nello specifico la nuova release del 3CX Phone System, che integra le funzionalità di videoconferencing via web, sono state accolte con molto interesse. “Forti di questo successo, le nostre ambizioni per il 2016 fanno tutte capo ad una crescita aggressiva e massiccia, che intendiamo ottenere attraverso l’integrazione di ulteriori innovazioni tecnologiche nel nostro software: video web conferencing saranno integrati su larga scala nel prodotto 3CX e questo vale anche per software CRM” commenta Nick Galea, fondatore e CEO dell’azienda. Inoltre l’azienda intende portare ad un livello superiore l’integrazione dei dispositivi mobili nel proprio centralino. 3CX è sempre stata particolarmente innovativa sul campo nell’ambito della mobilità. Per prima ha reso disponibili client per smartphone (ora su Apple iOS, Android, Windows Phone), oggi perfettamente integrati nel sistema come regolari interni secondo il paradigma del “numero unico”: avvalersene è come condurre una qualsiasi telefonata via cellulare. Lo stesso dicasi per la tecnologia WebRTC, abbracciata da 3CX di recente a supporto delle comunicazioni attraverso il browser web, un trend che si sta sviluppando molto rapidamente. Il centralino 3CX è già in grado di ricevere chiamate tramite browser internet e quest’impiego si diffonderà sempre di più insieme alla trasmissione di contenuti video. Ciò significa che anche 3CX farà passi avanti investendo ulteriormente in questa tecnologia.

Infine la novità di quest’anno, ossia il centralino virtuale di 3CX, ad esclusivo appannaggio del cliente e non gestito in costellazioni “multitenant” come proposte da altri produttori, offre molte opportunità ai rivenditori, che non sono obbligati ad investire in anticipo per dar vita ad una propria offerta di telefonia via cloud con il centralino 3CX. Il 3CX Phone System virtualizzato è commercializzato con una struttura di licenze “pay as you go”, anche per i rivenditori. “E per le aziende più piccole viene fornito a prezzi davvero vantaggiosi. Una differenza enorme rispetto ad altre piattaforme cloud che richiedono enormi investimenti,” aggiunge Galea.

Nick Galea, CEO di 3CX

Nick Galea, CEO di 3CX

Flessibilità e semplicità d’uso le parole d’ordine per le future telecomunicazioni

In ambito aziendale, l’adozione di nuovi strumenti per le telecomunicazioni e l’abbandono del “vecchio” ha luogo sempre più lentamente di quanto ci si aspetti. La telefonia, come la conosciamo oggi (smartphone, telefono da tavolo, telefoni software) è un qualcosa a cui gli utenti non vogliono ancora rinunciare, al contrario, gli utenti aziendali desiderano poter scegliere tra l’uso delle nuove tecnologie alla vecchia maniera o con nuovi strumenti, sono perfettamente consci di tutte le possibilità offerte dalle nuove tecnologie e sono desiderosi di avvalersene, ma – per ora – senza rinunciare ai tradizionali strumenti di comunicazione. E’ la flessibilità ciò che l’utente aziendale vuole. Tra tre / cinque anni, le videocomunicazioni saranno una commodity, lo stesso vale per le comunicazioni tramite web browser. Quando sarà il momento, 3CX, che già oggi offre questi servizi, potrà annoverare un’esperienza pluriennale nel settore e soluzioni con migliaia di referenze attive.

“Sin dalla nostra fondazione, otto anni fa, produciamo centralini IP software-based e portiamo innovazione al mercato dei sistemi per le telecomunicazioni, non da ultimo abbracciando nuovi standard come WebRTC. La nostra rapidità di esecuzione, unita alla qualità delle nostre soluzioni e alla nostra esperienza sul campo, rappresenta un dei nostri maggiori vantaggi competitivi,” afferma Nick Galea, fondatore e CEO di 3CX.

Beneficiare di innovazioni importanti nell’ambito delle telecomunicazioni sarà via via molto più semplice per gli utenti finali ma la tecnologia alla base sarà sempre più complessa. Gli strumenti e quindi le modalità di fruizione aumenteranno, ma il modo in cui si comunica oggi non scomparirà. Vecchio e nuovo vanno quindi integrati in modo flessibile e dovranno essere facilmente utilizzabili. Un riscontro pratico? Quante aziende pensano ancora di dover avere un fax? Tra cinque anni sarà ancora così. Dato che l’industria deve mantenere questo tipo di offerta, dovrà essere in grado di integrarla in soluzioni di nuova generazione. Un altro esempio è il cosiddetto telelavoro: solo pochi utenti sono pronti ad operare esclusivamente in mobilità, una realtà che però sta cambiando rapidamente.

Proprio per questo la semplicità d’uso sarà uno dei paradigmi che decreteranno il successo delle aziende che operano nelle telecomunicazioni e 3CX ne ha fatto uno dei propri punti di forza. Il 3CX Phone System presenta il massimo livello di integrazione di funzionalità classiche e nuove tecnologie ma soprattutto è facilmente gestibile presso qualsiasi azienda che lavori con Windows. L’utente finale, qualora lo desideri, può gestire con la massima semplicità e in totale autonomia il proprio centralino 3CX, che si tratti di una installazione in loco o via cloud privato. Ciò assicura ai clienti 3CX il pieno controllo della soluzione, quindi la possibilità di svincolarsi da piattaforme che per ogni seppur minima variazione (p.es. aggiungere un nuovo interno) richiedono l’intervento di un tecnico.

L’ecosistema 3CX, chiave del successo

Lato canale 3CX è uno dei pochi produttori con una strategia commerciale interamente indiretta a qualsiasi livello e in qualsiasi segmento di mercato, senza discriminanti basate sul tipo di soluzione offerta. Anche il centralino cloud-based viene commercializzato tramite hosting partner, rivenditori e distributori. In questo modo i rivenditori possono mantenere il pieno controllo dell’intero processo di erogazione dei propri servizi, sviluppare proprie soluzioni intorno al servizio e trasformarsi loro stessi in operatori VoIP con la tecnologia 3CX, che ad esempio viene offerta alle piccole aziende a condizioni imbattibili. “Dato che il centralino di norma è una piccola parte dell’infrastruttura per la telefonia, è indubbiamente necessario disporre di un ecosistema di operatori VoIP, produttori di terminali, server e software o applicazioni aggiuntive. Nel tempo 3CX ha instaurato solide partnership tecnologiche e dispone di un canale a valore altamente competente che conta circa 15.000 rivenditori su scala globale, uno dei più grandi ecosistemi nel settore dei centralini telefonici”, conferma Galea. Anche nel 2016 l’azienda punterà allo sviluppo di questo ecosistema, trasferendo ai propri partner tutti i vantaggi competitivi e l’innovazione che caratterizzano le soluzioni 3CX. Continua a leggere