G DATA mette a nudo ZeuS Panda


Gli analisti G DATA hanno curiosato nella struttura di questo ospite fisso tra i trojan che mirano al mondo bancario. Ora disponibile l’analisi completa di un malware particolarmente articolato.

Bochum – Il banking trojan ZeuS e la sua variante chiamata “Panda” hanno rappresentato negli ultimi sei anni un esempio di malware “prezzemolino” nell’universo delle minacce ai sistemi bancari. L’analisi G DATA rivela un trojan assolutamente fuori dal comune.

Come sapere se i sistemi sono infetti

Partiamo con una cattiva notizia: una volta che una macchina non protetta è stata infettata, è quasi impossibile rilevare la presenza di ZeuS Panda guardando solo i contenuti sullo schermo. Quanto visualizzato sullo schermo è infatti frutto di una intelligente manipolazione che presenta all’utente un perfetto clone di un particolare sito bancario o di sito per i pagamenti online. Gli utenti vengono indotti ad eseguire una donazione a un ente caritatevole o ingannati con richieste di restituzione di un pagamento ricevuto erroneamente, altri aggressori addirittura alzano la posta adducendo indagini sul riciclaggio di denaro condotte dalla “polizia finanziaria tedesca” (non esiste una simile istituzione in Germania, almeno non sotto questo nome). Oltre ad appropriarsi dei dati immessi sul sito web e modificare ciò che l’utente può vedere, ZeuS Panda manipola anche alcune impostazioni di sicurezza e allarmi all’interno del browser, che altrimenti potrebbero rivelarne la presenza.

Ed ora la buona notizia: esistono tecnologie in grado di rilevare un’infezione anche in assenza di una firma per questo malware, come ad esempio G DATA BankGuard.

Perchè Panda è speciale

Sono numerosissime le applicazioni dannose che cercano di eludere la rilevazione e di precludere l’analisi. ZeuS Panda è dotato di meccanismi articolati per evitare che venga analizzato: ad esempio controlla se sono presenti indicatori tipici di macchine virtuali – tra cui VMWare, OpenBox, Wine o qualsiasi tipologia di ambiente HyperV. Molti analisti testano campioni di malware in ambienti virtuali, il malware tenta quindi di compromettere l’analisi. Inoltre, Panda verifica la presenza di molti strumenti utilizzati dagli analisti tra cui ProcMon, Regshot, Sandboxie, Wireshark, IDA e il debugger SoftICE. Se viene rilevata la presenza di uno di questi programmi, il malware non viene eseguito. Altre applicazioni malevole utilizzano controlli davvero superficiali per verificare la presenza di VMWare e OpenBox, funzioni spesso copiate e incollate da codice di terzi. Nel caso di Panda, non solo la verifica è approfondita ma sono stati utilizzati diversi “packer” per creare il file dannoso, cosa che obbliga gli analisti a spacchettizzare il file manualmente. Insomma i creatori di ZeuS Panda hanno creato un malware che dà parecchio filo da torcere agli analisti.

Online circolano anche altri tipi di malware che utilizzano tecniche simili, ma in molti casi l’implementazione è scadente o il trojan stesso contiene errori, limitandone l’efficacia. Tra i numerosi esempi figurano anche casi in cui, dopo aver condotto le attività di deoffuscamento del codice, è risultato che l’URL che doveva essere contattato dal malware conteneva un errore di battitura, azzoppando l’intero costrutto.

Non è questo il caso di ZeuS Panda il cui compito è di continuare a raccogliere dati fino a quando non gli viene ordinato il contrario. Anche qualora il server di comando e controllo di riferimento sia tolto dalla rete, il malware continua ad accumulare i dati sul sistema fino a quando non può scaricarli su un altro server.

Un “coltellino svizzero” fabbricato nell’Europa orientale

Ciò che differenzia Panda in termini di meccanismi di evasione e qualità della produzione, è la sua versatilità. Sebbene ZeuS Panda sia innanzitutto un Trojan bancario, è anche in grado di rubare altri tipi di dati da un sistema, inclusi i contenuti degli appunti (ossia quello che viene copiato in un file per incollarlo altrove  – le applicazioni che gestiscono le password utilizzano spesso la clipboard per trasferire le credenziali dal gestore delle password ad un’altra applicazione o sito web) e eventuali screenshot. Inoltre può implementare una backdoor completa sul sistema infetto tramite VNC. Una situazione equiparabile all’avere qualcuno che siede alle nostre spalle e ci spia quotidianamente 24 ore su 24.

Quale funzione di ZeuS Panda è effettivamente attiva sul sistema dipende dalla configurazione del malware stesso, che si aggiorna automaticamente a intervalli regolari. L’applicazione può quindi trasformarsi da trojan bancario a spyware e controllo remoto di un PC in pochi minuti, a discrezione esclusiva dell’aggressore.

In merito all’origine di ZeuS Panda le indicazioni sono molto chiare: il malware non si attiva se rileva che il sistema aggredito si trova in Russia, Ucraina, Bielorussia o Kazakistan.

Analisi dettagliata

Il rapporto contenente l’analisi tecnica dettagliata di ZeuS Panda è scaricabile dal sito G DATA Advanced Analytics ed è integrato in due articoli postati dal team sul sito (Parte 1 e Parte 2 ).

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AV-TEST: protezione perfetta con G DATA Mobile Internet Security


La soluzione mobile ha rilevato il 100 per cento delle attuali minacce al sistema operativo Android.

Bochum (Germania) – Nell’ultimo test comparativo effettuato, AV-TEST ha analizzato 20 soluzioni di sicurezza per il sistema operativo Android, di cui ha valutato il livello di resistenza contro le attuali minacce. G Data Mobile Internet Security ha rilevato il 100 per cento di tutti i malware utilizzati nel test. Pieni voti attribuiti anche per facilità d’uso e le utili funzionalità aggiuntive. Ne consegue che G Data Mobile Internet Security ha ottenuto il massimo punteggio ottenibile, assicurandosi una collocazione ai vertici della classifica e l’ambita certificazione AV-TEST.

Attraverso scenari di test realistici, AV-TEST analizza le applicazioni di sicurezza per dispositivi mobili e il loro comportamento rispetto alle attuali minacce. Nello specifico, l’Istituto mette alla prova le capacità della soluzione utilizzando tutte le funzionalità che essa offre e testandone il grado di protezione a tutti i livelli.

Tra i criteri salienti del test anche la valutazione dell’impatto della app sull’uso dello smartphone, la possibilità di cifrare il traffico dati generato attraverso rete mobile o hotspot wifi aperti, l’efficacia del controllo genitoriale sulla navigazione.

“Le minacce per i dispositivi Android sono in costante aumento. L’uso di soluzioni efficaci per la protezione di smartphone e tablet offre sicurezza. I test eseguiti da AV-TEST mostrano quali prodotti garantiscono la migliore protezione “, ha dichiarato Andreas Marx, CEO di AV-TEST. “In questo frangente, G DATA Mobile convince regolarmente ottenendo ottimi voti in tutte le categorie di test.”

Anche Dragomir Vatkov, responsabile del Product Management di G DATA sa che il miglioramento continuo della soluzione di sicurezza è un criterio chiave per garantire la migliore protezione possibile agli utenti di device Android. “I risultati dei test condotti da AV-TEST confermano regolarmente il valore della nostra soluzione G Data Mobile Internet Security”, afferma Vatkov.”Il test attuale della nostra soluzione documenta inequivocabilmente che le nostre tecnologie di sicurezza proteggono gli utenti in modo affidabile contro le minacce informatiche. Siamo particolarmente soddisfatti che il nostro impegno quotidiano nella lotta al cybercrime dia i suoi frutti”.

Dettagli del Test:

  • Soluzioni di sicurezza testate: 20 inclusa G DATA Mobile Internet Security
  • Piattaforma / Sistema operativo: Android
  • Periodo: Maggio 2017
  • Eseguito da: AV-TEST

Sicurezza Mobile efficace sempre più essenziale

L’analisi dello status quo della sicurezza mobile condotta nel primo trimestre 2017 ha rivelato che i criminali informatici puntano a dispositivi mobili con crescente frequenza, perché molti utenti eseguono transazioni bancarie o fanno acquisti tramite smartphone o tablet. Una app di sicurezza per device Android dovrebbe includere sia un antivirus che tuteli contro trojan, virus e altri malware ma anche una protezione della navigazione e strumenti antiphishing a tutela degli utenti contro e-mail e siti web pericolosi.

G Data Mobile Internet Security assicura una protezione affidabile e completa per  dispositivi dotati di sistema operativo Android. Oltre a fornire protezione contro malware, applicazioni malevole e pericoli derivanti dalla navigazione mobile, la app di sicurezza intelligente tutela gli utenti contro le conseguenze fatali di perdita o furto del dispositivo: gli smartphone possono essere tracciati ed è possibile eliminare a distanza tutti i dati in essi memorizzati allo scopo di impedirne l’accesso da parte di terzi.

G DATA Mobile Internet Security: una panoramica

  • Protezione contro phishing e siti web dannosi attraverso un sistema di rilevazione cloud-based.
  • Protezione contro applicazioni pericolose: il controllo delle app verifica i diritti richiesti dalle stesse e avvisa qualora si installi una app particolarmente “curiosa”
  • Protezione contro malware per Android: grazie alla connessione al cloud, il sistema di scansione avanzata è sempre aggiornato alla versione attuale. L’analisi non ha alcun impatto sulle prestazioni del dispositivo e riconosce programmi malevoli.
  • Protezione contro la perdita o furto del dispositivo: qualora smartphone o tablet vengano smarriti o sottratti, tutti i dati ivi archiviati possono essere eliminati, il dispositivo può essere localizzato e bloccato.
  • Funzionalità di parental control estese e personalizzabili garantiscono un uso sicuro del dispositivo anche ai più piccoli
  • Il modulo VPN opzionale protegge contro il furto di dati all’interno di reti pubbliche

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