3CX, le aziende possono permettersi di usare strumenti VoIP gratuiti?


Quale impatto hanno strumenti VoIP “consumer” su produttività, sicurezza ed efficienza degli impiegati rispetto a soluzioni integrate e certificate? 3CX fa luce sull’argomento.

Modena – Il mondo delle telecomunicazioni e delle UC è in costante fermento, trainato anche dall’adozione da parte dei singoli utenti di strumenti utilizzati per lo più nel privato come Whatsapp, Skype, FaceTime e Viber, che possono rappresentare anche per le società un elemento di grande innovazione rispetto alla telefonia classica. Purtroppo però questi sistemi alla lunga si rivelano inadeguati alle esigenze aziendali, insoddisfacenti in termini di collaboration e persino insicuri. Aspetti che pur risultando del tutto estranei ai consumatori e ai singoli dipendenti, sono invece all’ordine del giorno per amministratori e decisori IT.

La popolarità degli smartphone e degli strumenti gratuiti per la messaggistica aumenta in continuazione ma non è detto che tali sistemi possano soddisfare le esigenze in determinati contesti professionali. Al contrario: tali piattaforme, prima o poi, risulteranno vincolanti per la crescita del business e potrebbero persino minare l’immagine dell’azienda presso i clienti.

Tra i motivi figura innanzi tutto l’assenza di garanzie su qualità della trasmissione audio e video, elemento di primaria importanza quando si parla di uno strumento che dovrà essere adottato da tutti i dipendenti in locale e in remoto per le comunicazioni interne come con l’esterno. La scarsa qualità dell’audio inficia e limita la comprensione dell’interlocutore, rendendo la conversazione poco fluida e danneggiando in qualche modo l’attività di business in corso. Un impatto che risulta ancora più gravoso qualora si decidesse di effettuare una videochiamata. In questi casi occorre un sistema affidabile, avviabile con un click ma che soprattutto assicuri stabilità e continuità del flusso audio/video, caratteristiche che le piattaforme “free” non possono garantire.

In secondo luogo, mentre la maggior parte delle chiamate condotte via VoIP è cifrata, utilizzare strumenti VoIP gratuiti per chiamare cellulari o numeri fissi per beneficiare di tariffe più economiche non necessariamente assicura che le conversazioni siano codificate. A questo si aggiunge il fatto che anche nel caso della telefonia i responsabili IT gradiscono mantenere il controllo dell’infrastruttura, cosa impossibile con piattaforme di messaggistica e VoIP progettate per soddisfare le esigenze di singoli utenti. L’assenza di dati e registri delle chiamate gestibili in seno all’azienda rappresenta un difetto macroscopico al pari del fatto che non è possibile condividere rubriche aziendali, né integrare tali sistemi in soluzioni CRM, né gestire l’implementazione di tali sistemi in modo centralizzato, demandando all’utente configurazione e uso delle applicazioni, specie qualora questi servizi siano fruibili esclusivamente tramite smartphone. Ecco perché se un’organizzazione desidera avvalersi di una soluzione VoIP / UC professionale da impiegare in un ambiente professionale e dotata di tutte le funzionalità che ci si aspetta in un ufficio, incluso il telefono da tavolo, occorre optare per un sistema di telefonia progettato per le aziende.

Può dunque un’azienda permettere l’adozione incontrollata da parte del personale dei più diffusi sistemi di messaggistica istantanea e chiamate?

A lungo termine le realtà più dinamiche non riscontreranno benefici dall’uso collettivo di piattaforme VoIP “consumer” ma dovrebbero avvalersi da subito di soluzioni personalizzate e ottimizzate per l’uso aziendale al fine di assicurare efficienza e affidabilità sia delle comunicazioni sia della collaborazione tra impiegati. Qui si inserisce 3CX, che con PBX-Express la sua proposta di soluzione completa per le comunicazioni unificate gratuta (fino a un massimo di otto chiamate contemporanee) per un anno, punta alle PMI che necessitano di un centralino IP completo e potente ma che desiderano in primis verificare e sperimentare le nuove funzioni UC per poi decidere se abbonarsi per ottenere gli aggiornamenti del software o se acquistare la licenza commerciale. Una proposta interessante, stando alla reazione del mercato. Il riscontro presso la clientela pare confermare la strategia del vendor come vincente: molte realtà iniziano con la “Free PBX Edition” ma sono poi così impressionate dal prodotto che scelgono di passare alla licenza commerciale.

Con il suo FreePBX e PBX-Express 3CX soddisfa uno degli obiettivi principali di qualsiasi attività: il controllo dei costi e dei servizi, al fine di assicurarsi un ritorno sull’investimento quanto più immediato possibile. Ecco perché 3CX non offre solo un modello di licensing estremamente competitivo, ma restituisce al cliente il controllo totale della piattaforma, a partire da come e dove questa va implementata (nel cloud o in azienda) fino alla gestione autonoma delle estensioni necessarie e al grado di integrazione della soluzione 3CX all’interno dell’infrastruttura aziendale.

In prospettiva 3CX intende portare un elemento di discontinuità rispetto alle soluzioni legacy e a quanto c’è ancora di installato presso le aziende grazie a sistemi di comunicazione professionali che assicurano ubiquità e accessibilità trasversale (telefono tradizionale, smartphone, tablet, PC, Mac) alla piattaforma per la telefonia ed il video-conferencing.

Rendendo le comunicazioni unificate più appetibili per un’ampia fascia di utenza professionale, 3CX ha ottenuto un costante incremento delle proprie quote di mercato ed è fiduciosa di entrare a far parte della top five dei fornitori di soluzioni UC nei prossimi anni.

Continua a leggere

Il VoIP, tecnologia da condividere: l’esempio virtuoso dell’Università di Ferrara


Logo Unife_colorL’Università di Ferrara è una delle più antiche d’Italia: fondata nel 1391 dal marchese Alberto V d’Este, su concessione di papa Bonifacio IX, l’Ateneo conta oggi 18.000 studenti, 12 dipartimenti, 49 centri di ricerca oltre a un Istituto Universitario di Studi Superiori (IUSS – Ferrara 1391), distribuiti in 12 sedi dislocate a Ferrara e quattro sedi al di fuori della città. L’Ateneo offre oggi oltre 50 corsi di laurea e numerosi corsi di specializzazione post laurea. Con 2.000 utenze telefoniche e un costo annuale per la telefonia di circa 500.000 Euro tra canoni e traffico, l’Università di Ferrara sceglie di migrare al VoIP nel 2006.

L'ingresso al Rettorato dell'Università di Ferrara

L’ingresso al Rettorato dell’Università di Ferrara

L’INSOSTENIBILE PESANTEZZA dell’INFRASTRUTTURA
Fino al 2006 l’Università di Ferrara disponeva di un impianto telefonico Telecom / Siemens particolarmente articolato. Con 11 centralini dotati ciascuno di un flusso primario e diverse linee di back-up, un sistema proprietario pseudo-IP di intercon-nessione tra i diversi centralini per le chiamate intrasede e 2.000 interni, l’infrastruttura si rivelava particolarmente onerosa in termini di manutenzione, e non scalabile. L’incremento dei costi su base annuale (circa € 500.000 nel 2006 laddove il mero canone fisso e il leasing degli apparecchi cubava 3 volte il valore del traffico telefonico effettivamente generato), la crescente insoddisfazione in merito alla carente flessibilità dei sistemi, non interoperabili con soluzioni che avrebbero garantito la fruizione di servizi di telefonia evoluti e il desiderio di gestire in-house i sistemi telefonici avvalendosi di una piattaforma per la telefonia che favorisse la ricerca e la sperimentazione, spinsero il prof. Cesare Stefanelli, Delegato del Rettore all’Informatizzazione, insieme al prof. Gianluca Mazzini ad avviare un innovativo progetto di passaggio al VoIP Open Source, progetto poi realizzato dai tecnici dell’Ufficio Reti e Sistemi, in particolare Enrico Ardizzoni e l’Ing. Federico Fergnani, Responsabile VoIP dell’Università di Ferrara. Si iniziò dalla revisione integrale dell’infrastruttura di telefonia dell’Ateneo, anche a fronte della progressiva disponibilità della banda larga attraverso la rete in fibra di nuova generazione implementata dall’azienda pubblica Lepida SpA, in linea con il Piano Telematico dell’Emilia-Romagna (PITER).

Gli obiettivi primari della migrazione erano in particolare infrastrutturali ed economici. Con l’impiego del VoIP sarebbe stata necessaria una sola cablatura per dati e fonia, i centralini SIP open source avrebbero garantito una maggior scalabilità e flessibilità dell’infrastruttura oltre alla riduzione dei costi, permettendo all’Ateneo di scegliere in modo del tutto autonomo l’operatore più conveniente – se non gratuito – per le chiamate in uscita, favorendo l’integrazione tra i servizi informatici e la telefonia e la fruizione di nuovi servizi telefonici evoluti e gestibili via web. Il tutto doveva ovviamente far capo a un nuovo sistema di gestione degli account dei singoli utenti per l’esatto monitoraggio del traffico telefonico generato.

IL PROGETTO
Grazie all’allacciamento alla nuova MAN, l’Ateneo partì con la progressiva dismissione dei centralini telecom interponendo inizialmente tra questi device e la rete pubblica i nuovi centralini IP basati su server Intel in configurazione ridondata e software Asterisk. L’ingegnerizzazione dei centralini è stata condotta in-house in base alle esigenze dell’Università di Ferrara, che, vagliati benefici e svantaggi di soluzioni open source pacchettizzate, preferì internalizzare il servizio, dando luogo a una soluzione che, a partire dal centralino Asterisk, ha portato a sviluppare al proprio interno una piattaforma completa per la telefonia, con l’integrazione di opportuni strumenti di peritelefonia, gestione e accounting.

Tra la fine del 2006 e Marzo 2007 furono quindi installati 3 centralini Asterisk con una sostituzione graduale di tutti i telefoni analogici installati con 2.000 telefoni IP digitali. Era necessario rendere fruibile a basso costo e in tempi brevi tale quantitativo di telefoni IP, compatibili con una infrastruttura mista onde erogare rapidamente, attraverso i nuovi terminali, almeno i servizi di base della telefonia più utilizzati dagli utenti e implementare gradualmente i nuovi servizi di Unified Communications. L’Università di Ferrara optò in un primo momento per telefoni IP di fascia bassa, che presentarono numerose criticità in termini di qualità, affidabilità e versatilità , aspetto, questo, cui nella prima fase sperimentale del progetto non si attribuiva ancora la rilevanza di cui invece gode oggi.

Con la ratifica della Finanziaria 2008, che prevedeva un forte taglio dei costi per le comunicazioni nella Pubblica Amministrazione, ha inizio la seconda fase del progetto, che vede l’Ateneo rimuovere definitivamente tutti i centralini tradizionali per fruire di una infrastruttura “full VoIP” accorpata in un singolo edificio, con due centralini (ridondati) Linux/Asterisk collegati direttamente alla MAN regionale attraverso due linee internet dedicate e quattro linee E1 a 30 canali cad. Gli oltre 2.000 interni facenti capo alle 12 sedi geografiche connesse in fibra e alle 4 sedi remote connesse in VPN, sono serviti attraverso 2.160 telefoni IP e softphone. I centralini Asterisk integrano i servizi di telefonia più diversi, tra cui le chiamate Consip verso numeri geografici, IntercentER verso numeri cellulari, il peering diretto tra centralini con un sistema di directory E164.arpa, e164.org, nrenum.net, freenum.org, come anche Skype e GoogleTalk, al fine di instradare le telefonate sul canale più conveniente attraverso il least cost routing.

Il nuovo telefono IP snom 710

Il telefono IP snom 710

I TELEFONI VoIP presso Università di Ferrara
A fronte di un traffico telefonico che oggi ammonta a circa 6000 minuti / giorno, la scelta del giusto telefono IP ha assunto col passare del tempo un ruolo di primaria importanza. Se da un lato le considerazioni economiche sono le prime a essere affrontate, non necessariamente corrispondono a soluzioni in grado di soddisfare pienamente le aspettative. A fronte di un tasso di rottura dei telefoni inizialmente adottati superiore al 45% in 6 anni e dell’esigenza di avvalersi di terminali di qualità, che supportassero i protocolli e i codec necessari alla propria infrastruttura e basati sullo standard SIP, per non tornare a legarsi a tecnologie proprietarie, a partire dal 2009 l’Università di Ferrara sostituisce gradualmente gli apparati di qualità inferiore in uso con i telefoni snom 300 e snom 710, rivelatisi più concorrenziali di terminali di altri noti produttori, perfettamente compatibili con la piattaforma Asterisk-based impiegata, dotati di switch interno per evitare nuovi cablaggi o l’acquisto di hardware aggiuntivo, configurabili con l’auto-provisioning e in grado di offrire adeguati standard di protezione dei dati (account e password utenti) oltre alla cifratura del traffico voce.

Attualmente l’Università di Ferrara ha sostituito oltre il 50% dell’installato con telefoni snom e impiegherà in futuro sempre più spesso lo snom 710 in luogo dello snom 300, poiché – oltre al design innovativo – il terminale presenta un display a quattro linee, una memoria superiore per maggiori prestazioni e un’eccellente qualità della voce grazie all’audio a banda larga. Al vaglio sono altresì telefoni snom 720 per future implementazioni e i terminali VoIP DECT snom m9r per sperimentazioni.

Dal 2009 a oggi, l’Università di Ferrara non ha mai avuto la necessità di rivolgersi all’assistenza tecnica di snom: con un tasso di guasti inferiore all’1% i terminali snom risultano particolarmente solidi e versatili. In combinazione con la piattaforma VoIP collaborativa basata su Asterisk e sviluppata dall’Università di Ferrara, i telefoni snom presentano infatti alcune caratteristiche non fruibili con altrettanta semplicità con altri terminali IP:

  • collegamento con la rubrica centralizzata dell’Ateneo
  • tasti per la composizione rapida
  • condivisione dello stesso terminale con altri utenti, ognuno con le proprie credenziali
  • configurazione via web e via rete con l’auto-provisioning
  • hot-desking, fruibilità dei servizi in modalità “plug & play”
  • funzione direttore / segretaria
  • suonerie personalizzate
  • switch interno / interfacce Fast o Gigabit Ethernet
  • qualità audio eccellente
  • teleconferenze
  • alto livello di personalizzazione dei servizi fruibili attraverso il telefono
Il Polo Scientifico e tecnologico dell’Università di Ferrara

Il Polo Scientifico e tecnologico dell’Università di Ferrara

Il BANDO per il RIUSO – il VoIP dell’Università di Ferrara reso fruibile per la pubblica amministrazione
La piattaforma VoIP dell’Università di Ferrara è stata realizzata al duplice scopo di fornire agli studenti una piattaforma di ricerca articolata per le loro tesi e di garantire la massima riduzione e razionalizzazione delle spese per i servizi di fonia e la flessibilità necessaria all’implementazione di nuovi servizi telefonici evoluti integrati con la rete dati in linea con le esigenze di un gruppo estremamente eterogeneo e ampio di operatori e ricercatori. La piattaforma è stata quindi modulata in base alle specifiche esigenze dell’Ateneo. I recenti aggiornamenti del Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD) relativi, in particolare, al Capo VI “Sviluppo, acquisizione e riuso di sistemi informatici nelle pubbliche amministrazioni”, hanno dato nuovo impulso alla pratica del riuso di sistemi realizzati presso altri enti della Pubblica Amministrazione. Tramite tale bando l’Università ha avuto accesso ai fondi necessari per la reingegnerizzazione del progetto, al fine di rendere la piattaforma VoIP fruibile per altri enti o Istituti, in linea con gli obiettivi del progetto U4U (University 4 University).

E’ nata così la piattaforma VoIP4U, un framework VoIP Open Source completo e riusabile all’interno di altre Pubbliche Amministrazioni o Istituti Universitari attualmente presente nel catalogo del riuso. La piattaforma viene aggiornata regolarmente con perfezionamenti e nuove funzioni dall’Università di Ferrara, che è anche disponibile ad affiancare altre Pubbliche Amministrazioni che vogliano farne uso, fornendo supporto diretto per la configurazione iniziale e per la migrazione.

Ing. Federico Fergnani

Ing. Federico Fergnani, responsabile telefonia VoIP dell’Università di Ferrara

Da quando sono stati pubblicati i riferimenti per la fruizione della piattaforma nel 2013, numerose Pubbliche Amministrazioni hanno già vagliato la soluzione. In alcuni casi la piattaforma VoIP4U è già stata installata con successo, come presso l’Università di Urbino, il Comune di Cento e il Comune di Sant’Agostino. Quest’ultimo in particolare si è dovuto dotare in tempi rapidissimi di una nuova sede, il Municipio è infatti stato abbattuto a fronte degli ingenti danni provocati dal sisma che ha colpito l’Emilia Romagna nel 2012. Prima di Natale gli operatori comunali hanno potuto avvalersi, con soddisfazione per la soluzione impiegata, di un sistema telefonico allo stato dell’arte, di cui fanno parte anche circa 40 telefoni IP snom 710.

CONCLUSIONI
Con circa 350.000 euro/anno di risparmio rispetto alla soluzione analogica precedente; una decina di nuovi servizi di peritelefonia sviluppati tra cui VoiceMail, Click2dial, Conference Room, chiamata diretta IP ad altri applicativi, l’esperienza VoIP di Università di Ferrara dimostra non solo che infrastrutture di grandi dimensioni possano migrare al VoIP con notevoli vantaggi in termini sia di taglio di costi che di implementazione di nuovi servizi, ma che il VoIP possa contribuire concretamente all’instaurarsi di un nuovo modo di intendere i servizi di fonia, con indubbi vantaggi sia per gli utenti sia in termini di gestione e amministrazione dei sistemi.

Continua a leggere