Lavorare da casa e cyber sicurezza: un connubio burrascoso


Sempre più numerose le aziende che anche in Italia adottano lo smart working, favorite dalla presenza di normative specifiche. Pratica popolare tra gli impiegati, specie in settori di mercato in cui la dinamicità del personale e quindi la mobilità delle risorse umane è la chiave del successo delle organizzazioni, lo smart working rappresenta però un rischio in termini di protezione dei dati. Le società che desiderano avvalersene dovrebbero prendere alcune precauzioni per evitare spiacevoli sorprese.

Stando a recenti stime dell’Osservatorio Smart Working della School of Management del Politecnico di Milano tra il 2013 e il 2017 i lavoratori che in Italia possono svolgere le proprie mansioni anche dal di fuori delle mura aziendali a intervalli più o meno regolari sono cresciuti di circa il 60%, complice il fatto che nel bel Paese lo Smart Working o Lavoro Agile è chiaramente disciplinato dalla Legge n.81 del 22/05/17, il cui varo ha favorito un ulteriore incremento degli “smart worker” a 350.000 unità, ossia l’8% della forza lavoro italiana, un risultato importante, sebbene ancora lontano dalla media europea, dove circa il 30% dei dipendenti si avvale dello smart working per più di un giorno alla settimana.

Lavoro a distanza: pratica popolare non scevra da rischi IT

L’86% degli impiegati intervistati da Symantec UK per un recente studio ha dichiarato di utilizzare il proprio computer personale per scopi lavorativi, di questi il 42% ha dichiarato di non aggiornare regolarmente i sistemi e le applicazioni, al contrario del 70% dei tedeschi. Se lo smart working dovesse prendere piede come ci si aspetta, il suo sviluppo potrebbe diventare il nuovo incubo per i manager IT.

Tre i rischi principali che le aziende devono essere pronte ad affrontare:

  • Gli impiegati potrebbero non essere in grado di accedere alle informazioni necessarie per lavorare
  • Contaminazione della rete aziendale tramite una falla di sicurezza del computer dell’impiegato (o vice versa)
  • Furto o perdita di dati.

Sensibilizzare gli impiegati sui rischi informatici dello smart working

Per prevenire incidenti è indispensabile sensibilizzare gli utenti sulle problematiche di sicurezza IT connesse al lavoro a distanza. Coloro che lavorano al di fuori della sede aziendale dovrebbero ricevere regolarmente promemoria relativi alle buone pratiche da implementare: aggiornamenti regolari dell’antivirus, separazione tra le email personali e quelle aziendali, l’uso di periferiche esterne (chiavette USB, dischi rigidi ecc) dovrebbe essere limitato al trasferimento di dati da un computer all’altro e similari.

“Aumentare la consapevolezza degli utenti è essenziale ma non è sufficiente” avverte Jocelyn Krystlik, Manager Data Security Business Unit di Stormshield. “Semplicemente non è realistico oggigiorno far accollare agli utenti oneri eccessivi. Le imprese non possono affidarsi esclusivamente a questo tipo di misure preventive per tutelare la propria sicurezza”.

Soluzioni di protezione basate su sistemi di identificazione e tecnologia cloud

Le imprese non possono esimersi dall’implementare misure pratiche e soluzioni tecniche al fine di limitare i crescenti rischi IT derivanti dal lavoro a distanza.

  1. Determinare il profilo dei lavoratori a distanza. Per le organizzazioni è essenziale pianificare in anticipo e stabilire un profilo per ogni tipologia di addetto, basandosi sul rispettivo ruolo e sulle informazioni sensibili a cui l’impiegato deve poter accedere, che si trovi in azienda o fuori sede. I meccanismi di sicurezza non possono essere identici per i lavoratori a tempo pieno, per quelli part-time o per coloro che lavorano unicamente nel weekend.
  2. Autenticazione dell’accesso remoto. Uno dei principali strumenti per prevenire che la rete aziendale venga hackerata è l’impiego di un sistema che identifichi il lavoratore momento del log-in (tramite ID, password, codice d’accesso singolo ecc.) e ne limiti l’accesso alle sole risorse autorizzate tramite policy.
  3. Separazione e protezione dei sistemi operativi. Oltre al tradizionale software antivirus, uno dei metodi più semplici per prevenire una contaminazione incrociata tra il computer dell’impiegato e la rete aziendale è di minimizzare i diritti di amministrazione dell’addetto sulla macchina. Ciò significa dotare i lavoratori di un PC utilizzato strettamente a fini aziendali e aggiornato regolarmente dal reparto IT.
  4. Fornire un accesso sicuro ai dati. Per la messa in sicurezza del flusso di dati tra lo smart worker e la rete aziendale è d’uopo avvalersi di una VPN (Virtual Private Network), anche se “questa tipologia di accesso cifrato ai dati sta perdendo di rilevanza a fronte dello sviluppo della tecnologia cloud”, osserva Krystlik. Attraverso le piattaforme virtuali è possibile accedere a dati aziendali sensibili in qualsiasi momento, dovunque ci si trovi, senza alcuna connessione fisica diretta. “Il cloud consente di scorrelare l’autenticazione per l’utilizzo del computer, sempre difficile da proteggere, dall’autenticazione per l’accesso alle informazioni sensibili. Alla fine ciò che conta realmente è la sicurezza dei dati che si vogliono trasferire” conclude Jocelyn Krystlik.

Le soluzioni Stormshield Network Security aumentano l’agilità aziendale in un universo “Bring-Your-Own-Everything” garantendo accesso sicuro alle risorse interne aziendali (server email, intranet, applicazioni interne, file ecc.) attraverso le più restrittive policy di sicurezza. Con Stormshield Data Security invece il produttore europeo di soluzioni per la sicurezza IT protegge efficacemente i dati aziendali. Basate sulla cifratura dei dati end-to-end dall’utente al destinatario, Stormshield Data Security assicura protezione trasparente contro attacchi “man-in-the-middle”, amministrazione abusiva dei file e perdita di dati, in linea con il GDPR.

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Sicurezza dei Sistemi Informativi Industriali: un’assoluta necessità


In termini di cybersicurezza Il 2017 è stato un anno buio per molte aziende afferenti al settore industriale. Gli attacchi perpetrati ai danni dei rispettivi sistemi informativi hanno fatto notizia e incrementato la consapevolezza degli operatori sulle proprie vulnerabilità. La carente sicurezza dei sistemi industriali richiede l’adozione misure appropriate, sia in termini di infrastruttura IT sia di integrità OT. La continuità del servizio è cruciale e il suo impatto risulta addirittura superiore a quello dei sistemi IT, poiché determinante per l’integrità di beni e individui.

Sistemi informativi industriali: molte le sfaccettature da prendere in considerazione

Un dato di fatto che è sempre bene ricordare: il sistema informativo di un’azienda manifatturiera differisce da quello utilizzato in altri settori di mercato e le sue specificità richiedono dispositivi di protezione che integrino la logica legata al tipo di attività. Ne consegue che le tradizionali soluzioni multifunzione trasversali proposte sul mercato non offrono un elevato livello di sicurezza. Prima di avviare un progetto, le organizzazioni industriali dovrebbero prendere in considerazione questi vincoli specifici e rivolgersi a specialisti del settore. A nostro avviso infatti solo i fornitori che hanno sviluppato competenze specifiche sono in grado di affrontare le sfide poste dal settore industriale.

Elaborare un progetto in maniera unificata, semplifica la gestione dei sistemi impiegati (in particolare in termini di amministrazione delle soluzioni). Consente anche di sviluppare una sinergia tra i team informatici e aziendali coinvolti nella messa in sicurezza dei sistemi informativi e dell’infrastruttura industriale. Le competenze nel campo della cybersecurity sono una merce troppo rara per potersi permettere un deficit di efficienza.

Fonte: Wikimedia

La nascita di vere e proprie alleanze industriali

E’ proprio la particolarità dell’universo industriale la ragione per cui ultimamente si assiste allo sviluppo di un intero ecosistema imperniato sulla protezione dei sistemi informativi industriali. Sono nate alleanze tecniche e commerciali tra operatori complementari, che unendo le proprie forze hanno sviluppato sistemi ad alto valore aggiunto frutto della combinazione di soluzioni, integrazione, consulenza, formazione. Ci si può solo rallegrare di tali iniziative, perché a livello europeo potrebbero dare vita a nuovi leader del settore.

Requisiti normativi e consapevolezza politica

Coscienti di queste sfide strategiche, i legislatori hanno approcciato la tematica proclamando che la messa in sicurezza dei sistemi informativi industriali è un’assoluta necessità. Un’esigenza poi calata in molteplici leggi nazionali o europee. In Italia l’8 febbraio il Consiglio dei Ministri ha approvato lo schema di Decreto Legislativo attualmente al vaglio del Parlamento (ratifica che dovrebbe concludersi il 9 maggio) per il recepimento della Direttiva UE 2016/1148, meglio nota come Direttiva NIS. L’intento della Direttiva è assicurare a tutte le infrastrutture critiche a livello nazionale un’adeguata tutela contro incidenti informatici che potrebbero cagionare la non disponibilità di servizi primari per il Paese. Entro il 9 novembre le Autorità competenti NIS (cinque Ministeri) dovranno identificare gli operatori di servizi essenziali, che, in quanto tali, saranno tenuti a ottemperare alla normativa. In Francia alcuni contenuti della Direttiva NIS sono già stati recepiti attraverso una legge programmatica militare che, tra l’altro, vincola già ora le organizzazioni di importanza vitale per il Paese a separare i sistemi sensibili dai restanti sistemi informativi attraverso soluzioni qualificate da ANSSI, l’agenzia di cybersecurity nazionale francese, secondo i più stringenti standard di sicurezza.

A fronte dell’intervento del legislatore e consapevoli della crescente pervasività di IoT e sistemi Industry 4.0, i professionisti del settore industriale dovranno riconsiderare radicalmente la propria governance della cybersicurezza. Un progetto di questo calibro può però prendere forme concrete solo con il supporto di specialisti. E’ quindi fondamentale che il settore della sicurezza continui a sviluppare soluzioni per far fronte a queste minacce – anche e forse in primo luogo – formando nuove alleanze, al fine di consentire alle organizzazioni industriali di evolvere in ambienti effettivamente sicuri.

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Snom annuncia il nuovo programma di canale


In arrivo il nuovo vantaggioso programma partner

Berlino – Con il nuovo programma, i futuri rivenditori Snom potranno avvalersi di vantaggiose condizioni commerciali sull’acquisto dei telefoni dello specialista del VoIP, così come di attività di marketing congiunte e della condivisione delle best practice. A seconda del livello di certificazione conseguito, il partner beneficia di specifici vantaggi a lungo termine. Tali vantaggi aumentano con l’aumentare dell’impegno dei partner.

Lo sguardo rivolto al futuro

Assistenza tecnica, consulenza personale e sostegno nella realizzazione di progetti o per la conduzione di attività di marketing – Snom pianifica a lungo termine e lavora costantemente all’estensione del proprio programma di canale e dei benefici riservati ai partner. In futuro saranno introdotti numerosi nuovi servizi volti a garantire il successo della collaborazione tra Snom e i propri rivenditori.

Grazie al rinnovato programma partner, il produttore di soluzioni professionali per la telefonia VoIP, dai telefoni da tavolo ai cordless IP DECT fino ai telefoni da conferenza mette a disposizione del canale una vera e propria piattaforma per una cooperazione proficua.

Da partner registrati a partner “gold”

Il programma di canale di Snom contempla tre livelli di partenariato: partner registrati, partner silver e partner gold. Ogni livello offre privilegi sempre più interessanti – dai dispositivi di prova gratuiti per partner registrati, fino a rilevanti sconti sull’acquisto dei prodotti Snom per i partner argento e oro. Come bonus aggiuntivo, i partner oro sono elencati bene in vista sul sito di Snom e godono di ulteriori vantaggi.

Il livello di partenariato conseguito dai rivenditori nel quadro del programma di canale viene determinato in base a diversi fattori tra cui il potenziale fatturato con prodotti Snom, la partecipazione attiva ai corsi di formazione tecnica e l’impegno verso il marchio.

L’obiettivo del programma è chiaro: circondarsi di partner estremamente motivati, con cui collaborare, da cui imparare e con cui sviluppare nuove soluzioni condivise. La partecipazione obbligatoria ai corsi tecnici garantisce che tutti i rivenditori siano in possesso delle competenze necessarie per erogare consulenze, proporre e installare autonomamente le soluzioni per la telefonia IP firmate Snom.

Con il nostro nuovo programma di canale offriamo ai rivenditori una piattaforma perfetta per assicurarsi un buon utile su base continuativa”, dichiara Gernot Sagl, amministratore delegato di Snom Technology GmbH. “Con questa offerta, Snom evidenzia il suo commitment verso il modello commerciale indiretto e verso collaborazioni di lunga durata, eque e di valore con i propri partner. Il nostro programma non sostiene solo i rivenditori ma rafforza anche la posizione dei nostri distributori ed è fruibile in Europa, Africa e in alcune parti dell’Asia. Nelle aree commerciali più estese i partner sono seguiti dai nostri team locali, perché per noi collaborazione significa anche offrire supporto e comunicazione nella lingua nazionale.”

Disponibile da subito

Il nuovo programma di canale Snom è già aperto alle iscrizioni. I rivenditori interessati possono registrarsi si da ora sul sito partner.snom.com (attualmente in inglese ma presto disponibile anche in italiano) e accedere a tutti i benefici della partnership con Snom non appena conclusa l’attivazione.

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3CX aiuta Avignon Tourisme a decollare


Con un numero di dipendenti che a seconda della stagione varia di 70 unità, diverse sedi dislocate nella città e l’esigenza di erogare un servizio d’eccellenza ai viaggiatori, Avignon Tourisme ha selezionato la piattaforma UC completa di 3CX per rinnovare la propria infrastruttura telefonica, ormai non più in grado di soddisfare le esigenze dell’ente.

Cipro – Quale località con una storia di secoli e ricca di monumenti, Avignone, città della Francia sudorientale, pullula di turisti di provenienza internazionale. Che si visiti il Palazzo dei Papi o che si sia diretti per lavoro al Centro Congressi Internazionale del Parco delle Esposizioni, si può sempre contare sugli uffici di Avignon Tourisme, che si occupa della gestione e della manutenzione di tutti i siti caratteristici di Avignone ed offre ai turisti l’assistenza necessaria per godere appieno di tutte le meraviglie che questa città ha da offrire.

Tuttavia, gestire il patrimonio culturale di Avignone utilizzando un sistema telefonico altrettanto datato si stava rivelando un compito decisamente arduo. Avignon Tourisme conta tra le 130 e le 200 persone a seconda della stagione e per crescere in termini di efficienza economica e operativa, necessitava di rinnovare la piattaforma per le telecomunicazioni con un sistema all’avanguardia, che favorisse la mobilità degli operatori e soprattutto assicurasse la massima flessibilità nell’implementazione di interni aggiuntivi nella sede centrale e nelle sedi remote e facilitasse la gestione delle linee telefoniche a disposizione dell’ente.

Pascal Borel, responsabile dei sistemi informativi di Avignon Tourisme conferma: “La nostra infrastruttura telefonica constava di un centralino per ogni singola sede, con tutti i costi di noleggio, per le conversazioni e la manutenzione di sistemi separati che ciò comportava. Peraltro il sistema non supportava le moderne funzionalità delle Unified Communications”.

Dopo aver passato in rassegna numerosi altri sistemi, Pascal Borel scoprì che 3CX offriva la soluzione in grado di soddisfare tutte le esigenze della sua organizzazione, che oggi si avvale di connettività Internet in fibra ottica e 20 linee telefoniche tramite SIP trunk con un enorme risparmio sui costi per le chiamate tra le sedi e verso l’esterno. L’ente impiega oltre 100 telefoni IP Snom, telefoni Cisco e 3CX client per smartphone per gli operatori stagionali e quelli sul campo. Per Avignon Tourisme era altresì importante poter assegnare linee telefoniche con un click a qualsivoglia sede a seconda del fabbisogno, impostare centralmente in pochi minuti le code di chiamata più efficaci per offrire ai turisti un servizio d’eccellenza, grazie al 3CX call flow designer integrato e gestire centralmente la configurazione del sistema per poi trasmettere via autoprovisioning tutte le impostazioni ai terminali dislocati nelle differenti sedi.

Installazione senza interruzione del servizio a garanzia di un completo rinnovamento del sistema

Nel mondo del turismo il servizio clienti è la chiave del successo. Anche per questo Pascal Borel era consapevole che la transizione a 3CX doveva essere implementata senza interrompere l’operatività degli utenti, evitando downtime che si sarebbero ripercossi sui viaggiatori. Dato che 3CX gira sui più comuni sistemi operativi, sia l’installazione sia l’impiego pratico risultano particolarmente semplici. E grazie all’intuitività di utilizzo della soluzione 3CX, non fu necessario sottoporre il personale di Avignon Tourisme ad alcun training.

La trasformazione tecnologica di Avignon Tourisme

Grazie a 3CX e all’impiego della telefonia VoIP via SIP Trunk, Avignon Tourisme ottenne immediati benefici, a partire dalla dismissione di centralini e all’azzeramento dei costi di leasing e manutenzione. Secondo Borel, l’impiego della piattaforma UC di 3CX ha assicurato na necessaria flessibilità per la configurazione e l’utilizzo della telefonia, restituendo alla società il pieno controllo del proprio sistema telefonico. Il personale riconobbe anche un miglioramento in termini di mobilità tra i diversi siti, incluse le località più remote.

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Stormshield e Gruppo SIGLA: nuova partnership per una Industry 4.0 sicura


Comunione di intenti e capacità di rispondere alle esigenze di sicurezza delle moderne infrastrutture industriali colonne portanti della nuova partnership.

Milano / Genova – Nonostante l’elevato interesse di cui il concetto di Industry 4.0 gode in Italia, grazie anche ai forti incentivi economici messi a disposizione dal governo lo scorso anno, il settore manifatturiero pare focalizzarsi primariamente su esigenze business quali la remotizzazione delle operazioni e del monitoraggio di sistemi esistenti, più che trasformarsi in industria di nuova generazione, tralasciando qualsiasi valutazione dei rischi connessi a tale innovazione.

Ne è la riprova un test condotto sul territorio italiano nel 2016 che ha rivelato oltre 13.000 sistemi SCADA esposti su internet senza alcun controllo. Difficile attendersi una riduzione di tale esposizione nel 2017 e il dato non meraviglia: “I sistemi SCADA sono stati progettati oltre 20 anni fa per ambienti chiusi e non esposti su internet”, spiega Alberto Brera, Country Manager di Stormshield Italia, “calare processi produttivi basati su macchinari e sistemi progettati qualche decennio fa in infrastrutture interconnesse è una sfida, anche e soprattutto in termini di tutela delle comunicazioni tra i diversi sistemi di produzione”.

Pierfranco Bernardi Partner & Sales Director di Gruppo SIGLA

Una comunicazione che, in ottica “Industry 4.0”, dovrebbe aver luogo tramite device non pensati per inviare comandi ai macchinari (smartphone, tablet, notebook) e difficilmente monitorabili tramite i tradizionali sistemi IT/OT: “i firewall tradizionalmente specializzati nella prevenzione di incidenti informatici in una rete aziendale non sono in grado di interpretare i protocolli SCADA, né di individuare un eventuale traffico malevolo o non autorizzato su tali protocolli, dando luogo ad un quadro allarmante come quello citato, ma evitabile con soluzioni di sicurezza adeguate” aggiunge Brera.

È di questo avviso anche Gruppo SIGLA, che operando da molti anni nel settore dell’automazione industriale presso principali aziende sia nazionali che multinazionali, precisa che tali aziende reagiscono all’esigenza di aprirsi sempre più verso utenti ed applicazioni esterne, introducendo apparati che possano integrarsi a quelli esistenti, in modo da non rinnovare completamente l’infrastruttura ma fare evolvere quella attualmente in uso.

“Da tempo eravamo alla ricerca di una soluzione per la sicurezza perimetrale specificamente sviluppata per ambienti industriali, e abbiamo trovato in Stormshield un partner affidabile e prodotti in linea con le esigenze della nostra clientela”. Così Pierfranco Bernardi Partner & Sales Director di Gruppo SIGLA, commenta la neonata partnership tra le due aziende, oggi presenti congiuntamente all’ICS Forum di Milano focalizzato sulle tecnologie per il cyber-smart manufacturing.

Stormshield tributa massima attenzione alla messa in sicurezza dei sistemi di produzione con una proposta di sistemi UTM/IPS sviluppati attorno al mondo SCADA, in grado di reagire proattivamente contro le minacce che nascono al crocevia tra l’automazione industriale e la rete informatica, senza aggiungere complessità, bensì aiutando concretamente le aziende manifatturiere a trasformarsi in Industry 4.0 secondo il principio della sicurezza ‘by design’.


“Siamo molto lieti della partnership con Gruppo SIGLA, con cui condividiamo l’intento di aiutare le aziende manifatturiere che desiderano intraprendere il percorso verso l’Industry 4.0, a realizzare infrastrutture interconnesse in tutta sicurezza”, conclude Brera, che non manca di menzionare l’importanza della collaborazione con il system integrator genovese per consolidare la presenza del vendor nel settore industriale italiano.

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SaaS: quale futuro è riservato al canale ICT?


Le tecnologie per le telecomunicazioni e l’elaborazione di informazioni (ICT) fanno ormai talmente parte del nostro quotidiano da rendere inimmaginabili scenari in cui non vengano impiegate, specie in ambito aziendale. Oggi industria a sé stante, l’ICT ha un notevole impatto sulle economie mondiali, su politica e cultura ed è indubbiamente un settore in piena crescita su scala globale. Grazie al costante sviluppo di nuove soluzioni e piattaforme, nuovi provider di soluzioni SaaS accedono al mercato quotidianamente monetizzando sullo sviluppo progressivo di prodotti che migliorano e rendono l’ICT più fruibile per gli utenti finali.

Con l’avvento del cloud e la proliferazione di servizi erogati in modalità SaaS tramite piattaforme ospitate e accessibili via Internet, risulta comprensibile che tra i rivenditori e i distributori si diffondano timori in merito alla propria rilevanza nella commercializzazione di prodotti SaaS, che, di norma, richiedono pochissimo hardware, riducono al minimo i costi logistici e operativi, e possono essere semplicemente “scaricati” dal web. In questo scenario è logico chiedersi quale futuro sia riservato al canale ICT.

Niente dubbi: Canale essenziale

3CX, noto produttore di soluzioni software-based per le telecomunicazioni di nuova generazione, opera da sempre con un modello commerciale indiretto. I molti anni di esperienza raccolta sul campo mostrano che la combinazione di un un prodotto SaaS dal prezzo competitivo e un accordo commerciale premiante sia la chiave del successo del canale, in un settore, quello dell’ICT, in costante evoluzione. Le relazioni tra produttore e partner commerciali beneficiano mutualmente della crescita del mercato ICT: agendo da “moltiplicatori” sul territorio, distributori e rivenditori sono infatti nella posizione di offrire assistenza pre- e postvendita e di ampliare la propria marginalità con servizi a valore costruiti attorno ad una soluzione di nuova generazione “plug & play” nota per affidabilità e versatilità, come la piattaforma UC di 3CX. Dall’altro lato il produttore ha la certezza che i suoi utenti godano dei servizi di assistenza erogati tramite partner competenti, un’impresa di cui non potrebbe mai farsi carico da solo. Ne emerge quindi un rapporto simbiotico, che – nel caso di 3CX – risulta molto equilibrato e profittevole per il canale.

Competenze condivise: la base dell’innovazione

Grazie alle forti partnership strette in tutto il mondo, 3CX acquisisce competenze sia in merito alla specificità del mercato di una data area geografica, sia in merito alle esigenze degli utenti, competenze che condivide con i propri partner sotto forma di innovazione, in modo che essi possano aprirsi a nuovi mercati diversificandosi anche dal punto di vista territoriale.

Ne è un esempio lo sviluppo della soluzione 3CX PBX Express: con la crescente adozione di servizi in hosting da parte delle aziende, 3CX ha ritenuto opportuno far sì che i propri partner potessero beneficiare di un mercato in piena crescita. Con PBX Express i partner 3CX dispongono infatti di uno strumento con cui installare la piattaforma UC dei clienti sul rispettivo account nel cloud in pochi minuti, semplificando la proposta di soluzioni UC ospitate presso un provider di servizi cloud di propria scelta o sui server del rivenditore stesso. L’innovazione per cui 3CX ha ricevuto numerosi riconoscimenti non riguarda però solo i prodotti.

Un programma partner fuori dal comune 

Con il suo Partner Program 3CX qualifica e premia i suoi rivenditori, offrendo loro accesso a corsi di formazione ed esami di certificazione gratuiti, materiale informativo sempre aggiornato, strumenti di marketing e lead, al fine di favorire le attività commerciali di distributori e rivenditori sul rispettivo mercato di riferimento, ma non è tutto. I partner 3CX acquisiscono letteralmente punti per ogni  singolo progetto generato. Il passaggio ad un livello di partnership superiore dipende quindi sia dalla certificazione ottenuta, sia dal numero di punti ottenuti dal partner. Il sistema a punti premia i partner certificati 3CX che dimostrano lealtà al brand attraverso vendite ricorrenti. Esso però non riflette esclusivamente il giro d’affari realizzato ma soprattutto lo sforzo e l’impegno dimostrato dal partner, offre quindi anche alle aziende di minori dimensioni l’opportunità di accedere a livelli di partnership superiori con i relativi benefici.

Suddiviso in cinque livelli, Affiliate, Bronze, Silver, Gold e Platinum, il programma partner di 3CX assicura vantaggi e marginalità superiori ad ogni nuovo livello raggiunto. Azienda di canale al 100%, 3CX vende i suoi prodotti solo attraverso la propria rete commerciale, di conseguenza non è mai in concorrenza con i propri rivenditori, una strategia che ha assicurato a 3CX una crescita del 40% anno su anno.

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Telefonia IP quo vadis: le 5 tendenze per il 2017 in Italia


L’avvento della telefonia VoIP ha dato luogo a nuovi scenari competitivi nel mondo della piccola e media impresa. Pur nella confusione di un mercato come quello italiano che è ancora lontano dall’essere completamente orientato al VoIP aperto e direttamente fruibile per l’utente finale, le imprese cominciano a riconoscere i vantaggi economici e operativi oltre che l’efficienza in termini di organizzazione del lavoro della telefonia tramite IP. Iniziano anche le prime migrazioni ai servizi di telefonia internet erogati tramite cloud. Chiunque oggi operi nel settore del VoIP, sia esso fornitore o utente finale, deve prestare attenzione alla continua evoluzione della tecnologia e ai cambiamenti di approccio da parte dei fornitori di connettività e telefonia. Senza la pretesa di possedere la sfera di cristallo, con questo articolo descriviamo alcuni scenari che si delineeranno nel corso dell’anno nel mercato del VoIP, contestualizzando la ricaduta dei trend internazionali sulla situazione italiana.

Il 5G e la banda ultralarga

Nel resto del mondo si discute già di un possibile avvento della tecnologia 5G entro il 2020 e le istituzioni europee si stanno accordando per assegnare le frequenze TV alla banda larga mobile. In Italia prevale la linea secondo cui si passerà al 5G nel 2022, con almeno due anni di ritardo rispetto agli USA. Non è da escludersi però che la copertura 4G/LTE verrà estesa, poiché ove la rete 4G/LTE è già stabile, l’utente dispone di una banda sufficiente per un corretto funzionamento del VoIP in mobilità e per la fruizione di servizi internet avanzati. A fronte di questo sviluppo é anche prevedibile che i piani di abbonamento dati mobile saranno adeguati alle crescenti esigenze di banda da parte dell’utenza. Tutto questo trova conferma nel fatto che se da un lato in un contesto internazionale appare evidente che la vera rivoluzione del VoIP mobile potrà avvenire solo con il passaggio alla tecnologia 5G, dall’altro si prevede che gli utenti di telefonia mobile VoIP su scala globale saranno oltre 1 miliardo nel corso del 2017.

Ciò premesso, è altrettanto chiaro che ancor prima di pensare al 5G, l’Italia deve colmare l’annoso gap tecnologico in tema di banda larga e ultralarga. Una questione su cui le autorità di settore Agcom e Antitrust stanno cercando di accelerare il passo. Secondo i dati ufficiali foniti dal Ministero dello Sviluppo Economico attraverso Infratel italia (società in-house del Ministero dello Sviluppo Economico, soggetto attuatore del Piano nazionale Banda Larga e del Progetto Strategico Banda ultralarga) questa è ad oggi la situazione italiana nel contesto europeo:

Italia Media Europea
Popolazione servita da banda da
2 a 20Mbit (ADSL/2/2+)
96.9% 97%
Popolazione servita da banda
a 30Mbit (FTTN)
35.4% 58%
Popolazione servita da banda
a 100Mbit (FTTH)
11% 18,7%

Considerando che stiamo parlando di dati medi europei appare evidente l’arretratezza strutturale italiana, ma la situazione nel nostro Paese si sta finalmente evolvendo. Open Fiber S.p.A. (Of), la società del Gruppo Enel nata a dicembre 2015, si è aggiudicata un’ importante gara a livello nazionale lo scorso 7 marzo e si sta apprestando a portare la la fibra ottica a banda ultralarga (BUL) in tutta Italia. La tecnologia utilizzata è qualla Fiber to the Home (FTTH), l’unica in grado di supportare velocità di trasmissione di fino a 1 Gbps in download e upload. Il piano di sviluppo dovrebbe inizialmente coinvolgere 6 regioni (Abruzzo e Molise, Emilia Romagna, Lombardia, Toscana e Veneto) e dovrebbe avviarsi a breve.

La rete sarà data in concessione per 20 anni e rimarrà di proprietà pubblica. Le lavorazioni saranno articolate in diverse fasi a partire da giugno fino alla fine del 2018. Va sottolineato che si tratterà di allacciamenti in FTTH ossia di fibra ottica portata direttamente all’interno delle aziende e delle abitazioni private. Tale tipologia di allacciamento non va confusa con linee FTTN, FTTC e FTTB che seguono un percorso diverso e prevedono la fornitura della connettività con terminazione su doppino in rame (tecnologia VDSL).

La tecnologia LTE, il futuro 5G e la diffusione della della fibra ottica agevoleranno senza dubbio il telelavoro e l’impiego di servizi VoIP ma non sono l’unico fattore che determinerà l’aumento del numero di persone che utilizzano servizi di telefonia via Internet.

(c) 123rf.com

Trasparenza delle reti e della connettività

Indipendentemente dai progressi qualitativi delle infrastrutture per le telecomunicazioni, uno dei principali ostacoli all’attuale espansione del VoIP in Italia è dato dalla sostanziale “chiusura” delle linee telefoniche fornite dagli operatori.

Nonostante il 95% delle informazioni vocali viaggi già da tempo tramite IP sulle principali dorsali Italiane, la consegna domestica e aziendale della linea avviene ancora, nella fase terminale, con tecnologie analogiche o interfacce digitali ormai superate. Come produttore di soluzioni per le comunicazioni unificate con la missione di garantire la massima interoperabilità delle nostre piattaforme con l’ecosistema aziendale, non possiamo che chiederci che senso abbia trasportare tutte le telefonate in VoIP attraverso l’Italia per poi consegnarle con tecnologie obsolete. Eppure, per quanto insensato, è pratica diffusa obbligare il cliente business ad acquistare apparati (gateway) per la riconversione in VoIP del segnale ricevuto. Proprio per questo motivo cresce in Italia il numero degli operatori VoIP che, riconosciuto l’alto potenziale di questa situazione, erogano servizi di telefonia tramite SIP Trunk, sgravando le aziende dall’acquisto di apparecchi aggiuntivi e allineandosi da subito alla best practice europea che si avvale di SIP Trunk come modalità di consegna standard delle linee telefoniche.

Con l’avvento della banda ultralarga e, soprattutto, con l’aumento della domanda di servizi web liberamente fruibili e interfacciabili previsto in Italia nel corso dei prossimi 3 anni, le politiche protezionistiche adottate da alcuni operatori italiani sono destinate a scomparire progressivamente. Peraltro, direttive stringenti in merito al SIP Trunk come modalità di erogazione standard delle linee telefoniche su IP dovrebbero arrivare dall’Europa entro il 2018, si spera che l’Italia recepisca velocemente le indicazioni fornite.

L’inarrestabile corsa all’integrazione e il cloud

Il VoIP non è l’unico servizio di cui le aziende italiane fruiscono via Internet. Accanto ad esso ritroviamo tutti i principali servizi di Customer Relationship Management, applicazioni per la produttività aziendale e il back-office. Una tendenza che spinge un crescente numero di fornitori di soluzioni VoIP a produrre piattaforme integrate con le più diffuse soluzioni di CRM, ERP e altri software enterprise. Il particolare interesse dimostrato dai responsabili aziendali verso questo tipo di convergenza, dato l’ovvio incremento dell’efficienza dei collaboratori, porterà ad avere soluzioni sempre più evolute: il concetto di semplice “centralino VoIP” o “centralino telefonico”, come lo conosciamo, è destinato a svanire, sostituito da piattaforme di comunicazione unificata altamente integrate di nuova generazione.

La sicurezza al primo posto

Forbes ha citato recentemente la sicurezza come una delle prime tre preoccupazioni che le imprese avranno durante il 2017. E’ un dato di fatto che, con le dovute eccezioni, i servizi di telefonia via Internet sono più vulnerabili ad attacchi delle linee e dei telefoni fissi tradizionali. I sistemi home-made ed i PBX basati su software open source obsoleto o non aggiornato sono i primi ad essere esposti a possibili violazioni. Anche le piattaforme VoIP sul cloud sono soggette a rischi e, per quanto riguarda gli attacchi al cloud, il 2017 in generale è visto come un anno da bollino rosso.

I fornitori di soluzioni e piattaforme VoIP non possono prescindere dall’investimento in misure di sicurezza. Alcuni produttori di soluzioni per la telefonia IP, tra cui 3CX, sono in prima linea nel garantire e anticipare i più elevati standard di sicurezza e cifratura delle conversazioni. Alle aziende che antepongono la sicurezza alla fruizione delle moderne piattaforme per le telecomunicazioni raccomandiamo di affidarsi a prodotti sicuri, testati e verificati sul campo in un contesto possibilmente internazionale, e di evitare accuratamente l’utilizzo di prodotti VoIP sviluppati assemblando semplicemente parti di codice fornito da terze parti.

Potenziali criticità della Rete

Il VoIP ha una moltitudine di vantaggi al proprio attivo ma non è l’unica tecnologia a far uso della rete Internet.

Con “Internet of Things” (IoT) identifichiamo essenzialmente ogni dispositivo collegato ad altri dispositivi attraverso la grande rete. La rilevanza economica dell’IoT e quindi dell’interconnessione e della remotizzazione di moltissimi processi aziendali è testimoniata in Italia dalle attuali politiche volte a favorire l’adozione di macchinari di nuova generazione e soluzioni IoT nelle industrie (Industrial Internet of Things). Su scala globale si prevede che dagli oltre 6 miliardi di dispositivi presenti sull’IoT nel 2016 si passerà a 21 (alcuni sostengono addirittura 27) miliardi entro il 2020. Uno sviluppo tanto fulmineo potrebbe dar luogo a colli di bottiglia in termini di banda nel corso dei prossimi anni. Naturalmente l’ottimizzazione dell’uso della banda da parte di singoli dispositivi e la qualità delle connessioni rappresenteranno un fattore fondamentale per il continuo successo della telefonia IP in ambito aziendale.

Conclusioni

I sistemi Voice over IP sono disponibili ovunque, con una flessibilità mai vista prima. Essi forniscono una serie di vantaggi rispetto ai tradizionali centralini telefonici legacy, tra cui – nel caso dei produttori più innovativi – la capacità di rispondere oggi alle esigenze future. Una concorrenza molto articolata assicura un costante miglioramento dei servizi, l’integrazione di caratteristiche sempre più avanzate e una massiccia riduzione dei costi d’accesso e di fruizione della telefonia IP, già comunque più competitivi rispetto a qualunque soluzione PBX di tipo tradizionale.

Nuove infrastrutture, nuovi modi di utilizzare la rete, servizi integrati, comunicazioni unificate, in Italia siamo in piena fase di sviluppo, è quindi essenziale essere preparati per ciò che il VoIP ha in serbo per noi nei prossimi anni. Per i professionisti e gli imprenditori informati e che seguono l’evoluzione del mercato, la strada da perseguire per guadagnare un vantaggio competitivo è comunque già evidente.