3CX: il softphone? Vive un’ascesa silenziosa


A livello mondiale il passaggio alle Unified Communications in ambito aziendale risulta inarrestabile. Da un recente studio condotto lo scorso aprile dall’istituto Credence Research emerge che l’impiego di soluzioni UC favorisce la richiesta di soluzioni pacchettizzate per dispositivi mobili da parte dei lavoratori, una domanda per cui è prevista una crescita costante fino ad oltre il 2022.3cx-logo-high-resolution-1024x372

Come evidenziato dalla ricerca, il softphone, quella app per smartphone o desktop che consente di effettuare chiamate in VoIP direttamente dal computer, sta entrando rapidamente nel favore degli impiegati, laddove l’incremento più congruo si registra nelle applicazioni per smartphone, dato che tali dispositivi rappresentano la scelta preferita dalla maggior parte degli utenti.

Secondo un recente sondaggio sulle applicazioni VoIP per il business condotto dalla Software Advice alla fine del 2015 “in generale le applicazioni mobili e i softphone sono molto più versatili rispetto alle funzioni base per telefonia e messaggistica disponibili attraverso il classico cellullare”, le applicazioni softphone includono solitamente anche la possibilità di utilizzare numeri virtuali, mettere in attesa le chiamate e di trasferirle altrettanto facilmente. “In ambito business, l’evoluzione degli smartphone come vera e propria estensione del centralino telefonico sembra aver soppiantato il tradizionale uso del cellulare per le comunicazioni aziendali” si legge nel sondaggio.

La maggior parte degli intervistati (54 per cento) si dichiara soddisfatta dell’utilizzo del softphone per le chiamate aziendali, e, come rileva il sondaggio, il softphone viene impiegato quotidianamente. Numerosi produttori di soluzioni per le Unified Communications utilizzano strumenti con cui profilare ambito, modalità e motivi dell’impiego delle soluzioni UC. Questi “analytics” consentono di valutare, ad esempio, il livello di impiego dei softphone rispetto ai regolari telefoni da tavolo in una data azienda. Tale analisi aiuta indubbiamente il responsabile IT/TLC a trovare risposte in merito alle ragioni per cui le eventuali applicazioni o soluzioni di Unified Communication adottate dall’azienda siano impiegate solo parzialmente dalla forza lavoro.

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L’indagine mostra anche che gli stessi reparti IT gradiscono il softphone poiché significativamente più economico dei telefoni IP “fissi” in termini di acquisto e manutezione. Un ulteriore e importante valore aggiunto del softphone è costituito dal fatto che, oltre ad avere un costo estremamente limitato, tali client per smartphone o desktop possono essere impiegati ovunque nel mondo sia disponibile una connessione internet decente. Un softphone non richiede manutenzione, l’eventuale disservizio si verifica solo qualora il device impiegato subisca un crash o si rompa – nel qual caso basta installarlo su un qualsiasi altro dispositivo!

Gli intervistati, citano anche altri vantaggi dell’utilizzo del softphone: l’interazione trasparente con applicazioni aziendali per la gestione della clientela, la funzionalità clicca e chiama, la semplice gestione della segreteria telefonica e l’immediatezza degli aggiornamenti; tutti fattori pro impiego del softphone.

Questi risultati, in termini di versatilità e fruibilità dei softphone suggeriscono che, anche se attualmente i dipendenti non vi sono abituati, tutti sarebbero in grado di adattarsi rapidamente all’utilizzo del softphone in luogo del tradizionale telefono fisso, secondo il parere di Daniel Harris, Analsita di Software Advice.

A prescindere dalla portabilità del proprio interno aziendale ovunque, i dipendenti apprezzano la facilità di integrazione del softphone con altri tipi di software per ottimizzare i processi aziendali. Se l’azienda ha l’esigenza di integrare software CRM quali Microsoft Dynamics, ACT o soluzioni per la produttività aziendale tra cui Exact o Office 365, il softphone rappresenta nella maggior parte dei casi una scelta migliore rispetto al telefono tradizionale. Ad esempio, grazie all’integrazione con il client di posta elettronica l’utente di un softphone può di chiamare i numeri contenuti nelle e-mail semplicemente cliccandoci sopra.

Il telefono fisso sarà sostituito dal softphone? Probailmente non in tempi brevi come mostra l’indagine, ma la soluzione sta guadagnando velocemente terreno. Con i suoi client gratuiti per desktop e smartphone, 3CX, produttore del noto centralino software-based 3CX Phone System, è pronto.

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Dispositivi mobili e vulnerabilità: perché un cambio di rotta è sempre più necessario


Logo-Claim-2015-3c-highresGli aggiornamenti di sicurezza del firmware di smartphone e tablet devono raggiungere l’utente in modo tempestivo.

Quando e come i produttori di smartphone e tablet decidono se chiudere le falle di sicurezza dei propri dispositivi? Questa ed altre domande sono state poste dalla Federal Trade Commission (FTC) e dalla Federal Communications Commission (FCC) ai vari produttori di device mobili negli Stati Uniti, richiedendo spiegazioni ed una chiara presa di posizione in merito.[1] Tale richiesta dimostra che la questione della protezione dei dispositivi mobili contro la criminalità informatica assume una crescente importanza. Anche G DATA ha più volte richiamato l’attenzione su questo argomento. [2]

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Nuovi modelli di punta con cadenza annuale

Molti produttori di smartphone immettono ogni anno nuovi modelli di punta sul mercato, cui si affiancano una pletora di dispositivi di fascia medio-bassa e a basso costo. In sede di acquisto, all’utente non è chiaro se e per quanto tempo il proprio smartphone o tablet sia tutelato attraverso importanti aggiornamenti di sicurezza. Per rilasciare un update che chiude importanti vulnerabilità, è necessario considerare un infinito numero di variabili, tra cui ad esempio il fatto che gli operatori stessi devono adattare tali aggiornamenti alla versione di Android che hanno impiegato nei dispositivi brandizzati. Tutte queste variabili, provocano un sostanziale ritardo nel ciclo di rilascio di tali aggiornamenti all’utente.

Google rilascia aggiornamenti con regolarità

Google, quale sviluppatore del sistema operativo Android, dà il buon esempio e, come Microsoft con i suoi “patch days”, ha impostato una cadenza mensile per gli aggiornamenti di sicurezza. Purtroppo però, dal giorno in cui vengono rilasciati tali aggiornamenti al momento effettivo in cui raggiungono la maggior parte degli utenti, trascorrono settimane o addirittura mesi, con un forte impatto sulla sicurezza del dispositivo. Vulnerabilità critiche restano quindi aperte – e sfruttabili da eventuali aggressori – per un considerevole periodo di tempo.

Un inutile rischio per la sicurezza degli utenti

Tutto ciò rappresenta un rischio inutile per gli utenti, specialmente se consideriamo il ruolo ormai primario assunto da smartphone e tablet nella vita privata e nelle attività professionali di ciascuno di noi. Secondo uno studio condotto dalla ING-DiBa, il 47% dei correntisti conduce le proprie transazioni bancarie online tramite smartphone o tablet. E’ soprattutto quando svolgiamo attività come online-banking o shopping che è importante poter contare su una sicurezza completa, ma non solo, anche le aziende, i cui dipendenti impiegano tali dispositivi per la conduzione delle proprie attività, hanno il massimo interesse nell’assicurarsi che tali dispositivi siano dotati delle più recenti patch di sicurezza: una falla sfruttabile dai cybercriminali può essere fonte di ingenti quanto indesiderati danni economici.

Occorre un cambiamento di rotta

A nostro avviso è essenziale che si instauri una stretta sinergia tra i produttori dei dispositivi e sviluppatori di sistemi operativi. In tal senso è auspicabile la definizione di processi e procedure grazie alle quali gli aggiornamenti, specie quelli legati alla sicurezza del sistema operativo, raggiungano gli utenti tempestivamente. I cybercriminali hanno da tempo indirizzato la loro attenzione verso i dispositivi mobili, sviluppando e propagando malware sempre più sofisticati proprio per tali piattaforme [3], motivo per cui una rapida fruibilità degli aggiornamenti di sicurezza dovrebbe essere prioritaria per sviluppatori, produttori e, soprattutto, per gli utenti.


[1] https://www.ftc.gov/news-events/press-releases/2016/05/ftc-study-mobile-device-industrys-security-update-practices
[2] https://public.gdatasoftware.com/Presse/Publikationen/Malware_Reports/G_DATA_MobileMWR_Q3_2015_EN.pdf
[3] https://public.gdatasoftware.com/Presse/Publikationen/Malware_Reports/EN/G_DATA_MobileMWR_Q4_2015_EN.pdf

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G DATA e OverNet Education: la formazione che fa bene al business


G DATA ltalia e OverNet Education siglano partnership a tutto beneficio di una maggiore specializzazione dei rivenditori delle soluzioni di sicurezza del vendor teutonico.Logo-Claim-2015-3c-highres

La partnership tra OverNet Education (divisione di OverNet Solutions srl) e G DATA Italia si colloca nel quadro di una strategia che vede il vendor investire notevolmente nell’acquisizione di competenze parte della propria rete di rivenditori. Una delle più ferme convinzioni di G DATA Italia è infatti che fare business con la sicurezza informatica sia più semplice per i partner dotati di competenze che esulino dal solo know-how tecnico sui singoli prodotti.

OverNetEDUCATION-col-traspPer fare business è importante disporre di conoscenze sugli ambienti IT in cui le soluzioni sono impiegate o – più banalmente – sapere come affrontare un primo colloquio con un nuovo cliente o come “comunicarsi” sul mercato. Competenze che vanno ben oltre la tipica formazione erogata dai vendor e rese accessibili da aziende come la OverNet Education, che opera nell’universo della formazione da oltre 25 anni.

“Da corsi legati alle più diverse tipologie di infrastrutture e reti IT, a corsi avanzati di sicurezza informatica e hacking fino a quelli volti ad accrescere il proprio know-how in termini di tecniche di vendita e marketing, il catalogo di corsi della OverNet Education (già Mondadori Informatica Education) è tra i più ricchi e variegati sul territorio nazionale”, commenta Giulio VADA, “fatti salvo i corsi IBM, RedHat e VMWare, i partner certificati G DATA potranno avvalersi delle numerosissime proposte di formazione OverNet Education a condizioni indubbiamente vantaggiose, cumulabili persino alle promozioni messe in atto dall’azienda”.

Giulio Vada, Country Manager, G DATA Italia

Giulio Vada, Country Manager, G DATA Italia

Oltre alla sopra citata convenzione, la partnership prevede altresì la formulazione ed erogazione di corsi personalizzati in base alle esigenze riscontrate presso i partner G DATA, un portafoglio di training ed esclusivo appannaggio dei partner G DATA sulle strategie di difesa e tecniche attacco declinate sulle più diverse infrastrutture IT.

“La collaborazione con G DATA permetterà ad OverNet di consolidare ancora di più le proprie competenze sulla Sicurezza Informatica e di approfondire le esperienze formative su un pubblico specifico, consentendo maggiore efficacia ai contenuti del training”, afferma Claudio Salano, Amministratore Delegato di OverNet Education.

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3CX analizza i 7 trend dell’ICT che nessuna azienda può più trascurare


3cx-logo-high-resolution-1024x372Molti produttori ICT parlano spesso di creatività e innovazione, ma a livello aziendale l’adozione di nuove tecnologie, specie nelle comunicazioni, richiede tradizionalmente tempi più lunghi rispetto al mercato consumer. Troviamo tutt’oggi fax negli uffici, sebbene chiunque – esperti inclusi – affermi che tali apparecchi sono ormai sorpassati da tempo. Ma ci sono tendenze che vale la pena analizzare, poiché non più trascurabili.

Digitalizzazione: Di rado un “buzzword” ha ottenuto livelli di attenzione come quelli tributati oggi alla digitalizzazione, che implica per il decisore IT nelle aziende una radicale trasformazione dei processi aziendali al fine di renderli “digitali” tramite l’impiego di soluzioni IT innovative, necessarie per assicurarne il funzionamento. La questione scottante in tutto questo é: le infrastrutture IT esistenti sono sufficienti per tale trasformazione digitale o è davvero necessario adottare nuove soluzioni che supportino l’attuale spinta alla fruibilità digitale di informazioni, applicazioni e sistemi?

Nick Galea

Nick Galea – CEO, 3CX


Integrazione
: Come conseguenza della digitalizzazione, nel prossimo anno le aziende dovranno inevitabilmente confrontarsi con il problema dell’integrazione. L’adattamento dell’infrastruttura IT interna diventerà un fattore critico per aziende di ogni dimensione e grado. I fornitori esterni di servizi e soluzioni sono sempre più coinvolti nell’evoluzione dei processi interni alle aziende e l’integrazione tra tutte le piattaforme sta diventano elemento chiave per il successo aziendale. I sistemi che sono integrati sia internamente sia con servizi esterni sono diventati decisivi per un raggiungimento degli obiettivi aziendali efficiente dal punto di vista dei costi operativi.

Sicurezza: La tutela dei dati e la privacy sono stati argomenti spinosi quest’anno. Con il 2015 abbiamo visto la fine dell’accordo Safe Harbor e nel 2016 incertezze in merito al nuovo accordo Privacy Shield, non ancora ufficialmente ratificato. Sono numerose le preoccupazioni riguardo alla tutela dei dati in presenza di tecnologie popolari come il cloud computing e il relativo impatto in termini legali e amministrativi. A nostro avviso, i grandi passi avanti della sicurezza IT sono la risposta a tutti questi dubbi ad ogni livello, sia politico, sia lato operatori, sia, non da ultimo, lato utenza.

Cloud-Computing: Il cloud ha ormai imboccato da tempo la strada del successo. Le ragioni di questo sono note: operare “in cloud” genera vantaggi attraverso economie di scala, in termini di costi e prestazioni. Tuttavia è un dato di fatto, che, nonostante i benefici più che convincenti, sono ancora numerose le aziende che utilizzano infrastrutture e sistemi installati presso la propria sede, proprio perché da un lato hanno remore dal punto di vista della sicurezza, dall’altro perché preferiscono non rinuciare a infrastrutture tradizionali.

Mobilità: E’ impossibile ormai immaginarsi il quotidiano senza smartphone. I dispositivi mobili hanno trovato la propria strada anche nella vita professionale e nella gestione delle comunicazioni aziendali. Molte aziende incoraggiano il BYOD come strumento per incrementare la mobilità, flessibilità e produttività degli impiegati. Di conseguenza sono molti gli operatori e i produttori che si stanno focalizzando sullo sviluppo di soluzioni per le comunicazioni tramite piattaforme mobile a livello aziendale. Non da ultimo, recenti studi certificano che nel 2016 la stragrande maggioranza delle aziende investirà nella “mobile economy”.

Video: Visitando aziende interessate alla tecnologia è difficile rinvenire nelle sale riunioni costosi tavoli in legno massiccio, vi si trovano invece hardware e sistemi per videoconferenze ancora più costosi – frutto di un trend instauratosi ormai anni fa. Le videoconferenze stanno sostituendosi ai viaggi per intrattenere meeting vis-à-vis con clienti e partner commerciali, e stanno guadagnando un alto grado di preferenza tra le diverse forme di comunicazione. Il trend che ne deriva e che ha un impatto notevole sul modo di fare videoconferenza oggi è l’uso di strumenti per le conferenze via web ed uno dei principali attori in questo ambito è la tecnologia WebRTC, le cui possibilità sono tutt’altro che esaurite. Questa tecnologia è ancora lontana dal raggiungere il proprio massimo sfruttamento, ecco perché 3CX vede un forte potenziale nell’uso di WebRTC.

Telefonia IP: tutte le strade portano a Roma, nel nostro caso alla telefonia IP, soprattutto in Germania, dove la Deutsche Telekom ha annunciato una totale conversione al Voice over IP entro il 2018, una linea seguita, sebbene in modo silenzioso, anche dai maggiori provider italiani, che pian pianino stanno sostituendo le linee tradizionali analogiche a linee telefoniche digitali erogate tramite internet. A medio e lungo termine nel futuro delle comunicazioni aziendali c’è una chiara evoluzione verso infrastrutture IP, non ci sono dubbi e non ci saranno alternative. I progressi nella telefonia IP aprono la strada a nuove forme di comunicazione, come le Unified Communications, che già oggi stanno cambiando l’intero modo di collaborare all’interno delle aziende.

Conclusioni e previsioni: il 2016 sarà un altro anno interessante per tutto il panorama ICT. Le tendenze dello scorso anno portano già ora frutti in termini di disponibilità di soluzioni e piattaforme orientate alla fruibilità del servizio più che al mero prodotto. Il 2016 sarà quindi l’anno delle «implementazioni» in cui vedremo le aziende impiegare concretamente le soluzioni nate dalle tendenze e dagli slogan trendy degli scorsi anni. Il cloud computing, la telefonia IP, e con essi le Unified Communications e WebRTC per le videoconferenze diventeranno parte integrante delle infrastrutture IT.

Quest’anno indubbiamente vedrà temi come la sicurezza IT tra le priorità di qualunque settore economico industriale. Il futuro sarà elettrizzante e i produttori come gli operatori devono prepararsi ad una dura battaglia per guadagnare la fiducia della clientela. Il vincitore sarà chi è innovativo, concentrato e focalizzato sulla qualità e sui servizi fruibili tramite il proprio portafoglio prodotti.

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G DATA Mobile Internet Security per iOS ora disponibile


Logo-Claim-2015-3c-highresOrmai completo il portafoglio di applicazioni del vendor di sicurezza teutonico per la tutela degli utenti Internet a tutto tondo.

G DATA amplia il suo portafoglio prodotti per dispositivi mobili con Mobile Internet Security – la prima applicazione completa del padre dell’antivirus a protezione di smartphone e tablet con sistema operativo iOS. La suite di sicurezza protegge in modo affidabile contro phishing e siti dannosi, i dati degli utenti che possono navigare senza preoccupazioni con il browser integrato nell’applicazione. La soluzione di sicurezza, annunciata in anteprima in occasione del Mobile World Congress è ora disponibile nell’Apple Store.

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Grazie al collegamento con la piattaforma cloud G DATA, gli utenti fruiscono di una protezione aggiornata di continuo contro le più recenti minacce, senza appesantire il proprio dispositivo.

Navigazione sicura anche per i più piccoli

Con G DATA Mobile Internet Security anche i più piccoli possono esplorare il World Wide Web in tutta tranquillità grazie alla funzione di black e whitelisting per il controllo genitoriale sulla navigazione dei minori e al browser sicuro (la Girandola) integrato, che garantisce che i bambini possano visitare solo siti adatti, con un elevato valore pedagogico e adeguati alla fascia di età dell’internauta.

L’Action Center per un monitoraggio costante

Come per Android, anche la App per iOS consente all’utente di collegare il dispositivo al G DATA Action Center, attraverso cui l’utente può geolocalizzare il dispositivo e adottare le misure adeguate in caso di furto o smarrimento.

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La panoramica dei dispositivi in uso comprende tutti i device mobili, indipendentemente dal sistema operativo di cui sono dotati, assicura quindi serenità e pieno controllo sui vari dispositivi a chi in famiglia è incaricato di gestirli.

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Panoramica delle funzioni chiave

  • Protezione contro phishing e siti fasulli grazie al rilevamento di malware cloud-based
  • Comoda gestione del filtro web per una serena fruizione dei contenuti Internet su device mobili da parte dei minori
  • Verifica di eventuali manipolazioni del sistema (riconoscimento jailbreak)
  • Notifica in caso di sostituzione della carta SIM
  • Protezione contro la perdita del dispositivo o furto
  • Localizzazione in qualsiasi momento grazie all’integrazione nel G DATA Action Center
  • Interfaccia moderna e intuitiva

Un mese gratuito di prova

La G DATA Mobile Internet Security per iOS è attualmente disponibile sull’Apple Store e può essere utilizzata gratuitamente per un mese, senza obbligo di acquisto. Scaduto il mese di prova la licenza annuale per un dispositivo è acquistabile al prezzo di € 15,95.

Requisiti di sistema

Dispositivo mobile (iPhone o iPad) con iOS 8 o superiore.
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Confermata l’interoperabilità tra il 3CX hotel module e il protel PMS


3cx-logo-high-resolution-1024x3723CX produttore del centralino software based di nuova generazione 3CX Phone System e protel, noto produttore di applicazioni per la gestione alberghiera, annunciano la piena interoperabilità delle rispettive soluzioni.

Londra (GB) e Dortmund (Germania) –  protel, che dal 1994 produce software PMS da installarsi in in loco, ha aggiunto nel 2009 anche protel Air alla propria offerta, una piattaforma cloud SaaS con cui gli hotel possono gestire prenotazioni, assegnazioni di camere e ogni aspetto delle attività alberghiere. La programmazione multifunzione dei pernottamenti di protel Air consente di prenotare o modificare la prenotazione delle camere e di accedere in modo diretto ai dati relativi agli ospiti. Se un ospite cambia stanza, protel Air modifica automaticamente tutti i dettagli rilevanti tra cui lo stato della camera e i dati per la fatturazione.

Il modulo per hotel di 3CX assicura la perfetta integrazione tra il sistema di gestione alberghiera protel e il centralino 3CX Phone System. Quest’ultimo è un centralino IP basato su software che opera con i più noti sistemi operativi e quindi di facile gestione e manutenzione. Con un set funzionale completo per le Unified Communications, la soluzione 3CX taglia i costi delle telecomunicazioni e aumenta produttività e mobilità del personale. Il modulo per hotel di 3CX assicura allo staff la fruibilità di tutte le funzioni per le comunicazioni attraverso il software PMS, da cui riceve le informazioni che trasmette in tempo reale a telefoni IP o smartphone.

Nick Galea, CEO di 3CX afferma:
“La versatilità del 3CX Phone System è ora accessibile a tutti gli utenti del PMS della protel. Lo staff alberghiero potrà consultare informazioni e comunicare in tempo reale, quando e dove occorre.”

Protel-300x197Jeremy Armes, Directore Marketing di protel afferma:
“Siamo lieti di collaborare con 3CX ad un’offerta che coniughi tutti gli strumenti di cui i nostri clienti necessitano per offrire ai loro ospiti un servizio ancor più personalizzato favorendo l’instaurarsi di un’esperienza di soggiorno eccellente presso la propria struttura”.

3CX e protel: perfettamente integrati

Lo staff albergiero ha accesso alla semplice ma potente interfaccia web con cui gestire qualunque attività alberghiera, in combinazione con un sistema telefonico robusto che taglia i costi e semplifica la reportistica in modo impareggiabile.

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3CX facilita la comunicazione tra collaboratori ed ospiti. I profili degli ospiti sono collegati al numero della camera e al rispettivo telefono. In questo modo, qualora un ospite chiami la reception, il personale saprà esattamente con chi sta parlando invece di vedere esclusivamente il numero della stanza. Personale e management potranno quindi salutare gli ospiti chiamanti per nome. Qualora un ospite desideri non essere disturbato, basta che lo indichi premendo un semplice pulsante sul telefono, il personale potrà consultare tale informazione in qualunque momento, prima di bussare alla porta.

Anche le informazioni in merito alla gestione delle camere sono collegate al telefono e allo scambio costante di informazioni tra le due soluzioni. Così il personale addetto alle pulizie può notificare lo staff tramite messaggistica istantanea se le stanze sono state liberate o pulite e tale informazione viene registrata nel sistema.

Grazie ai client per smartphone di 3CX, tutti gli impiegati dell’hotel possono essere raggiunti ovunque si trovino, anche a casa o in viaggio, in caso di necessità. L’integrazione tra 3CX e protel Air rende la gestione alberghiera più produttiva ed efficiente. Continua a leggere

Le funzionalità e non il prezzo attirano le PMI verso il VoIP “as a Service”


3cx-logo-high-resolution-1024x372Il proliferare degli operatori VoIP cloud-based impatta notevolmente sullo sviluppo dei prezzi, favorendo la diversificazione del livello di servizio erogato piuttosto che una spietata guerra al ribasso. Le adesioni delle PMI a servizi VoIP erogati in modalità “hosted” fioccano, la maggior attrattiva però non è il basso costo ma la versatilità.

Secondo la recente ricerca di Frost & Sullivan, nei prossimi cinque anni vedremo un importante numero di piccole e medie aziende adottare soluzioni di telefonia cloud-based o centralini hosted. “Le PMI e le start-up di norma sottoscrivono abbonamenti a piattaforme per le Unified Communications interamente cloud-based o hosted, per i benefici e la flessibilità che esse trasferiscono all’utente”, ha affermato l’analista Wonjae Shim. Secondo le valutazioni dei ricercatori, il mercato dei centralini IP hosted per le PMI nella sola america settentrionale raggiungerà i 350 milioni di dollari nei prossimi 5 anni per giungere al picco di un miliardo di dollari entro il 2021, anno in cui il volume totale del mercato in Europa si attesterà a 17.93 miliardi di dollari nel 2021.

Lo studio di Research and Markets indica che gli “early adopters” di servizi di telefonia IP hosted e UCC in Europa sono primariamente le PMI perché hanno tipicamente budget e staff IT più limitati o competenze non sempre sufficienti per installare e gestire in loco soluzioni avanzate per le telecomunicazioni. Per dirla con le parole di Jonathan Ells, amministratore di sistema della californiana Tiger Custom Computers “con il centralino IP hosted di 3CX impieghiamo la soluzione di cui abbiamo bisogno, senza dover manutenere noi stessi le infrastrutture che la ospitano“, un’affermazione decisamente ricorrente nella maggior parte delle PMI in tutto il mondo.

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Che il prezzo d’acquisto e il costo operativo totale contino è indubbio, ma secondo Frost & Sullivan non sono l’unico driver della scelta di migrare a centralini VoIP hosted. Secondo gli analisti infatti “le PMI desiderano avvalersi di soluzioni di telefonia ‘as a Service’ perché offrono funzionalità avanzate appositamente sviluppate per migliorare le comunicazioni aziendali e l’operatività interna”, esigenza pragmatica che accumuna i clienti 3CX.

Un ristorante parigino ne é un buon esempio. Nelle ore di punta, il volume delle chiamate è elevatissimo, lo staff deve poter di gestire le chiamate senza perdere nessun potenziale ospite per cena. I collaboratori ovviamente non hanno alcuna competenza in ambito IT, quindi la soluzione scelta deve essere facile da impiegare e favorire gli spostamenti dello staff, in costante movimento tra sala pubblica, salette private e cucina. Con un risponditore automatico, il ristorante è in grado di dirottare le chiamate ovunque sia necessario in qualsiasi momento della giornata, così che i clienti ricevano informazioni aggiornate, senza effettivamente parlare con lo staff. E’ anche possibile inviare mail al primo collaboratore disponibile, che può rispondervi da qualsiasi luogo in qualsiasi momento. Quando è necessario reagire tempestivamente a richieste specifiche pervenute telefonicamente, lo staff può avviare istantaneamente una conf call con altri collaboratori per reperire le informazioni essenziali e prendere le debite decisioni. Tutti gli aspetti tecnici del sistema telefonico sono gestiti dall’operatore selezionato dal ristorante: un VAR! “Finalmente possiamo occuparci del nostro business senza doverci curare del sistema telefonico, questo per noi è molto importante ed ha una valenza decisamente maggiore di qualunque vantaggio economico”, commenta il manager del ristorante.

Nelle PMI la partita tra centralini IP on premise e cloud-based si gioca sulla capacità di questi ultimi di supportarne il successo, un gioco che vale la candela, come mostra il forte incremento del numero di operatori VoIP cloud-based annoverato nella ricerca di Frost & Sullivan. Un incremento che però impatta notevolmente sui prezzi, favorendo la diversificazione del livello di servizio erogato dai singoli operatori, piuttosto che una spietata guerra al ribasso, consentendo alle PMI di scegliere in base alla ricchezza di funzionalità fruibili tramite l’uno o l’altro operatore.
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