Snom estende la garanzia sui propri prodotti


Snom, noto specialista berlinese della telefonia IP, incrementa i servizi erogati alla clientela e estende la garanzia sui terminali IP ordinati a partire dal primo luglio 2018 da due anni a tre.

I telefoni IP di Snom convincono da sempre per la versatilità, la qualità ineccepibile, un firmware maturo e, non da ultimo, per l’eccellente lavorazione. Caratteristiche di cui i clienti dell’azienda beneficeranno da subito in misura ancora maggiore. A partire dal primo luglio infatti, Snom ha esteso la garanzia sui propri prodotti da due a tre anni.

„Il tasso di resi per malfunzionamento (RMA) dei prodotti firmati Snom Technology è da sempre minimale. Ma da quando l’azienda alla fine del 2016 è entrata a far parte del gruppo VTech, questo valore ha subito ulteriori cali, attestandosi nel tempo ad una media dello 0,4%, e riducendosi per i telefoni da tavolo addirittura allo 0,2%. E’ nostro desiderio far partecipare i nostri clienti a questo successo incrementando il periodo di garanzia offerto sui nostri prodotti”, commenta lieto Dusan Aleksic, Head of Hardware Development di Snom.

Gernot Sagl, CEO di Snom

„Una garanzia che cerca pari nel nostro settore di mercato, un programma partner accattivante e naturalmente prodotti di prima qualità: sono numerose le ragioni per cui vale la pena fare affidamento su un marchio premium come Snom per avere ancora più successo in futuro”, commenta Gernot Sagl, CEO di Snom Technology GmbH.

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3CX sfata sei falsi miti della telefonia IP


Sebbene il numero di aziende che opta per la telefonia IP in Italia sia in costante aumento, confusione e pregiudizi sul funzionamento dei sistemi VoIP e sul tipo di utenti per i quali le nuove piattaforme IP sono una valida alternativa la fanno ancora da padrone.

Attualmente ci troviamo in piena fase di transizione dalla telefonia tradizionale (analogica o ISDN) verso tecnologie “All-IP”. Mentre gli altri mercati europei si sono dati precise scadenze (tra la fine del 2018 e il 2020) per completare la migrazione, in Italia questa ha luogo in maniera più o meno silente ma progressiva. In combinazione con le nuove tecnologie basate sul cloud, oggi il VoIP sta rivoluzionando il settore delle telecomunicazioni e presenta un enorme potenziale di sviluppo sia per gli operatori, sia per gli utenti finali. Proprio per questo è importante capire esattamente cosa significa telefonia IP, quali opportunità apre e quali timori si sono tramutati nel tempo in falsi miti da sfatare. 3CX, noto produttore di piattaforme per le Unified Communications ne ha identificati sei.

Mito 1: il VoIP richiede professionisti specializzati

Sbagliato – I moderni sistemi telefonici come le soluzioni 3CX sono progettati per rendere installazione e gestione delle telecomunicazioni il più semplice possibile. Inoltre, 3CX nello specifico, offre corsi di formazione gratuiti e documentazione completa a supporto assicurando all’IT manager la fruibilità di tutti gli strumenti di cui possa necessitare. Non è più necessario essere un professionista specializzato in telefonia VoIP o investire le proprie risorse in formazione per configurare e amministrare con successo un sistema completo di Unified Communications.

Mito 2: il VoIP non è sicuro

Sbagliato – Negli ultimi anni i produttori di soluzioni VoIP hanno sviluppato valide misure di sicurezza contro possibili attacchi informatici. Strumenti di crittografia quali SRTP, TLS e SSL garantiscono comunicazioni sicure e protette. Le soluzioni 3CX integrano persino strumenti anti-hacking e anti-frode che proteggono la piattaforma UC contro le metodologie di attacco più comuni.

Mito 3: solo le grandi aziende possono permettersi il VoIP

Sbagliato – Contrariamente all’ipotesi diffusa secondo cui solo le grandi aziende siano i maggiori beneficiari del boom del VoIP, sono in realtà le piccole e medie imprese che traggono i maggiori vantaggi dalla migrazione alla telefonia IP. Uno dei più grandi benefici della nuova tecnologia è rappresentato dal considerevole e immediato risparmio sui costi: grazie alla telefonia IP ci si allontana da modelli commerciali che implicano ingenti investimenti in hardware e terminali proprietari per rivolgersi a sistemi basato su software e interoperabili con i più diversi marchi di telefoni IP, riducendo l’impatto dovuto all’acquisto di hardware obsoleto e non adattabile a fronte di un ”sistema aperto” che assicura una maggior flessibilità per le future esigenze di comunicazione.

Mito 4: la migrazione all’IP è accompagnata dalla perdita del numero di telefono

Sbagliato – Nella maggior parte dei casi l’operatore che offre linee SIP (SIP Trunk) offre anche la “portabilità” del numero di telefono, in pratica i numeri esistenti vengono trasferiti al nuovo sistema telefonico IP. Tuttavia, questo servizio potrebbe comportare costi aggiuntivi. È opportuno Informarsi in anticipo, se un fornitore offre tale funzione e se questo servizio ha un costo.

Mito 5: la migrazione al VoIP rende i telefoni attualmente impiegati inutilizzabili

Sbagliato – A dipendenza della tecnologia impiegata in azienda, è possibile continuare a utilizzare i dispositivi esistenti. I telefoni analogici o ISDN, ad esempio, possono essere integrati nei nuovi sistemi VoIP tramite gateway e fruire (anche se limitatamente) delle nuove funzionalità offerte dai nuovi centralini IP. Qualora si opti per l’installazione di telefoni IP, esistono terminali che soddisfano le più diverse esigenze integrando diverse funzionalità in base al modello e alla fascia di prezzo. E’ davvero molto semplice per identificare il giusto telefono IP che si confaccia a qualsiasi tipologia d’impresa e a qualsivoglia budget.

Mito 6: VoIP è una soluzione prettamente per uffici

Sbagliato – Uno dei maggiori vantaggi della telefonia IP è la possibilità di essere raggiungibili sempre e ovunque ad un unico recapito telefonico. Basta assicurarsi l’accesso al WiFi o alla rete mobile. Utilizzando client softphone per smartphone e notebook, i dipendenti sono in grado di effettuare chiamate o videoconferenze in mobilità come se fossero seduti alla propria scrivania.
Conclusioni

Chi si affida a VoIP consente alla propria organizzazione di accedere a un moderno sistema di comunicazioni unificate, intuitivo e ricco di funzionalità, che migliora la comunicazione, la collaborazione e la produttività dell’azienda in modo sostenibile e aumenta quindi la competitività della stessa.

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Telecomunicazioni e IT: una convergenza essenziale


In seguito alla digitalizzazione dei processi lavorativi e dei flussi di comunicazione, anche le strutture aziendali esistenti si stanno disgregando. I confini tra i singoli reparti aziendali si confondono, un trend ancora più evidente se si considera come la separazione una volta rigorosa tra IT e telecomunicazioni oggi non sia più sostenibile. Piuttosto, le due aree convergono in un’entità comune.

Digitalizzazione delle telecomunicazioni

Il passaggio alla telefonia basata su tecnologia VoIP e l’integrazione di diverse funzionalità di comunicazione unificata come la videoconferenza e o piattaforme CRM richiedono una visione olistica e un’implementazione dei flussi di dati e informazioni completamente nuova. Risparmio sui costi, migliore scalabilità e controllo centralizzato sono le ragioni principali per cui le aziende preferiscono moderne piattaforme virtualizzate o servizi cloud piuttosto che affidarsi a infrastrutture hardware tradizionali e rigide. L’utilizzo mobile dei sistemi di comunicazione e il conseguente collegamento di terminali al di fuori della rete locale sono possibili solo passando a soluzioni basate su IP.

Controllo centralizzato e messa in sicurezza delle comunicazioni

Tuttavia, in tutta la sua complessità e a fronte della moltitudine di utenti connessi, questo nuovo concetto di comunicazione deve soddisfare requisiti specifici dell’IT al fine di garantire efficienza, affidabilità e sicurezza a tutti i livelli. In cambio, l’IT deve farsi carico di esigenze, colli di bottiglia e rischi delle soluzioni di comunicazione basate su IP. In particolare, la connessione di vari endpoint interni ed esterni richiede il ripensamento delle strategie di sicurezza, nonché l’implementazione di diritti di accesso e utilizzo per singoli utenti. Chi desidera limitare il proprio carico amministrativo pur mantenendo il pieno controllo, deve fare affidamento su sistemi di comunicazione unificata innovativi, che si lasciano gestire a livello aziendale fino ai singoli interni e che automatizzano in gran parte manutenzione, aggiornamenti e altre misure di sicurezza.

Ridurre le barriere, aumentare l’efficienza

Solo quando le telecomunicazioni e l’IT non saranno più trattate in maniera isolata ma percepite come connubio imbattibile, sarà possibile garantire un’interazione fluida tra i diversi canali di comunicazione, media e dispositivi così come l’integrazione delle più svariate piattaforme hardware e software: un supporto formidabile per le aziende che desiderano mettere in collegamento dipendenti e partner ovunque si trovino, ottimizzando la loro collaborazione e facilitando lo scambio di informazioni e dati. Le più moderne soluzioni per le comunicazioni unificate favoriscono la comunicazione diretta, rapida e accurata con i clienti nelle attività consulenziali, commerciali o di assistenza, nonché la comunicazione interna e l’interazione tra diversi dipartimenti o team di progetto geograficamente distribuiti. Un vantaggio in termini di produttività da non sottovalutare o imbrigliare in preconcetti retaggio di un modo obsoleto di fare IT.

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Ma io vorrei solo poter telefonare – Come esorcizzare il demonio della migrazione alla telefonia IP


E’ ormai un dato di fatto che anche in Italia abbia luogo da tempo una migrazione degli operatori dalle linee analogiche e ISDN (una tecnologia che nel nostro Paese non si è mai realmente affermata) verso l’erogazione di connettività internet o servizi di telefonia tramite protocollo IP. Nei Paesi germanofoni, dove l’ISDN era la tecnologia di base delle telecomunicazioni i carrier si sono dati persino scadenze (Deutsche Telekom entro il 2018, Swisscom entro il 2020) per la dismissione definitiva delle vecchie linee. Il passaggio alla connettività e alla telefonia via IP confronta i responsabili di infrastrutture e reti aziendali oltre che isystem integrator con l’impiego quasi obbligato di soluzioni e piattaforme basate su IP con tutte le nuove modalità di lavoro che ne derivano. Tra i cosiddetti “buzzword” del marketing, ora tramutatisi in una realtà da affrontare, figurano parole chiave quali all-IP, copertura mobile stabile, comunicazioni unificate, collaborazione di gruppo, telefonia via cloud e messaggistica.

Per non essere sopraffatti dalla pletora di offerte attualmente sul mercato, vale la pena di focalizzarsi su alcuni punti prima della migrazione, con l’intento di identificare eventuali ostacoli per evitarli. Il noto produttore di telefoni IP Snom identifica quattro punti cardine per una migrazione di successo.

1 – Identificare le reali esigenze

Le moderne telecomunicazioni combinano diverse modalità di interazione e dispositivi su una singola rete IP. Oltre al tradizionale telefono fisso vi sono anche la messaggistica istantanea, le conferenze telefoniche o video, l’integrazione di dispositivi mobili e relative applicazioni, Skype o altre applicazioni per PC per la trasmissione della voce, sistemi CRM e strumenti di collaborazione per attività di gruppo. Quali sono le funzionalità realmente necessarie? Quanto sono rilevanti per il singolo utente: Il meccanico di un’officina non avrà necessariamente bisogno della chat. Un responsabile vendite potrebbe preferire di essere reperibile sul proprio telefono mobile e/o su quello fisso usando un singolo interno (convergenza fisso/mobile). Infine, è necessario valutare soluzioni particolari, come l’adozione di telefoni cordless IP per i lavoratori che hanno la necessità di spostarsi spesso all’interno dell’edificio aziendale, o di server per l’elaborazione e riproduzione di allarmi o di sistemi per la diffusione monodirezionale di avvisi al pubblico o per la comunicazione bilaterale. Senza dimenticare anche le applicazioni tradizionali, quindi l’integrazione di sistemi CRM preesistenti nel nuovo mondo IP.

Le più avanzate soluzioni UC basate sullo standard SIP supportano nativamente la maggior parte di queste funzionalità, quindi la valutazione della piattaforma più consona passerà da un esame di eventuali ostacoli all’implementazione, come modelli di licensing poco trasparenti, incompatibilità con i sistemi preesistenti o una pressione inappropriata a migrare tutto nel cloud. Tutte ragioni più che sufficienti per non permettere che la migrazione su IP obblighi l’azienda a prendere decisioni affrettate riguardo a quale piattaforma per la comunicazione aziendale e quindi quale infrastruttura adottare.

Scegliere il centralino e i terminali più adeguati liberamente, è di indubbio beneficio in termini di concreta semplificazione e ottimizzazione della routine quotidiana ed evita il rischio di demandare ad un solo fornitore una tra le infrastrutture più critiche per un’azienda.

2 – Occhio alla qualità del servizio

Le installazioni tradizionali erano semplici: constavano di una rete fisica per l’infrastruttura IT e di un’altra separata per quella telefonica. Le due operavano in maniera indipendente l’una dall’altra senza interferenze. Oggi non è più così. Nelle infrastrutture “tutto su IP” la velocità e le prestazioni di rete sono diventate essenziali per la fruibilità dei servizi.
Per evitare lamentele da parte degli utenti è essenziale che la nuova infrastruttura si basi su un approccio votato alla qualità. Anche la più performante delle linee internet perde valore di fronte ad una malgestione del flusso traffico (voce/dati) nella rete IP aziendale. Ove possibile è raccomandabile implementare una rete virtuale prioritaria per il traffico voce (Voice VLAN), unitamente a switch che supportino il protocollo LLDP-MED. Ciò consente ai terminali IP di autoconfigurarsi per l’accesso alla rete “voce” mentre ai PC di collegarsi alla rete “dati”.
Un’altra discriminante per assicurarsi una buona qualità del servizio è che il router impiegato supporti la prioritizzazione del traffico tramite DiffServ (differentiated services). La disponibilità di questo meccanismo dovrebbe essere verificata con il carrier o il system integrator. Non da ultimo va verificato il livello di prestazioni del wifi aziendale: gli smartphone e i laptop dotati di applicazioni vocali o per l’elaborazione dati necessitano di molta banda sulla rete wireless.

3 – La sfida dell’implementazione

Quando si seleziona un terminale IP è utile tenere a mente il principio della funzionalità “plug & play”: i dispositivi devono potersi configurare automaticamente non appena collegati alla rete aziendale. Ciò non significa che l’installazione sia un gioco da ragazzi, l’amministratore di rete deve comunque assicurarsi che questa sia opportunamente configurata, in modo da non bloccare web proxy o pacchetti multicast.

Un altro punto da considerare è la personalizzazione dell’endpoint. La receptionist vuole essere in grado di contattare i colleghi utilizzando la selezione automatica, mentre l’assistente del direttore esecutivo preferisce utilizzare il tasto BFL (Busy Lamp Field) per rispondere alle chiamate in entrata. Se più persone condividono la stessa postazione di lavoro, ognuno vorrà avere il proprio accesso personalizzato allo stesso terminale (hot desking). Tutte personalizzazioni che vanno garantite. Poter impostare configurazioni specifiche per gli utenti interni e remoti tramite una console centralizzata è essenziale per evitare che l’amministratore di sistema venga assediato con problematiche inerenti l’uso dei terminali.

Un’ulteriore sfida è rappresentata dalla sicurezza. Le intercettazioni telefoniche sono da sempre una minaccia: bastava un collegare un chip con doppino al microfono per ascoltare le conversazioni su linea analogica, collegarsi alla centralina di distribuzione in strada in presenza di linee ISDN, scansire le frequenze DECT per hackerare le conversazioni condotte con telefoni cordless e, per quelle condotte su rete GSM, installare semplicemente celle fasulle. Oggi non è più così facile a fronte dell’introduzione di numerose tecniche di cifratura per il DECT, la voce, la connessione dati e le piattaforme UC, fino a sistemi di cifratura impenetrabili da terminale a terminale. Quando si valuta una nuova rete IP altamente integrata è necessario soppesare il livello di sicurezza garantito dalla soluzione e dai terminali a fronte della reale esigenza e del costo.

4 – Fruibilità: troppe distrazioni?

Le soluzioni UC, i telefoni IP avanzati, le applicazioni più moderne e i servizi basati sul cloud, tutti promettono alle aziende un incremento della produttività ed una semplificazione della collaborazione tra gli addetti. La convergenza delle applicazioni contribuisce a migliorare la coordinazione sui progetti e a limitare la perdita di informazioni, tuttavia è anche possibile che la quantità di informazioni condivise sovraccarichino l’utente.
Gli impiegati possono davvero concentrarsi sul proprio lavoro se costantemente interrotti da messaggi istantanei? Sia loro sia voi siete d’accordo sul fatto che il loro status di presenza sia visibile a chiunque? Se da un lato è più facile raggiungere i singoli impiegati, non li si mette troppo sotto pressione perché ora ricevono comunicazioni a qualunque ora?
In fase di implementazione di una soluzione IP, oltre a formare lo staff sugli strumenti e le applicazioni sarà anche necessaria una rieducazione in merito a come gestire il nuovo paradigma fondamentale ossia la disponibilità continua e il monitoraggio degli impiegati.
Al riguardo bisogna quindi considerare i seguenti punti:

  • Chi può o dovrebbe avere accesso alle informazioni sulla presenza degli impiegati presenti nella directory aziendale tramite le funzioni di visualizzazione della disponibilità erogate via BLF?
  • Come si può evitare che gli impiegati vengano distratti in continuazione? Se l’utente seleziona la modalità “non disturbare” (DND), questo stato è visibile su tutti i canali? (chat, telefonia, stato presenze)
  • E’ possibile attivare o disattivare automaticamente le notifiche mail o chat (ad esempio al di fuori dell’orario di lavoro o nel week-end?)
  • E’ possibile differenziare i messaggi importanti da quelli meno rilevanti?
  • Dove e soprattutto quali dati sull’attività degli utenti vengono archiviati? (archivio chat, conferenze telefoniche, uso di internet)

In generale, la migrazione al mondo “all-IP” rappresenta una sfida per chi è coinvolto nell’implementazione dei sistemi. Non stanno solo cambiando le applicazioni individuali, ma anche l’intera infrastruttura e le modalità operative. Che si tratti di soluzioni UC o dei terminali IP, un’interfaccia utente non complessa e un minimo di formazione semplificherebbero la via verso l’integrazione delle soluzioni per la telefonia IP di nuova generazione.

Trovare la piattaforma e i terminali ideali è la vera sfida per le organizzazioni. Si tratta di un processo con così tante variabili da richiedere ai responsabili IT/TLC di prendersi il proprio tempo e possibilmente di rivolgersi a specialisti.

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L’Europa Latina preferisce telefoni IP di qualità


I mercati della telefonia IP di Francia, Italia, Spagna e Portogallo sono molto simili fatto salvo un diverso tipo di approccio all’acquisto dovuto a differenze culturali: il noto pioniere del VoIP Snom analizza i diversi mercati.

Milano – Rispetto ai mercati dell’Europa centrosettentrionale, dove le aziende tendenzialmente hanno un approccio da “early adopters” verso le novità introdotte dall’avanzamento delle tecnologie, l’Europa Latina predilige cautela e brand di qualità, soprattutto quando si tratta di rinnovare l’infrastruttura per la telefonia, uno dei servizi più critici per la produttività aziendale. La migrazione al VoIP condotta più o meno silentemente da parte di tutti gli operatori telefonici in tutto il continente, la disponibilità di una banda internet sempre maggiore a prezzi appetibili, come di linee telefoniche fruibili in modalità SIP Trunk e l’avvento del VoIP erogato tramite cloud a canone mensile hanno contribuito ad azzerare le barriere inizialmente tecniche e in un secondo tempo psicologiche che minavano l’adozione di massa del VoIP nell’Europa Latina, contribuendo a far riconoscere la nuova tecnologia come abilitatore di una maggior flessibilità e produttività degli impiegati. In Francia, Italia, regione iberica, il VoIP non è più solo un altro modo per trasmettere una conversazione telefonica ma la chiave di volta per fruire dei benefici di soluzioni UCC sempre più mature, attraverso telefoni che però devono assicurare la massima versatilità e interoperabilità. Questo quanto riscontrato dai team di Snom Francia, Italia e regione iberica guidati da Fabio Albanini, Head of Sales South of Europe di Snom.

“Nell’Europa Latina Snom è ormai un marchio apprezzato in primis grazie alla presenza di un team locale che eroga supporto commerciale e tecnico e per la qualità di hardware e software che contraddistingue i nostri terminali. I nostri prodotti sono noti per un tasso di resi quasi pari a zero”, conferma Albanini, che aggiunge: “Snom risulta spesso vincente perché è sinonimo di affidabilità, il brand ha una storicità positiva costruita negli anni e offre alla propria clientela un portafoglio estremamente vario al fine di coprire tutte le esigenze in modo trasversale, a fronte della diversità di settore in cui operano gli acquirenti dei prodotti Snom in tutti i mercati dell’Europa Latina, non da ultimo i nostri clienti beneficiano di due anni di garanzia sui terminali”.

Massimo Lucini, Channel Director Italy di Snom

Un altro elemento che accomuna la clientela dell’Europa Latina è il desiderio di avvalersi di terminali IP altamente compatibili con le piattaforme VoIP selezionate, a garanzia della massima libertà di scelta. “Lo standard SIP è ancora oggetto di ‘interpretazione’”, commenta Albanini, “i nostri ingegneri lavorano alacremente per garantire l’interoperabilità dei nostri terminali fissi o DECT come dei sistemi per le conferenze telefoniche con il maggior numero possibile di centralini IP e soluzioni UC al fine di assicurare ai nostri clienti la fruibilità di tutte le funzioni comfort dei nostri prodotti in modalità plug & play”. Un’interoperabilità che ha anche consentito al vendor di instaurare partnership con i più noti carrier della macroregione, sopperendo almeno in parte ai vincoli dovuti all’imposizione del router e/o dell’infrastruttura per la telefonia spesso applicata dagli operatori tradizionali in tutta la regione ma ad esempio abolita per legge nel 2016 in Germania.

Se da un lato in Francia e in Italia la qualità dei terminali surclassa la pur bassa differenza di prezzo tra i terminali premium del vendor teutonico e altri telefoni IP, in Spagna e Portogallo, dove il VoIP è più avanti che in Italia ad esempio, la cultura è molto mediterranea, le aziende scendono più facilmente a compromessi in un’ottica best deal ancora retaggio della crisi, la sensibilità al costo d’acquisto supera in quest’area quella riscontrata negli altri mercati, dove le aziende valutano in primis il costo operativo totale e l’affidabilità dell’infrastruttura implementata. “In Spagna e Portogallo siamo partiti più tardi con una presenza locale rispetto a Italia e Francia. Stiamo attuando le stesse strategie adottate negli altri due Paesi per essere protagonisti anche nella regione iberica, e i risultati stupefacenti conseguiti nel 2017 ci rendono fiduciosi”, conclude Albanini.

Il mercato italiano

Tornando indietro nel tempo, nel 2009, in contesto di crisi, i rivenditori in Italia cercavano alternative ai grandi brand della telefonia. Il VoIP era un nuovo modo di fare business ma non troppo ben visto dalle aziende utenti finali, anche a fronte della proliferazione di installatori VoIP “improvvisati”, che in presenza di errate configurazioni addossavano eventuali defiances alla tecnologia. Grazie ad attività intense di reclutamento e di condivisione del know-how con i propri partner, oltre che a prodotti rivelatisi versatili e praticamente indistruttibili, Snom Italia si è assicurata negli anni un vantaggio competitivo in perfetta armonia con l’evoluzione tecnologica, con la scrematura naturale degli installatori e con l’avvento di una nuova generazione di operatori di canale che oggi non cercano una semplice alternativa alle soluzioni proprietarie o piattaforme VoIP gratuite, ma vogliono offrire alla propria clientela la stessa affidabilità e stabilità della telefonia tradizionale coniugandola però in soluzioni flessibili per le telecomunicazioni basate su standard aperti. Sia il canale sia le aziende utenti finali vogliono avere la certezza di potersi avvalere del supporto concreto da parte del produttore senza dover dipendere da un singolo programmatore. Sono consci dell’importanza degli aggiornamenti gratuiti del firmware per chiudere eventuali vulnerabilità e usufruire di nuove funzionalità. Desiderano abbattere i costi della telefonia ma senza compromessi sulla qualità. Insomma, vogliono appoggiarsi a soluzioni e telefoni di comprovata solidità.

“Dopo 12 anni in Italia, Snom non deve più presentare il brand né ai rivenditori né agli IT-Manager delle aziende, entrambi conoscono le tecnologie e i prodotti, spesso li hanno già testati” afferma Massimo Lucini, Channel Director Italy di Snom. “Oggi lavoriamo molto sui vantaggi della piena integrazione voce/dati e su come fruirne con i nostri terminali. Dall’integrazione dei nostri telefoni con soluzioni UCC e altre tecnologie, tra cui, ad esempio la domotica, nascono modalità di utilizzo innovative. E’ già possibile infatti impiegare i telefoni per l’automazione dell’edificio, per accendere luci, aprire portoni o sbarre del garage, persino per gestire gli accessi del personale e molto altro. Funzionalità e quindi esigenze che rivenditori e aziende scoprono di avere solo dialogando con noi”.

In Italia “esserci” fa la differenza, soprattutto in termini di assistenza post-vendita. Il rapporto personale con i partner è essenziale per costruire la necessaria fiducia che viene poi trasferita integralmente all’azienda utente. Il successo dei prodotti Snom in Italia oggi è decretato sia dalla nota qualità, sia dal fatto che il team di Snom risolve i problemi, anche quando eventuali disservizi non competono al telefono. “Infine”, conclude Lucini, “un altro elemento chiave è la collaborazione reciproca instaurata con gli altri vendor, ulteriore conferma di reattività alle richieste del rivenditore o dell’azienda utente”.

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Snom annuncia il nuovo programma di canale


In arrivo il nuovo vantaggioso programma partner

Berlino – Con il nuovo programma, i futuri rivenditori Snom potranno avvalersi di vantaggiose condizioni commerciali sull’acquisto dei telefoni dello specialista del VoIP, così come di attività di marketing congiunte e della condivisione delle best practice. A seconda del livello di certificazione conseguito, il partner beneficia di specifici vantaggi a lungo termine. Tali vantaggi aumentano con l’aumentare dell’impegno dei partner.

Lo sguardo rivolto al futuro

Assistenza tecnica, consulenza personale e sostegno nella realizzazione di progetti o per la conduzione di attività di marketing – Snom pianifica a lungo termine e lavora costantemente all’estensione del proprio programma di canale e dei benefici riservati ai partner. In futuro saranno introdotti numerosi nuovi servizi volti a garantire il successo della collaborazione tra Snom e i propri rivenditori.

Grazie al rinnovato programma partner, il produttore di soluzioni professionali per la telefonia VoIP, dai telefoni da tavolo ai cordless IP DECT fino ai telefoni da conferenza mette a disposizione del canale una vera e propria piattaforma per una cooperazione proficua.

Da partner registrati a partner “gold”

Il programma di canale di Snom contempla tre livelli di partenariato: partner registrati, partner silver e partner gold. Ogni livello offre privilegi sempre più interessanti – dai dispositivi di prova gratuiti per partner registrati, fino a rilevanti sconti sull’acquisto dei prodotti Snom per i partner argento e oro. Come bonus aggiuntivo, i partner oro sono elencati bene in vista sul sito di Snom e godono di ulteriori vantaggi.

Il livello di partenariato conseguito dai rivenditori nel quadro del programma di canale viene determinato in base a diversi fattori tra cui il potenziale fatturato con prodotti Snom, la partecipazione attiva ai corsi di formazione tecnica e l’impegno verso il marchio.

L’obiettivo del programma è chiaro: circondarsi di partner estremamente motivati, con cui collaborare, da cui imparare e con cui sviluppare nuove soluzioni condivise. La partecipazione obbligatoria ai corsi tecnici garantisce che tutti i rivenditori siano in possesso delle competenze necessarie per erogare consulenze, proporre e installare autonomamente le soluzioni per la telefonia IP firmate Snom.

Con il nostro nuovo programma di canale offriamo ai rivenditori una piattaforma perfetta per assicurarsi un buon utile su base continuativa”, dichiara Gernot Sagl, amministratore delegato di Snom Technology GmbH. “Con questa offerta, Snom evidenzia il suo commitment verso il modello commerciale indiretto e verso collaborazioni di lunga durata, eque e di valore con i propri partner. Il nostro programma non sostiene solo i rivenditori ma rafforza anche la posizione dei nostri distributori ed è fruibile in Europa, Africa e in alcune parti dell’Asia. Nelle aree commerciali più estese i partner sono seguiti dai nostri team locali, perché per noi collaborazione significa anche offrire supporto e comunicazione nella lingua nazionale.”

Disponibile da subito

Il nuovo programma di canale Snom è già aperto alle iscrizioni. I rivenditori interessati possono registrarsi si da ora sul sito partner.snom.com (attualmente in inglese ma presto disponibile anche in italiano) e accedere a tutti i benefici della partnership con Snom non appena conclusa l’attivazione.

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Di nuovo il podio per Snom Italia per il fatturato record


Consolidare le partnership che hanno dato luogo ad un 2017 eccezionale e sviluppare nuove opportunità di business sul territorio nazionale sfruttando al meglio i nuovi trend di mercato grazie all’introduzione di numerosi nuovi prodotti: questa la strategia di Snom per il 2018.

Milano – Un anno all’insegna della crescita e un bilancio 2017 straordinario per la filiale italiana di Snom, che si attesta seconda in classifica per fatturato, battuta solo dalla Germania e seguita dalla Francia. Questi i risultati del team guidato da Fabio Albanini, che, grazie al successo delle strategie implementate negli anni, oggi ricopre il ruolo di Head of Sales South of Europe ed è responsabile degli uffici commerciali di Snom in Francia, Spagna, Portogallo, Malta e Israele oltre alla filiale italiana. “Nel 2017 il numero delle unità vendute in Italia è cresciuto notevolmente dando luogo ad un incremento del fatturato del 47%, anche grazie al consolidamento delle importanti collaborazioni siglate con i principali Carrier sul territorio nel 2016” rivela Albanini, che conferma, che l’aumento del numero di operatori telefonici che oggi propongono il VoIP e/o piattaforme UC complete alla propria clientela business anche in modalità “as-a-Service” ha cagionato un forte cambiamento di rotta da parte dei tradizionali installatori telefonici. Questi si aggiungo oggi alla pletora di specialisti delle reti nella ricerca di terminali IP con cui sia possibile replicare la robustezza delle infrastrutture della telefonia classica, con – però – tutti i benefici delle nuove tecnologie in termini di convergenza dati/voce.

Fabio Albanini, Head of Sales South of Europe, Snom

“La fruibilità di servizi di telefonia erogati alle aziende via SIP-Trunk o tramite piattaforme cloud a canone mensile e ad un costo nettamente inferiore a quello cui erano avvezze con i centralini classici, ha contribuito alla definitiva consacrazione del VoIP in Italia”, aggiunge Albanini. “Grazie a queste formule innovative, l’utilizzo della telefonia IP a livello aziendale è sempre più pervasivo”. Ma non solo. Dall’iniziale corsa al risparmio sui costi della telefonia, per cui ogni soluzione alternativa al centralino classico era ben accetta, il mercato oggi non scende più a compromessi in termini di affidabilità e qualità delle infrastrutture VoIP, le aziende desiderano avvalersi di strumenti, come i telefoni IP firmati Snom, che assicurino tali caratteristiche. “Questo è uno dei principali motivi per cui i nostri corsi di certificazione sono sempre più ambiti e ci aspettiamo un ulteriore incremento nel 2018” conferma Albanini. Nel tempo il numero di partner certificati Snom sul territorio italiano è cresciuto esponenzialmente, attestandosi a oltre 300 nel corso dello scorso anno. “I rivenditori si rivolgono a Snom per il programma partner sviluppato su misura per loro e consolidato nel tempo, certi di potersi avvalere dell’assistenza tecnica erogata direttamente dalla filiale italiana, e perché tramite il portale partner, attualmente in fase di redesign, accedono in qualsiasi momento a informazioni utili per le proprie attività quotidiane”, chiosa Albanini.

Un altro pilastro su cui poggia il successo di Snom in Italia nel 2017 sono i frutti raccolti dalla forte collaborazione instauratasi con la nuova casa madre, VTech, che ha combinato in maniera ottimale la carica innovativa e la competenza di Snom con la propria esperienza nella produzione su scala industriale. Ciò ha consentito a Snom di abbattere i costi di produzione di tutte le proprie linee di terminali IP, rendendo l’implementazione di infrastrutture per la telefonia VoIP di alta qualità accessibile anche a nuovi bacini di utenza tra le piccole e medie aziende. “Come nel 2017 anche i nuovi device attesi per il 2018 si riveleranno interessanti sia per l’alto grado di ingegnerizzazione sia per il pricing, ne sono un esempio i tre nuovi terminali IP annunciati a inizio gennaio”, asserisce Albanini, che non manca di sottolineare quanto l’ottimo lavoro di squadra di tutti i membri del team di Snom Italia si sia rivelato essenziale per la buona riuscita dell’anno appena concluso.

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